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Passione segreta ai tempi della guerra in “Suite francese”

Dal bestseller di Irène Nemirovsky

Intenso. Il calore invadente emanato dalla meritevole trasposizione di uno straordinario bestseller, "Suite francese" di Irène Nemirovsky. Romanzo lasciato incompiuto dall'autrice, ebrea deportata e morta ad Auschwitz, ritrovato come manoscritto e pubblicato solo nel 2004. Racconto di assoluta eleganza e carica narrativa cui si rifà la produzione cinematografica inglese, per la verità soffermandosi sulla seconda parte del testo perché la prima la si avverte solo in alcune scene all'inizio del film con i bombardamenti e l'esodo dei tanti francesi, nel giugno 1940 quando la Germania nazista invade la Francia. La storia si svolge in una cittadina Bussy. Qui vive Lucille, Michelle Williams, con una rigida e cinica suocera, in attesa di un marito partito per la guerra, come molti altri uomini. Nella loro villa aristocratica viene alloggiato un giovane ufficiale nazista, che si dimostra più sensibile degli altri.

Tra i due esplode una segreta passione amorosa, molto coinvolgente che l'abilità del regista Saul Dibb, affida alla musica di un pianoforte, passione di entrambi i personaggi, vero artefice dell'innamoramento. Relazione proibita, desiderio pericoloso. L'amore tra i due, nato tra le diversità, tra le atrocità, fa pensare a un fiore di loto, bellissimo che nasce nella palude. La guerra, con le sue barbarie e crudeltà, sfondo di un sentimento così contrastante non è un soggetto filmico nuovo, ma la novità sta nel modo in cui viene raccontato, rappresentandone il senso nella battuta pronunciata dall'ufficiale a Lucille: «L'unica persona con cui ho qualcosa in comune sei tu», abbandonando i contrasti che li circondano. Ma la guerra c'è e detta i destini di milioni di persone.

Un film sicuramente da vedere non certo temendo la mielosità del genere, anzi, abbracciando anche tematiche molto diverse.
  • Cinema
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