Giornata d'inverno
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Turismo

De Nittis nel foyer del "Petruzzelli", «non è luogo adatto all'esposizione»

Il parere di Luisa Filannino: «Sarebbero state più adatte delle riproduzioni per invogliare gli spettatori a visionare gli autentici a Barletta»

De Nittis in viaggio da Barletta a Bari, ma con qualche riserva. È il parere della storica dell'arte e guida turistica barlettana Luisa Filannino, autrice di questa riflessione. «Con delibera di Giunta n° 192 del 16 novembre u.s., è stato deciso di concedere alla Fondazione lirico-sinfonica "Petruzzelli" e ai Teatri di Bari dal 19 al 30 dicembre 2018, tre opere della Pinacoteca "Giuseppe De Nittis". Si tratta dei dipinti: Il salotto della principessa Matilde (olio su tela); Figura di donna (olio su tela); Giornata d'inverno (pastello su tela). Il prestito è motivato dalla messa in scena dell'opera lirica "La Traviata", le cui scenografie sono ispirate all'arte pittorica di Giuseppe De Nittis. Il luogo dell'esposizione sarà il foyer, ovvero il ridotto del teatro Petruzzelli; il luogo in cui sostano gli spettatori prima di entrare nel teatro e durante l'intervallo.

Quella della movimentazione delle opere d'arte sta diventando una consuetudine molto frequente e, purtroppo, anche abusata. Partendo dal presupposto che il prestito di opere d'arte deve servire per far conoscere il patrimonio di una città, di un'artista e per averne anche un ritorno di immagine, oggi si usa di frequente questa pratica dimenticando troppo spesso il rischio e lo stress a cui i capolavori vengono sottoposti. Va inoltre considerato il fatto che le opere non sono tutte uguali e non tutte sono prestabili.

Si decide il prestito o meno, dopo aver considerato una serie di condizioni:
  • L'idoneità dell'opera al trasporto.
  • Gli effetti sull'opera della permanenza in un ambiente diverso.
  • Gli effetti della sua assenza temporanea nel museo di appartenenza.
  • L'adeguatezza della sede espositiva.
  • La validità del progetto scientifico.
  • La politica di prestito del museo e la reciprocità.
Fra le opere che andranno in prestito vi è "Giornata d'inverno", che è la più fragile, in quanto dipinta con la tecnica del pastello e, quindi fa parte di quella categoria dei prestiti più delicati che si possano concedere, cioè "particolarmente sensibili". La vulnerabilità è dovuta al carattere polverulento di questa tecnica, ragion per cui ogni spostamento la sottopone a caduta di polvere di colore. Il nostro pastello, dopo quasi 140 anni, è ancora in buone condizioni di conservazione, ma la specifica tecnica di esecuzione lo sottopone a "traumi", dovuti ai rischi meccanici nella manipolazione per lo spostamento dal supporto originario, imballaggio, trasporto, vibrazioni, posizionamento, riposizionamento; cambiamenti di condizioni microclimatiche durante le fasi di preparazione e manipolazione, condizioni microclimatiche e illuminazione del luogo in cui verrà esposto. Per i pastelli, inoltre, va previsto un imballaggio con imbottiture per prevenire gli urti, ma purtroppo le vibrazioni ci saranno comunque. I musei difficilmente autorizzano al prestito i pastelli e il nostro, fra l'altro è di grandi dimensioni e di grande valore. Solo per fare alcuni esempi: il 10 settembre di quest'anno si è conclusa una mostra di pastelli al Louvre, ma i pastelli fanno parte del fondo del Louvre e il loro spostamento è stato solo da sala a sala e per evitare il loro deterioramento, si è pensato di continuare la loro esposizione, anche a fine mostra, ma a rotazione (gli altri saranno riposti in deposito). Il Petit Palais, sempre a Parigi, espone i suoi pastelli per brevi periodi, tenendoli di solito nei depositi. Un esempio più vicino a noi è il trittico a pastello "Le corse di Auteuil" di De Nittis, conservato alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma, che non fu autorizzato al prestito né per la mostra di De Nittis al Petite Palais a Parigi del 2010, né alla Fondazione Bano al Palazzo Zabarella a Padova nel 2013: questi Musei dovettero optare per l'opera "Sulla seggiola", dipinta con la tecnica ad olio, appartenente alla nostra Pinacoteca De Nittis, che riprende uno dei pannelli del trittico dello Gnam di Roma . Basterebbe sfogliare un qualsiasi catalogo di mostre per rendersi conto che i pastelli solo in casi eccezionali vengono concessi e mai se sono di grande valore. Le opere prestate sono soprattutto oli, meno delicati.

Inoltre, prestare nel periodo natalizio tre dei quadri più importanti della nostra Collezione, svilirebbe, in un periodo di grande affluenza, la nostra Pinacoteca.

L'art. 48 del Codice dei Beni Culturali in materia di prestito di opere d'arte recita "Si concede l'autorizzazione all'uscita dei beni a condizione che la movimentazione delle opere non comporti alcun rischio di danno e che il luogo dell'esposizione abbia le condizioni climatiche ideali". Il foyer, ridotto, di un teatro non è un museo e non è certo il luogo adatto per esporre opere di così alto valore artistico. Non ha certamente condizioni microclimatiche stabili e quindi idonee alla conservazione, soprattutto in un contesto di grande affollamento quale saranno le giornate in cui ci sarà la rappresentazione teatrale e non ha le condizioni di illuminazione adatte.

Il problema si crea principalmente per l'opera "Giornata d'Inverno". Faccio appello alla sensibilità del nostro Sindaco e alla competenza del nostro Sovrintendente perché almeno il pastello "Giornata d'Inverno", fra le più belle e importanti opere della nostra collezione, definita da Edmond de Gouncourt "la più bella sinfonia del bianco", resti nella sua ubicazione attuale, cioè la Pinacoteca De Nittis: se proprio si devono concedere le opere, che questa venga sostituita con altra, che comporti meno rischi.

Concludo dicendo che la fama di De Nittis ha valicato i confini europei e i Baresi conoscono benissimo il nostro grande pittore: la stessa Pinacoteca Giaquinto di Bari conserva pregevoli suoi capolavori. Nel foyer del teatro Petruzzelli sarebbero state più adatte delle belle riproduzioni dei nostri quadri, che avrebbero invogliato gli spettatori a recarsi a Barletta a visionare gli autentici e l'intera Collezione».
  • Giuseppe De Nittis
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