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Aula quasi deserta al consiglio comunale, la parola ai presenti

«Il sindaco Cannito, comunicate le dimissioni, avrebbe dovuto azzerare la propria giunta»

Era stato annunciato dal sindaco Cannito stesso domenica scorsa durante il consiglio comunale: «la maggioranza non si presenterà alla terza convocazione consiliare prevista per martedì». Nell'aula quasi deserta erano presenti 9 consiglieri, tutti esponenti dell'opposizione.

La procedura di elezione del presidente del consiglio è stata ancora una volta rimandata a causa del numero legale non raggiunto. La nuova data verrà comunicata nei prossimi giorni, ma resta il fatto che il sindaco abbia a disposizione ancora 17 giorni per decidere di ritirare le sue dimissioni. Al termine della seduta, i consiglieri di opposizione, particolarmente irritati, si sono riuniti in un'aula. Probabilmente per decidere come affrontare una situazione che, in verità, ricorda molto pagine comunali già scritte.

«La città non deve pagare il prezzo per la corsa alle poltrone – dichiara Flavio Basile. Si tratta di un teatrino che personalmente ho già visto con Maffei e Cascella. Dobbiamo fare un settaggio di tutte le menti che compongono la classe politica. Spero che il sindaco Cannito non stia recitando una pantomima con le sue dimissioni fittizie e che presto risolva la diatriba con la sua maggioranza poiché se la situazione resta tale, quando saremo dinnanzi a provvedimenti importanti da affrontare, troverà il muro invalicabile della sua stessa maggioranza. Se lo scenario resta immutato è meglio che il sindaco rassegni definitivamente le dimissioni.»

«Stiamo assistendo impotenti a una situazione a dir poco oscena e irriguardosa nei confronti dei cittadini barlettani – commenta Carmine Doronzo -, con il sindaco e i suoi consiglieri che addirittura disertano il consiglio comunale. Eppure questa maggioranza gridava vittoria ancor prima dell'esito elettorale ma a conti fatti si è rivelata essere soltanto un minestrone riscaldato e indigesto per Barletta. Troppe le liste, troppi gli interessi, troppi gli scheletri nell'armadio. In questo quadro davvero desolante non ha senso né ci appassiona la ricerca dei "buoni" e dei "cattivi" si è tutti dalla parte del torto e bisognerebbe chiedere scusa. Il sindaco Cannito, comunicate le dimissioni, avrebbe dovuto azzerare la propria giunta al cui interno troviamo ancora gli stessi assessori di Cascella; invece gli assessori sono tutti ai loro posti e, mentre sono ancora in corso le trattative con i suoi stessi consiglieri di maggioranza, si tenta disperatamente di chiudere accordi con pezzi dell'opposizione. Sotto la pelle da agnellini abbiamo scovato i soliti "lupi"».

«La scelta di disertare la convocazione consiliare è coerente con lo stato confusionario in cui ci troviamo – dichiara Dino Delvecchio. Uno stato che non è legato a una diatriba politica ma una miseria che dovrebbe fare inorridire ogni cittadino. Si tratta di cambiali firmate prima della campagna elettorale e che al termine non sono state onorate. Adesso la maggioranza non essendo stata ripagata fa ostruzione. Vi rendete conto di chi avete pagato? Penseranno alla città o ai propri tornaconti?»

«I consiglieri della maggioranza evitano il confronto impedendo che il dibattito possa avvenire – asserisce Michelangelo Filannino. Continuano a fare i loro giochetti sulla pelle del consiglio comunale e della città. Una sconfitta per la democrazia perché significa ridicolizzarne i meccanismi. Sono certo che i barlettani dovranno ritornare al voto, anche se non so fra quanto tempo, e mi auguro che prendano coscienza di chi hanno mandato in questa assise cittadina. Qualora il sindaco si dovesse dimettere mi auguro che stronchi alcune carriere politiche, in quando vi sono figure che non meritano di avere una posizione all'interno del consiglio».

A seguito della richiesta del primo cittadino Cannito avanzata durante la scorsa convocazione, l'opposizione ha incontrato quest'ultimo nella mattinata di ieri. Un incontro, a detta dei consiglieri coinvolti, assolutamente inutile in quanto non si è giunti a nessuna conclusione.
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