Migranti in protesta davanti al Comando dei Carabinieri
Migranti in protesta davanti al Comando dei Carabinieri
Servizi sociali

Confraternita Misericordia Barletta, «sulla protesta degli immigrati notizie infamanti»

«Si tratta di lecita libertà di espressione»

«Risulta spiacevole apprendere attraverso i Media e Social disarmanti dichiarazioni e conseguentemente dilaganti disinformazioni, a seguito della protesta chiarificatrice circa il lento procedere burocratico per l'ottenimento dei documenti, da parte degli Immigrati sostanti il 30/08/2017, dinnanzi alla Caserma dei Carabinieri nella Città di Barletta. L'Occasione è stata colta per sabotare la reale problematica e significato della contestazione, per diffondere le opinioni più disparate per fini reconditi, humus fertile di risentimento personale o escogitata opportunità per campagne propagandistiche. Lungi da qualsiasi schieramento, distanti da ogni tipo di provocazione, il nostro intervento seppur discreto in precedenza, per non fomentare chi di questi disagi se ne approvvigiona, non può ancora soprassedere al deviante mormorio. Non si tratta di una nostra difesa, in quanto gli attacchi devono ancorarsi a solide realtà piuttosto che vacillare su mendaci testimonianze, ma il nostro infrangere silenzio è dovere chiarificatore da elargire a tutti quei cittadini che vorrebbero esaurienti risposte troppo spesso strumentalizzate».

A scrivere questa sincera e sentita precisazione è la Confraternita Misericordia, che analizza l'accaduto: «Il compatto dissenso pacifico, espresso dai migranti dinnanzi le Istituzioni si è verificato per ribellione ad un sistema, a loro dire, poco celere circa il rilascio dei documenti identificativi, che impedisce una collocazione regolare e lavorativa oltre che scompensi come fruitori di ulteriori servizi di ordinario vissuto. Le attese variano da alcuni mesi fino a giungere anche all'anno, per questo i CAS, Centro di Accoglienza Straordinaria, fronteggiano tale ingolfamento amministrativo, accogliendo i Rifugiati presso sedi idonee e riconosciute in accordanza alle disposizioni della Prefettura locale, dove la loro permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento degli stessi, in strutture di seconda accoglienza. Si fa riferimento agli SPRAR, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo ai Rifugiati, che garantiscono l'intervento di "Accoglienza Integrata", potenziando l'assistenza ed orientamento garantita in primo luogo dai CAS, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio­economico».

«La Confraternita di Misericordia di Barletta, vincitrice del Bando di Accoglienza come CAS, avendo ottemperato alle normative e conforme in termini di progettualità, ai requisiti richiesti dalle Strutture Competenti è stata deputata all'assegnazione del Centro di Accoglienza Straordinaria. Opera responsabilmente sul territorio con l'intento massimo, attraverso un team di esperti (mediatori culturali, esperti legali, psicologi, operatori di accoglienza ed operatori sanitari) di fronteggiare gli squilibri di totale emergenza, visto l'esubero di Rifugiati. La stessa Confraternita adotta formule di rieducazione civica, percorsi di sostegno, momenti di dialoghi interreligiosi, iter pedagogici e metodi disciplinari atti a promuovere un corretto inserimento degli Immigrati all'interno del nostro tessuto sociale, tenendo a cuore sia l'impegno dei nostri cittadini che il disorientamento iniziale dei Profughi. Pertanto è sul fronte dell'Accoglienza "Vigilata" e "Qualificata", il nostro intervento, che a volte può risultare anche contrastato dagli stessi Immigrati per le regole comportamentali impartite, che ovviamente richiedono sforzi nella ricezione».

«Le distanze culturali e le difficoltà iniziali, spesso plagiano i più deboli ad affidarsi al miglior proponente ed assecondante; di certo le nostre misure non sono semplicistiche ma attente a coniugare la voce dei cittadini con l'integrazione efficace degli ospiti, nostri possibili futuri connazionali. E' stato nostro doveroso compito fornire indicazioni a riguardo, rimarcando ancora una volta, la libertà di espressione di ciascuno, lecita quando è momento proficuo di confronto e non maschera decadente dietro la quale si trincerano le personali incertezze. Nel rispetto del nostro operato, della giustizia e per l'integrità della nostra immagine, ci riserviamo di adire vie legali, presso le sedi competenti, verso coloro i quali hanno diffuso notizie false ed infamanti».

"La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruttrice"
(Benedetto Croce).
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