Gal Gadot a Castel del Monte
Gal Gadot a Castel del Monte

Fra Castel del Monte e Barletta: quando i nostri castelli diventano set del cinema che conta

Una piccola storia per cinefili raccontata da Nino Vinella

«Quando i nostri castelli, da veri monumenti, diventano un set per il cinema che conta. Ci dev'essere senz'altro una sottile magia, un incantesimo, fors'anche un benevolo sortilegio nel vedersi scelti da firme importanti del grande schermo (e relative case di produzione) come "location" naturali. Studios di tutt'altro genere, costruiti in tempi diversi dal potente di turno come segno del proprio comando, oggi riqualificati dalla macchina di presa come grande arma dell'immaginazione (e del business d'intrattenimento spettacolare) al potere.

Sarà il fascino delle antiche pietre. Sarà il blasone di chi li ha costruiti. Sarà per il luogo dove sorgono. O sarà, molto più semplicemente, perché sono belli ed affascinanti per vedervi ambientate le storie, i fatti, i personaggi (veri o di fantasia) creati dalla penna degli sceneggiatori…

Fatto sta che la nostra provincia, proprio la BAT (col suo nome già di per sé evocativo) ed i suoi castelli, le sue fortezze, le mura grondanti storia fanno breccia nell'immaginario di chi li andrà a vedere nelle sale cinematografiche. Ma soprattutto calamitano attenzioni di pregio nel momento del lancio pubblicitario, col preannuncio (prima sussurrato e poi sempre più amplificato sui media) di quando parte il primo "ciak" come sta accadendo in questi giorni, anzi proprio in queste ore a Castel del Monte. Senza trascurare i diritti pagati per assicurarsi utilizzo dei luoghi e sfruttamento d'immagine, oltre a vari benefit aggiuntivi sul territorio e da considerare come "fattori" di crescita, marketing territoriale e quant'altro ancora…

"Nightingale" è infatti il titolo del film che vedrà una meravigliosa Wonder Woman decollare sulle ali di un Federico II a cui, pensiamo, proprio non sarebbe dispiaciuto vedersi proiettato nel mondo degli eroi-fumetto e dei cartoon. Lui che è stato lo "stupor mundi"…

Qualche sera fa, alla cerimonia di premiazione dei "David di Donatello" ha raccolto onori e consensi della critica "Il racconto dei racconti" (2015), diretto da Matteo Garrone e girato nel maniero federiciano che, abilmente come popolarissimo richiamo nella monetina da un centesimo di euro, è stato illustrato ed impaginato in quella sua locandina destinata ad entrare in questa storia dei film girati nella nostra Provincia come l'unica a fare del monumento una vera icona del territorio. Tutti gli altri, come potete vedere, non ci avevano pensato: che strano…

LA FILM STORY GIRATA NELLA BAT PROVINCIA – Fu nel 1964 che Pier Paolo Pasolini scelse Puglia e Basilicata, ma il Castello di Barletta e Andria con Castel del Monte in particolare, per le scene della Passione di Cristo del suo "Vangelo secondo Matteo" in bianco e nero. Capolavoro celebrato in chiave retrospettiva (mostra e costumi) due anni fa, nel cinquantesimo, purtroppo solo a Matera, dove i Sassi ospitarono le riprese della Crocifissione.

Nel 1985 Franco Zeffirelli, che vi era passato da studente di architettura e non lesinò polemiche contro il suo restauro, preferì le segrete ed i cupi sotterranei del Castello di Barletta per girare il suo "Otello" in technicolor su musiche di Giuseppe Verdi con Placido Domingo e la Katia Ricciarelli fidanzata segreta (ma non tanto) di Pippo Baudo. Una mega produzione americana, un intero mese di permanenza in città dell'intero cast, uomini e grandi mezzi al seguito, interni arricchiti da scenografie ben integrate agli ambienti delle antiche mura. Con ottime ricadute d'immagine nel circo mediatico di allora: ma trent'anni dopo pochi se lo sono ricordato quale occasione che poteva essere meglio sfruttata. Meglio non rivangare…

Ma ancora prima, era stato sempre il Castello di Barletta, in condominio con Trani e la sua meravigliosa Cattedrale, ad ospitare una troupe di cinema per il film "Flavia, la monaca musulmana" (1974) diretto da Gianfranco Mingozzi nelle atmosfere al confine fra crudele storia religiosa fine Quattrocento e simbolismi sexy di cassetta Anni Settanta. Protagonista la stupenda Florinda Bolkan, fra saio ed armatura di amazzone a cavallo nella sua piazza d'armi: e vi fu poi, da eretica condannata, torturata a morte dall'Inquisizione in uno dei bastioni sotterranei. Musiche del futuro "Premio Oscar", Nicola Piovani e montaggio di Ruggero Mastroianni.

In questa carrellata sul Castello di Barletta come set cinematografico, va ricordato anche "I cavalieri che fecero l'impresa" (2001) imperniato su di un certo (od incerto) Medioevo delle Crociate, con un giovanissimo ma già figo Raoul Bova protagonista, regia di Pupi Avati, musiche di Riz Ortolani. Una co-produzione italo-francese, che ha mietuto riconoscimenti in Italia: nomination al David di Donatello 2002 per i migliori costumi a Nanà Cecchi che ricevette identica gratificazione nello stesso anno di realizzazione del film ai Nastri d'argento insieme a Pasquale Rachini (migliore fotografia) e Giuseppe Pirrotta (migliore scenografia).

C'é anche cinema e cinema, ovvero le fiction televisive girate come veri film per il piccolo schermo, dove la mano del grande regista interviene e fa la differenza, specie se donna. Vedi il "Francesco" (finanziato dall'Apulia Film Commission) diretto da Liliana Cavani nel 2014, ospitato anch'esso nel Castello di Barletta, protagonista l'attore polacco Mateusz Kosciukiewicz. Ma questo è tutto un altro capitolo…

[Nino Vinella]
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