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"Il Barletta visto dalla curva": prospettive diverse in salsa biancorossa

Barlettalife racconta in maniera insolita, ironica e pittoresca la partita delle furie biancorosse

Il Barletta Calcio è una passione. Non importa se si lotta per la salvezza o se lo stadio "Puttilli" fa venire in mente tanti aggettivi meno uno, "accogliente", bastano 11 ragazzi che danno l'anima per tutta la partita e cercano di onorare nel miglior modo possibile quei colori di cui i tifosi e il presidente sono tanto orgogliosi. Smaltita per bene la "brasciola" domenicale, tutti gli appassionati hanno raggiunto lo stadio comunale per godersi Barletta-Nocerina, con la speranza di poter veder vincere la propria squadra. Non fa niente se in tanti hanno preferito gustarsi la partita da casa o sui palazzi antistanti allo stadio, chi ha il Barletta nel cuore ha urlato e sostenuto la propria squadra fino a perdere la voce, ha sostenuto la squadra per l'orgoglio della maglia onorando la città.

Fischio di inizio e Barletta subito all'attacco, sia in campo che sugli spalti, l'ambiente è carico e i calciatori nel rettangolo di gioco non sono da meno. Da Nocera Inferiore arrivano circa 300 tifosi a supporto della squadra, ed è qui che il tifo biancorosso si scatena. Tanti sono gli sfottò rivolti ai tifosi rossoneri, animati da antichi rancori o semplice spirito goliardico, fatto sta che nel settore popolare ci si diverte e di certo non mancano i cori a sostegno della squadra. La partita finisce 0 a 0 e sul finire della seconda frazione è la traversa a negare la gioia del vantaggio ai biancorossi. Dalla curva non si vede granchè, infatti sembra essere il portiere ad aver compiuto l'ennesimo miracolo. Non tutti possono permettersi una poltrona in tribuna o un accredito; pagare il biglietto o un abbonamento e ritrovarsi a vedere un match casalingo in quelle condizioni è una mancanza di rispetto nei confronti di chi cerca di sostenere la squadra come può. E tutti invocano l'attesa, ormai da troppo, conclusione della gara d'appalto. Nonostante tutto il tifo è stata una bellissima costante: canti e battiti di mani si sono susseguiti per l'intera durata della partita e le grandi bandiere biancorosse hanno dato vit,a a un grandissimo spettacolo.

Ci si aspettavano fischi e cori contro per i grandi ex, ma così non è stato. Per il popolo barlettano l'indifferenza nei loro confronti è risultata essere la migliore arma. Schetter e Mazzeo sembrano giocare a nascondino e non incidono mai all'interno del match, De Liguori è solo una brutta copia del giocatore ammirato due stagioni fa. Al termine della gara Fabio Mazzeo, al contrario di Tony Schetter, ha salutato tutti i suoi ex compagni e in seguito ha guadagnato il tunnel degli spogliatoi ricevendo anche qualche applauso dalla gradinata.

I capi ultras sono come maestri d'orchestra e agli sgoccioli della seconda frazione fanno intonare alla curva barlettana "Barlett c' sì bell quenn chiov". Come una vera famiglia i tifosi si abbracciano l'un l'altro, alzano le sciarpe al cielo e danno spettacolo sugli spalti dell'impianto. Nel frattempo la partita finisce, i giocatori sembrano quasi tristi per non aver potuto regalare ai propri tifosi il primo successo fra le mura amiche, ma la curva intera apprezza l'impegno della squadra e applaude a scena aperta. Per poter star bene in una piazza non c'è bisogno di un ricco stipendio, lo sa bene Francesco Mazzarani che sin dal primo momento ha accettato le volontà della società e si è messo subito a disposizione della squadra. Al "roscio" de Roma la curva ha riservato sempre un trattamento particolare e anche in questa occasione alcuni ragazzi hanno voluto congratularsi per la grandissima professionalità, nella speranza che possa diventare lui una delle nostre bandiere.

C'è chi prende la strada di casa o chi decide di festeggiare con una birra il buon risultato, i musi lunghi della scorsa stagione sembrano essere ormai un miraggio e fra la tifoseria intera c'è finalmente grande soddisfazione.

[Massimiliano Dipasquale]
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