Fabio Romeo
Fabio Romeo
Calcio

Compleanno in “biancorosso”, Romeo «Barletta era la mia priorità»

Il difensore salentino si racconta a poche ore dal suo rinnovo

Probabilmente, non poteva desiderare regalo migliore. Oggi, Fabio Romeo compie gli anni, e proprio ieri si è "regalato" un rinnovo con il Barletta Calcio. Ormai per il difensore salentino si tratta del terzo "approdo" in biancorosso, e per lui la Città della Disfida è una seconda "patria". Il sodalizio di via Vittorio Veneto ha rinnovato la fiducia al difensore nato a Nardo 24 anni fa, uno dei protagonisti dell'ultima stagione culminata con la salvezza e con i festeggiamenti del "Puttilli". A poche ore dal suo rinnovo, Fabio Romeo racconta ai microfoni di Barlettalife le emozioni del suo ritorno in biancorosso.

Fabio Romeo, per te è arrivata una riconferma importante. Sei soddisfatto di fare ancora parte del progetto Barletta?
«Sono contentissimo, Barletta era la mia priorità. Non appena è finito il campionato, due giorni dopo ho parlato con il direttore Martino, abbiamo avuto un piccolo incontro. L'intento era quello di continuare insieme. Poi la società ha dovuto giustamente sbrigare le proprie cose, e quindi la settimana scorsa è arrivato il momento. Nel giro di 3 giorni abbiamo raggiunto l'accordo».

Ci sono state altre squadre che ti hanno cercato in questa finestra di mercato?
«Sinceramente, siccome Barletta era la mia priorità, non ho voluto guardare in giro. Ti dico la verità, non lo so, in testa avevo solo Barletta. Volevo continuare, perché sono sicuro che possiamo veramente aprire qualcosa di importante. Da quando è arrivato il mister, anche grazie alla bravura del professor Mondilla abbiamo svoltato positivamente. Credo che in campo i risultati si siamo visti».

Quanto ha pesato sulla tua riconferma il fatto di avere già registrato i rinnovi di alcuni tuoi compagni, come Di Bella, Pippa e Liverani?
«Quello è stato un tassello importante. Quando riparti da una squadra dove ci sono amici e non colleghi, come più volte ho avuto modo di dire, è qualcosa di entusiasmante. C'è tanta voglia di ricominciare. Poi il ritiro è sempre qualcosa che tra virgolette possa anche un po' pesare. Però ti posso dire che ho sentito anche gli altri, abbiamo tutti l'entusiasmo di cominciare, non vediamo l'ora. L'anno scorso siamo stati bene, vogliamo continuare a stare bene».

Pensi e speri che qualche tuo altro compagno della scorsa stagione venga confermato?
«È normale che spero che sia qualche altro compagno che torni. Se fosse stato per me, però non è possibile, avrei confermato la squadra in blocco. Abbiamo dimostrato di avere gli attributi nel momento più delicato della stagione. Però non si può, perché molti ragazzi non erano di proprietà. Personalmente, spero che altri 2-3 ragazzi a me vicini possano rimanere a Barletta. Però il mercato non lo faccio io, ci sono tante problematiche».

Con te e La Mantia che tornate a Barletta, ieri è stato ufficializzato anche l'arrivo di Jacopo Mantovani. Avete avuto modo di conoscerlo e di incontrarvi sui vari campi di gioco?
«Sinceramente, no. Ho letto tramite la stampa che il Barletta era interessato a Mantovani. Lo accoglieremo come abbiamo sempre fatto, come a gennaio con Camilleri. Senza problemi, farà parte del nostro gruppo tranquillamente. Non avrà problemi ad inserirsi».

Quale sarà la carta vincente di questa stagione? Il mister, la continuità del gruppo, o la preparazione atletica mirata del professor Mondilla?
«Forse l'hai detto prima te, la continuità, con il mister, con il prof, con i ragazzi che sono rimasti. Sono sicuro che quest'anno partiremo con il piede giusto e potremmo toglierci tante soddisfazioni insieme a tutta la tifoseria».

Con la società si è parlato già di obiettivi?
«La società ha fatto una conferenza parlando di obiettivi. Partiamo dall'obiettivo massimo, che è il raggiungimento dei playoff. Poi, se camminiamo a fari spenti, forse è meglio. Lavoriamo, cerchiamo di fare un bel campionato. Sono sicuro che con l'equilibrio che abbiamo trovato nelle ultime dieci partite potremmo dare filo da torcere a tutti».

L'anno prossimo, nonostante non ci saranno le retrocessioni, sarà un campionato davvero difficile. Ai nastri di partenza ci sono tante società blasonate (Lecce, Ascoli, Vicenza, Cremonese, Nocerina, Salernitana). Che stagione sarà?
«Credo che sia tanto difficile quanto bello. A chi non piace andare a giocare al "Via del Mare" o all' "Arechi". Anche lì, ci rimbocchiamo le maniche, tanto il Barletta non ha nulla da invidiare come piazza alle altre squadre che abbiamo citato prima. Affronteremo tranquillamente questo campionato, così come abbiamo fatto l'anno scorso».

Chiudiamo con un passaggio dedicato alla tifoseria. Ripartiamo, ripartite, da quell'esultanza, da quella festa del "Puttilli" che vi è rimasto nel cuore.
«Posso solo dire che per quanto riguarda lo scorso anno, c'è solo da elogiare e ringraziare i nostri tifosi, che ci sono sempre stati vicini, anche nei momenti più difficili. Poi nel momento in cui c'era da festeggiare, lo hanno fatto come se avessimo vinto un campionato. La continuità passa anche da loro. Ogni volta che rivedo il video di Andria, ogni volta che rivedo i tifosi cantare per noi, mi viene la pelle d'oca. Vorrei avere la pelle d'oca al termine di ogni partita, perché vorrà dire che abbiamo portato a casa i tre punti».
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