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Associazione Culturale "The Walkers"
La città

Silos granari, associazione "The Walkers": «Siamo sconcertati dalle parole del Direttore Grimaldi»

«Ci chiediamo a questo punto se fosse davvero lui la persona al centro dello scatto a margine dell’evento “Anteprima d’Archivio”»

«Siamo francamente sconcertati da quanto apparso la mattina dello scorso 10 aprile sulle colonne delle testate online locali a firma del Direttore della Sezione Archivio di Stato della nostra città, Michele Grimaldi. «Alzano la voce per gli enormi bidoni, muti per i monumenti», titolava la lettera scritta di suo pugno, facendo evidentemente riferimento all'amplissima schiera di giovani professionisti barlettani che in questi mesi si stanno spendendo per avviare un dibattito sull'effettiva convenienza di abbattere i silos granari del porto della nostra città - scrivono in una nota stampa i componenti del Laboratorio di Immaginazione Urbana e dell'Associazione Culturale "The Walkers"».

«Non vogliamo entrare nel merito della sua opinione sui silos granari, del resto la nostra intenzione è quella di stimolare un confronto costruttivo sul tema. Vogliamo tuttavia porre l'accento sul virgolettato sconcertante della lettera, che ci vedrebbe colpevolmente "muti" riguardo ad altri beni cittadini. Associazioni culturali come il "Laboratorio di Immaginazione Urbana" e "The Walkers" hanno, sin dalla loro nascita, sempre profuso il massimo dello sforzo per portare all'attenzione della comunità l'immenso patrimonio artistico, culturale ed architettonico della città, tramite l'organizzazione di mostre, eventi e visite guidate. Un impegno di cui lo stesso direttore può rendersi vivo testimone, avendo preso parte all'evento "Anteprima d'Archivio", da noi organizzato, grazie anche alla sua collaborazione, lo scorso 16 febbraio 2020, durante il quale abbiamo aperto alla cittadinanza le porte dell'ex convento di S. Giovanni di Dio. Da giugno 2019 ad oggi abbiamo coinvolto la popolazione cittadina con tour guidati tematici. Eventi come "I palazzi di Barletta: alla riscoperta delle antiche dimore della città" o "Dai palazzi agli ex conventi" si sono resi certamente promotori di un rilancio del senso più profondo delle meraviglie, spesso ignorate, che Barletta offre. Un ciclo che proseguirà anche nei prossimi mesi, non appena la situazione emergenziale che tutti noi stiamo attualmente vivendo, sarà solo un ricordo.

Riteniamo, inoltre, necessario porre all'attenzione del direttore anche le numerose attività di ricerca sul patrimonio storico ed architettonico della città, sfociate in progetti, articoli, riflessioni ed installazioni artistiche, quali "Valle di Aufidus, Parco paesaggistico di Canne_Tra visione e realtà", "L'esigenza del mapping: scoprire le potenzialità di Barletta", "Horror vacui, horror pleni: la bellezza latente delle periferie di Barletta", "Teleferica di Barletta. Il sogno dell'uomo che non ha paura di chiamare quel paesaggio, il suo paesaggio", "Ossario commemorativo dei caduti Slavi di Barletta: il passato jugoslavo tra architettura e memoria", "L'idea di una nuova green belt costiera per la città di Barletta", "Cum grano salis. Con un granello di sale", "Mosaico di Aufidus", "Cartiera Mediterranea: patrimonio della collettività", "Palazzo Tresca di Barletta, contro la demolizione e verso la valorizzazione".

Non ci piace fare esibizione del nostro operato, riteniamo sia molto più importante dar visibilità e lustro a ciò che diventa oggetto delle nostre ricerche, dei nostri approfondimenti e dei nostri eventi, ma in questa occasione non potevamo esimerci dal rispondere con i fatti a delle dichiarazioni totalmente infondate. Ci teniamo inoltre a sottolineare come non vi sia alcuna guerra da combattere, essendo stati i nostri interventi sempre e solo mirati alla costruzione di un dibattito condiviso e stratificato. L'approfondimento sulla questione relativa all'abbattimento dei silos non rappresenta il prodotto di giovani professionisti, bensì un ulteriore dimostrazione di quanto tutti noi ci stiamo spendendo per la nostra città.

Concludiamo con un riferimento ad un passaggio finale della lettera di Grimaldi: «tutti alzano la voce coesi per salvare degli enormi bidoni ma diventano sordi, muti e ciechi quando si deve trarre da morte certa veri e propri monumenti». Ci chiediamo a questo punto se fosse davvero lui la persona al centro dello scatto a margine dell'evento "Anteprima d'Archivio" o se fossimo noi quelli sordi, ciechi e muti».
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