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La città

Movida e proiettili a Barletta, cronaca di una situazione insostenibile

Quello che dovrebbe essere il “salotto buono” della città, diventa una vera e propria terra di nessuno

Il ferimento a colpi di arma da fuoco di un giovane barlettano, sul quale indagano i Carabinieri, non è che l'ultima e più inquietante manifestazione di microcriminalità e di degrado che da tempo vedono come teatro la città di Barletta e in particolar modo il centro storico. Da quasi due decenni infatti, quello che dovrebbe essere a tutti gli effetti il "salotto buono" della città, soprattutto nelle ore notturne, diventa una vera e propria terra di nessuno tra urla, sporcizia, schiamazzi e ubriachezza molesta (quando va bene), accompagnati da una sempre più dilagante e allarmante diffusione del consumo e spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani e giovanissimi, come quasi quotidianamente stanno a dimostrare le cronache locali.

Sarebbe quindi perfettamente ipocrita, oltre che tardivo, meravigliarsi per il grave episodio della gambizzazione di un diciottenne incensurato avvenuto nei pressi dei giardini del Castello. Da anni i residenti del rione Santa Maria lamentano di amplessi e bisogni fisiologici espletati nei vicoli, di avanzi di pizzeria e chiazze di vomito disseminate dinanzi ai portoni delle abitazioni, di risse e droga. Veri e propri "cahiers de doléances" dinanzi ai quali, autorità preposte e istituzioni locali in questi anni hanno in genere avuto due tipi di reazione: quella sincera ma superficiale e tipicamente lassista di quelli del "che vuoi che siano una canna, una sbronza e un paio d'ore di sonno in meno dinanzi al radioso avvenire turistico della città di Barletta"; e quella finto speranzosa e intellettualmente disonesta di quelli del "mò vediamo", unita ai tanti, troppi "stiamo arrivando" coi quali i centralini di Polizia e Carabinieri liquidano, soprattutto nelle notti d'estate, le decine e decine di chiamate di cittadini esasperati da una situazione fattasi via via sempre più insostenibile.

Inevitabile quindi che prima o poi di questo passo si sarebbe arrivati alla pistolettata di Piazza Castello. Un fatto gravissimo peraltro ampiamente annunciato nei mesi scorsi da due megarisse notturne tra giovani avventori della cosiddetta "movida" causate, a quanto pare, da motivi di denaro e droga. Che fare quindi? Come frenare, o per lo meno arginare, questa pericolosa deriva che pian piano sembra stia pericolosamente riportando Barletta ai "fasti" dei primi anni Novanta? Potrebbe consolarci il fatto che rispetto a quel triste periodo la città di Barletta potrebbe contare su due importanti fattori: la presenza in Parlamento, numeri alla mano, di due importantissimi senatori di maggioranza; e soprattutto la presenza sul nostro territorio di quella prefettura tanto agognata e strombazzata al momento del suo insediamento, ma che ad oggi è servita più che altro a gonfiare di vacuo orgoglio campanilistico il petto del barlettano medio nei confronti dei vicini andriesi.

Rispetto al passato quindi, i mezzi per attuare una decisa e quanto mai necessaria inversione di tendenza sono a completa disposizione delle istituzioni locali e non solo. Sarebbe di fondamentale importanza per la nostra città anche il solo accennare ad usarli. Ne va innanzi tutto della nostra sicurezza, anche perché procedendo con questo andazzo, da Via Fieramosca a Via Duomo, da Vico Brancaleone a Via Sant'Andrea e in tutta Barletta, passare dalle chiazze di vomito alle chiazze di sangue è un attimo.
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