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Plogging: quando lo sport, l'ambientalismo e il panorama si incontrano

È la nuova frontiera dello sport, che mette insieme attenzione per l’ambiente ed attività fisica

Il plogging nasce solo qualche mese fa in Svezia, dall'idea di Erik Ahlström, ma subito attira su di sé gli occhi di tutto il mondo. Il nome è un neologismo che si sviluppa dall'unione dei termini inglesi "plocka upp" (raccogliere) e "jogging" (correre) e consiste nella raccolta dei rifiuti mentre si corre, con una conseguente capacità sensibilizzatrice che, oltre ad essere enorme, ha una duplice valenza: attività fisica e cura dell'ambiente sono riunite in un unico sport.

Mesi fa, su questa testata, vi abbiamo parlato già di una prima "esperienza" di questo sport anche a Barletta. È nato tutto dall'idea di Mariella Dileo, Angela Gargano e Grazia Bizzoca. Tre amiche, ma soprattutto tre sportive, sempre in prima fila quando si tratta di sport a Barletta. Con la loro attività hanno ripulito il molo di Levante, ormai celebre luogo in cui si accumulano rifiuti per le azioni sconsiderate di tanti incivili nella nostra città.

Un gesto di grande valenza sociale e civile, un gesto che avrebbe potuto smuovere le coscienze di molti, spingendo anche ad uno sviluppo di questo nuovo sport nella nostra città. Un gesto che, purtroppo, è rimasto ignorato, un caso isolato a cui non è stato dato il giusto seguito. Eppure, Barletta sarebbe il teatro perfetto per la diffusione di uno sport come il plogging!

Superati i cosiddetti "giorni della merla", considerati i più freddi dell'anno, e con l'arrivo di giornate più calde, si inizieranno a vedere sempre più persone in giro e sempre più sportivi invadere le litoranee di Ponente e Levante per rimettersi in forma per l'estate. Perché non unire queste necessità in un'unica azione, progettando percorsi in cui sommare non solo sport e ambientalismo, come il plogging già suggerisce, ma anche suggestivi panorami come quelli del fossato del Castello, della Lega Navale, delle due litoranee barlettane o del centro storico?

Un'operazione che potrebbe attirare anche molti "turisti" dalle città limitrofe e che potrebbe garantire alle varie associazioni atletiche, o semplicemente sportive, della nostra città di tornare a svolgere le loro attività facendo anche un bene alla comunità, in contrasto con questo periodo buio e tetro che si sta attraversando.
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