
Cronaca
Barletta, senza fissa dimora morto dopo un violento litigio: 47enne fermato per omicidio
La vittima è deceduta dopo un coma indotto da gravi lesioni cerebrali
Barletta - lunedì 20 aprile 2026
10.06 Comunicato Stampa
La Procura della Repubblica di Trani ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di un senza fissa dimora di 47 anni, ritenuto responsabile (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) di un violento pestaggio, maturato per futili motivi e costato la vita a un senza fissa dimora di 49 anni, deceduto nel pomeriggio di sabato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Barletta.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, l'aggressione fatale si è verificata nel pomeriggio di venerdì 10 aprile, quando l'uomo ha rintracciato la vittima per strada e l'ha colpita con estrema violenza. Pugni e calci, molti dei quali diretti alla testa, sarebbero stati sferrati per diversi minuti, senza lasciare alla vittima alcuna possibilità di difesa. Anche quando si trovava ormai inerme su una panchina, l'aggressione sarebbe proseguita, nella completa indifferenza dei passanti.
Le lesioni riportate hanno provocato una grave emorragia cerebrale, evoluta in un coma da ematoma epidurale e infine nel decesso, avvenuto il giorno successivo.
Fondamentali per la ricostruzione dei fatti sarebbero stati i filmati di videosorveglianza acquisiti, che mostrerebbero un'aggressione sostanzialmente unilaterale. L'indagato, riconosciuto dagli investigatori anche per fattezze e abiti, sarebbe arrivato sul posto, si sarebbe tolto la giacca e avrebbe iniziato a colpire ripetutamente la vittima.
A rafforzare il quadro indiziario vi sono anche alcuni messaggi audio inviati tramite WhatsApp a un conoscente, poi acquisiti agli atti. Nei messaggi, ritenuti dagli inquirenti di contenuto confessorio, l'uomo avrebbe manifestato un forte risentimento nei confronti della vittima, in quel momento già ricoverata in condizioni critiche.
Nella notte di sabato, l'indagato – dopo esser stato rintracciato e condotto in caserma – è stato interrogato dal Pubblico Ministero, che gli ha contestato il delitto di omicidio volontario aggravato, e dopo appunto sottoposto a fermo.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato il provvedimento di fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere dell'indagato.
Nei prossimi giorni verrà eseguita l'autopsia sul corpo della vittima. L'attività investigativa dei Carabinieri prosegue sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, che ha autorizzato la diffusione dei filmati acquisiti per rintracciare i testimoni dell'aggressione.
È importante sottolineare che l'eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, l'aggressione fatale si è verificata nel pomeriggio di venerdì 10 aprile, quando l'uomo ha rintracciato la vittima per strada e l'ha colpita con estrema violenza. Pugni e calci, molti dei quali diretti alla testa, sarebbero stati sferrati per diversi minuti, senza lasciare alla vittima alcuna possibilità di difesa. Anche quando si trovava ormai inerme su una panchina, l'aggressione sarebbe proseguita, nella completa indifferenza dei passanti.
Le lesioni riportate hanno provocato una grave emorragia cerebrale, evoluta in un coma da ematoma epidurale e infine nel decesso, avvenuto il giorno successivo.
Fondamentali per la ricostruzione dei fatti sarebbero stati i filmati di videosorveglianza acquisiti, che mostrerebbero un'aggressione sostanzialmente unilaterale. L'indagato, riconosciuto dagli investigatori anche per fattezze e abiti, sarebbe arrivato sul posto, si sarebbe tolto la giacca e avrebbe iniziato a colpire ripetutamente la vittima.
A rafforzare il quadro indiziario vi sono anche alcuni messaggi audio inviati tramite WhatsApp a un conoscente, poi acquisiti agli atti. Nei messaggi, ritenuti dagli inquirenti di contenuto confessorio, l'uomo avrebbe manifestato un forte risentimento nei confronti della vittima, in quel momento già ricoverata in condizioni critiche.
Nella notte di sabato, l'indagato – dopo esser stato rintracciato e condotto in caserma – è stato interrogato dal Pubblico Ministero, che gli ha contestato il delitto di omicidio volontario aggravato, e dopo appunto sottoposto a fermo.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato il provvedimento di fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere dell'indagato.
Nei prossimi giorni verrà eseguita l'autopsia sul corpo della vittima. L'attività investigativa dei Carabinieri prosegue sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, che ha autorizzato la diffusione dei filmati acquisiti per rintracciare i testimoni dell'aggressione.
È importante sottolineare che l'eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
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