Legambiente, confronto tra i candidati sindaci
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Politica

Legambiente interroga i candidati sindaco di Barletta

Non pervenuta la situazione ambientale della Bat. Alfarano e Corvasce assenti

Edilizia, depuratori, mare, traffico, elettrosmog; questi i focus del dibattito organizzato da Legambiente, rappresentata da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia , e moderato dal presidente del circolo di Legambiente Barletta Giuseppe Cilli, tenutosi ieri sera presso l'Ipanema club. I candidati sindaci Cannito, Cascella, Rizzi e Tupputi hanno risposto alle domande sulle problematiche (le più strumentalizzate nei programmi elettorali) della città. Assenti i candidati Alfarano e Corvasce. L'incontro è cominciato con quasi mezz'ora di ritardo, i candidati Cascella e Tupputi, sono andati via per impegni elettorali, dopo aver risposto alla prima domanda, quella sull'edilizia. Sulle altre tematiche vi è stato così un confronto a due tra i candidati rimasti, cioè Cannito e Rizzi.

Sull'argomento dell'edilizia, i candidati hanno menzionato i problemi del mattone prima della viabilità, della cementificazione scriteriata, dell'edilizia impura, del PUG che dev'essere inteso non come spartizione della città tra gli speculatori edilizi bensì come piano pubblico di razionalizzazione urbana.

Depuratore sotto sequestro da un anno: Rizzi, cosciente del problema, parla di liquami scaricati con un profitto "stratificato", propone un'effettiva creazione di lavoro con cooperative giovani e un piano ambientale per le coste. Cannito: «Il sistema di depurazione a Barletta è inadeguato e insufficiente. Abbiamo una condotta forzata che sversa i liquami nel mare; l'unico provvedimento che potrà e dovrà prendere il futuro sindaco sarà quello di implementare un nuovo depuratore con finanziamenti regionali. Da tempo denuncio il fenomeno dei bottini: autospurgo che raccolgono i liquami dalle fogne e cercano di spillare soldi con il pretesto di scaricare in depuratori autorizzati, che però non esistono. Il profitto è quadruplo e siamo costretti a bagnarci in un mare inquinato perché l'ARPA rivela un livello di carica batterica non sufficiente per far scattare il divieto di balneazione. L'Ofanto scarica metalli pesanti pericolosi e noi non abbiamo ancora un registro epidemiologico che ne rilevi l'eventuale assunzione».

TIMAC, cementeria e aziende insalubri stanno chiedendo il rinnovo delle autorizzazioni: concordi nel garantire la pubblica sicurezza e nel non prevaricare i diritti alla salute della cittadinanza con gli interessi privati, i candidati Rizzi e Cannito hanno promesso la tutela dei lavoratori ma anche dei residenti della zona, basandosi sull'indispensabile presupposto della produttività territoriale.

Riallacciandosi all'emanazione di polveri sottili (pm10 e pm2.5) e alla contaminazione dei cibi, l'ultimo blocco della discussione è stato dedicato a traffico, elettrosmog, il modello della smart city e il business delle energie rinnovabili. «Da anni mi batto per la pedonalizzazione del centro storico ma ho sempre trovato l'opposizione dei residenti, che vogliono entrare in casa con le macchine, e dei commercianti che vedono il traffico come fonte di profitto. Si deve applicare una deterrenza dissuasiva per l'utilizzo dell'auto privata e cercare di incentivare la mobilità sostenibile attraverso i mezzi pubblici a metano e i parcheggi a ridosso della cinta urbana. Queste iniziative devono essere prese in primis come esempio dal Comune; riportiamo i vigili urbani sulle biciclette così da garantire una presenza maggiore sulle strade dei preposti alla sicurezza». Con questo appello, Cannito ha concluso l'ennesimo degli appuntamenti pre-elettorali di queste Amministrative 2013.
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