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Ex Distilleria di Barletta, una lettera aperta per chiedere il recupero dello storico complesso

Dodici firmatari si rivolgono al sindaco, ai consiglieri comunali di Barletta, alla Soprintendenza: «Necessaria una decisa inversione di tendenza»

Una lettera aperta sul futuro dell'ex Distilleria di Barletta, con un appello a riaprire il percorso per il recupero complessivo dello storico complesso industriale. La nota, datata 14 settembre 2026, è indirizzata al sindaco del Comune di Barletta, ai consiglieri comunali e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province BAT e Foggia; per conoscenza è stata trasmessa anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Cultura e alla Presidenza della Regione Puglia.

A firmarla sono Angela Barbanente, ordinaria di Tecnica e Pianificazione Urbanistica al Politecnico di Bari; Pietro Doronzo, del direttivo di ArcheoBarletta; Luisa Filannino, presidente di Italia Nostra – Barletta; Michelangelo Filannino, già dirigente scolastico e socio di Italia Nostra e Associazione Virgilio; Raffaele Fiore, avvocato ed ex sindaco di Barletta; Ottavio Marzocca, già professore di Filosofia etico-politica all'Università di Bari e presidente della Società dei Territorialisti e delle Territorialiste; Ettore Maria Mazzola, architetto e Professor of the Practice alla University of Notre Dame School of Architecture; Antonio Monte, ricercatore CNR-ISPC e vicepresidente AIPAI; Ruggero Quarto, già senatore della Repubblica; Victor Rivera Magos, professore di Storia Medievale all'Università Pegaso; Saverio Russo, già professore di Storia moderna alle Università di Bari e Foggia e studioso della storia di Barletta; Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia all'Università di Bari.

OGGETTO: Definanziamento e variazioni di bilancio: l'inaccettabile destino del recupero dell'ex Distilleria di Barletta.

«Recentemente si è tornati a parlare dell'ex Distilleria di Barletta, l'antico complesso industriale di proprietà comunale, tutelato con Decreto Ministeriale del 21 agosto 1990 per il suo valore storico, demo-antropico, costruttivo e ambientale; un bene pubblico che da troppo tempo si trova in uno stato di degrado e abbandono intollerabile, come risulta anche dal sito web del Ministero della Cultura, dedicato ai Beni Culturali Abbandonati. Negli ultimi tempi se n'è parlato in maniera indiretta, riferendosi alle recenti decisioni dell'attuale Giunta comunale barlettana di procedere a delle variazioni di bilancio, ratificate dal Consiglio comunale, allo scopo di realizzare interventi in varie parti della città utilizzando risorse precedentemente destinate al recupero dell'antica fabbrica.È questo il caso, in particolare, della recente variazione di bilancio riguardante un fondo di Euro 1.500.000,00 la cui destinazione precedente era quella del recupero del corpo centrale dello storico complesso (si veda la Delibera di G.C. n. 196 del 08.06.2026 – allegato n. 6).Si tratta di una decisione le cui pesanti implicazioni possono essere comprese pienamente se si tiene conto che il Comune di Barletta, pur non essendo riuscito ad attivare un processo di recupero complessivo dell'ex Distilleria nei quasi quarant'anni trascorsi dal Decreto di tutela, nel tempo ha comunque assunto molte decisioni importanti in tal senso, fra le quali rientrano quelle per il recupero del corpo centrale del complesso.In proposito va ricordata, in particolare, la decisione presa con la Delibera di G.C. n. 237 del 28/11/2015 (allegato n. 1) con cui la Giunta comunale di allora approvava il "Progetto Preliminare del Recupero Funzionale del Corpo Centrale dell'ex Distilleria", ponendolo in relazione con una richiesta di finanziamento statale (poi ottenuto) di Euro 2.000.000,00 da integrare con un cofinanziamento comunale di Euro 1.500.000,00 (stanziato appositamente). Va ricordato inoltre che quel Progetto prevedeva la realizzazione di spazi per eventi culturali, mostre, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, corsi formativi, convegni, meeting e riunioni, partecipazione e inclusione dei cittadini, servizi sociali di vario genere.Allo stesso riguardo, altra decisione di grande rilievo è stata a suo tempo quella assunta con la Delibera di G. C. n. 235 del 10/11/2017 (allegato n. 3), mediante la quale la medesima Giunta comunale: 1) prendeva atto dell'attribuzione del predetto finanziamento statale del recupero del corpo centrale (primo stralcio) e della conseguente necessità del cofinanziamento comunale; 2) approvava l'apposito schema di convenzione da stipularsi con la Presidenza del Consiglio per l'uso del finanziamento e dava mandato in tal senso al Sindaco.

Di particolare importanza, inoltre, è stata la decisione presa con la Delibera di G.C. n. 2 del 04/01/2019 (allegato n. 4), con la quale la Giunta comunale dell'epoca (guidata dall'attuale Sindaco di Barletta nel suo precedente mandato) approvava il Progetto definitivo del suddetto recupero (primo stralcio), basando la decisione sulla disponibilità delle risorse richiamate sopra di Euro 2.000.000,00 di finanziamento statale e di Euro 1.500.000,00 di cofinanziamento comunale. Una somma, quest'ultima, che corrisponde esattamente a quella che l'attuale Giunta comunale (guidata dallo stesso Sindaco nel suo secondo mandato) ha ritenuto di poter destinare ad altri scopi mediante la variazione di bilancio approvata con la già citata Delibera di G.C. n. 196 del 08.06.2026.A tal proposito è opportuno rilevare che, in questa recente Delibera, la G.C. ha motivato l'utilizzazione della somma suddetta per interventi diversi da quello del recupero del corpo centrale dell'Ex Distilleria nei seguenti termini che si riportano testualmente:«alla copertura di tali interventi si provvede con storno di risorse comunali da capitoli già stanziati nel Bilancio 2026/2028 e coperti da avanzo di amministrazione vincolato, in particolare:eliminazione del vincolo di cofinanziamento comunale di €. 1.500.000,00 inerente il "Recupero funzionale del corpo centrale dell'ex distilleria" vista la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24/10/2025, prot. 91333, con la quale è stato comunicato il definanziamento di tale intervento».Questa motivazione si basa sulla semplice constatazione della cessata disponibilità – comunicata dalla Presidenza del Consiglio - dei 2.000.000,00 di Euro di finanziamento statale richiamati in precedenza, ai quali lo stesso Comune aveva associato il proprio cofinanziamento di Euro 1.500.000,00.Da tale motivazione è impossibile ricavare le ragioni per cui il Comune di Barletta è arrivato al punto di subire il "definanziamento" di cui sopra; ragioni che, tuttavia, sono degne di essere chiarite anche per individuare eventuali inadempienze che abbiano determinato il definanziamento stesso.

È certo, in ogni caso, che i circa 10 anni trascorsi da quando il Comune di Barletta ha potuto disporre complessivamente di Euro 3.500.000,00 per recuperare il corpo centrale dell'ex Distilleria non sono bastati per avviare materialmente tale recupero; il che non è avvenuto neppure quando l'attuale Sindaco, nel 2019, durante il suo primo mandato, con la propria Giunta comunale approvò il relativo "progetto definitivo", come si è ricordato sopra.Tutto questo è difficilmente accettabile, come lo è il fatto che il "definanziamento" dei 2.000.000,00 di Euro provenienti dallo Stato, nella già citata Delibera di G.C. n. 196 del 08.06.2026, venga di fatto considerato motivo sufficiente per destinare gli Euro 1.500.000,00 di cofinanziamento comunale ad usi diversi dal recupero del corpo centrale dell'ex Distilleria, malgrado quest'ultimo (come tutto il complesso storico di cui fa parte) versi in uno stato di pericoloso e progressivo degrado che di per sé impone di attuare interventi urgenti in direzione del tutto opposta.Altra variazione di bilancio, decisa dall'attuale Giunta comunale e ratificata dal Consiglio comunale, è quella riguardante gran parte degli edifici retrostanti al corpo centrale dell'Ex Distilleria destinati ad ospitare la "Cittadella della Musica Concentrazionaria" il cui Progetto definitivo fu approvato con Delibera di G.C. n. 140 del 30/06/2017, a seguito del finanziamento statale di complessivi Euro 4.841.600,00, concesso con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 06 dicembre 2016.

In questo caso l'attuale Giunta comunale è intervenuta sulla disponibilità del finanziamento citato approvando con Delibera di G.C. n. 96 del 09.04.2026 (allegato n. 5) una variazione urgente di bilancio tendente a "sostituire" l'intervento previsto per la creazione della "Cittadella" con altri interventi riguardanti parti della città diverse dall'area dell'ex Distilleria.Pur ipotizzando che i motivi di urgenza o di altro genere che hanno determinato la "sostituzione" dell'intervento siano stati stringenti e insuperabili, è difficile accettare l'idea che la variazione di bilancio decisa non potesse o dovesse trovare la sua naturale destinazione in altri interventi già progettati per il recupero dello storico complesso come, per esempio, quello del suo corpo centrale.

Più in generale, la considerazione che si può fare su questa e sull'altra variazione di bilancio già richiamata è la seguente: in mancanza di una chiara volontà politica, una questione inevitabilmente complessa come quella del recupero dell'ex Distilleria, se viene lasciata incancrenire per anni, finisce facilmente per essere "messa da parte" in base a convenienze del momento e a veri o presunti "motivi d'urgenza" che, in ogni caso, lasciano intatto il problema del degrado, che è sotto gli occhi di tutti, dello storico complesso.Ciò che rimane evidente, comunque, è la sostanza della questione: per circa un decennio, la disponibilità complessiva di Euro 8.341.600,00 è rimasta inutilizzata finché si è arrivati a ritenere di poterla indirizzare (esclusa la parte "definanziata") verso scopi totalmente diversi da quello cui era destinata: il recupero di alcuni degli edifici storicamente più rilevanti dell'ex Distilleria.

È per tutte queste ragioni che i firmatari di questa "lettera aperta" sentono il dovere di richiamare l'attenzione dei suoi destinatari su alcune delle ragioni intrascurabili per cui il complesso dell'ex Distilleria deve essere considerato patrimonio storico-ambientale irrinunciabile della città e del suo territorio, in quanto testimonianza del ruolo da protagonista che nel periodo postunitario Barletta assunse sul piano internazionale nel campo delle attività vitivinicole anche con la creazione di quella che sarebbe divenuta la più grande Distilleria del Mezzogiorno.Va ricordato, in particolare, che negli scorsi anni Novanta, la salvezza e il recupero dello storico complesso furono l'obiettivo di un vasto movimento cittadino animato da numerose organizzazioni culturali, ambientaliste e civiche che riuscirono ad ottenere il Decreto di Tutela per l'antica fabbrica e a scongiurare l'uso meramente immobiliare dei suoi suoli.

Per tutto quel decennio le stesse organizzazioni animarono il Forum per il Riuso dell'Ex Distilleria (FRED), sensibilizzando sulla questione gran parte della comunità locale con la loro intensa azione culturale, politica e legale. L'obiettivo del recupero dello storico complesso, inoltre, restò a lungo al centro del dibattito politico cittadino, dei programmi e delle scelte di varie amministrazioni comunali.Nel corso dello stesso decennio, anche per via dell'intervento in giudizio delle organizzazioni aderenti al FRED e dello stesso Comune di Barletta, sia il TAR Puglia sia il Consiglio di Stato confermarono la piena validità del Decreto di tutela, al quale si erano opposti in precedenza i commissari liquidatori dell'ex Distilleria e l'Amministrazione comunale in carica nel biennio 1989-1990.Alla fine degli anni Novanta, il Consiglio Comunale della città approvò un Piano di Recupero Urbano dell'ex Distilleria e della sua area, traducendolo poi in un'apposita variante urbanistica.Nel 2004, l'Amministrazione comunale dell'epoca acquistò lo storico complesso per dar seguito alle previsioni di quel Piano.

Negli anni successivi furono attuati in tal senso alcuni, sia pur limitati, interventi come la creazione del cosiddetto "Future Center" e del GOS (Giovani Open Space) in alcuni edifici minori del complesso, oltre la realizzazione di uno spazio destinato ad orto botanico e di "alloggi per anziani".

Se si si tiene conto, dunque, di tutto ciò che è stato richiamato fin qui, non si può non riconoscere che sono molti i motivi per cui il Comune di Barletta - in quanto Ente preposto alla tutela del patrimonio storicoambientale di cui è proprietario - non può sottrarsi alle sue responsabilità riguardo al superamento dello stato di degrado in cui versa l'ex Distilleria.È pur vero, d'altra parte, che tanto le strutture operative del Comune di Barletta quanto la sua Amministrazione, in anni recenti, hanno dato prova di importanti capacità di intervento e di uso delle risorse disponibili per l'area dell'antica fabbrica, a partire da quelle stanziate tramite i cosiddetti "contratti di quartiere". Altrettanto vero, tuttavia, è che queste capacità sono state concentrate nella realizzazione dei progetti meno coerenti con le urgenze di conservazione degli edifici del complesso più esposti all'incalzante decadimento e più significativi sul piano storico. Infatti, i principali interventi recenti, avviati o portati a termine nell'area, si sono tradotti nella creazione di un parcheggio interrato distribuito su due livelli e di "alloggi per utenze differenziate".Rispetto a questo tipo di interventi, evidentemente, non si è mai ritenuto che fosse più urgente agire a vantaggio degli edifici dell'antica fabbrica più bisognosi di essere salvaguardati e recuperati sia per lo stato di pericolo in cui versano, sia per il loro significato storico-architettonico, sia per le loro potenzialità culturali e sociali.

È a una decisa inversione di tendenza che qui s'intende richiamare i destinatari di questa "lettera aperta", sollecitandoli ad adoperarsi al più presto per l'avvio di un vero recupero complessivo dell'ex Distilleria di Barletta, a beneficio della città e del suo territorio».

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