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Barletta-Virtus Francavilla 0-0: grigiore, fischi e paradossi

Primo tiro in porta al 81', manovra scialba e senza idee, prestazione da dimenticare, eppure il Barletta resta favorito

Dopo la prima giornata del girone di ritorno del girone H di Serie D, a nostro modestissimo parere, riteniamo che riguardo alla stagione della SSD Barletta 1922 sarebbe anche ora di mettere da parte la parola "percorso" e di tracciare i primi bilanci di questa stagione partendo da alcuni punti fermi.

La prima certezza a questo punto della stagione è che, nonostante lo scialbo e insipido zero a zero contro la Virtus Francavilla, il grigio Barletta di questi tempi, sempre a nostro più che modesto avviso, era e resta di gran lunga la maggiore candidata al salto di categoria del girone H.

Un ruolo, quello di grandi favoriti, paradossalmente rafforzato proprio dalla non certo scintillante andatura dei biancorossi sin qui vista in campionato, perché parliamoci chiaro: con un simile ruolino di marcia nelle scorse stagioni del girone H di Serie D il Barletta avrebbe ben altro distacco dalla vetta della classifica, rispetto ai rimontabilissimi cinque punti dalla Paganese sconfitta in casa dal Nardò (0-1), e ai tre rispetto al Martina fermato sul 1-1 in casa dall'Acerrana ultima in classifica e ormai a distanza siderale dall'ultimo piazzamento utile per i playout.

Ciò la dice lunga sulla qualità delle avversarie del Barletta nella lotta per la Serie C, ma allo stesso tempo evidenzia in modo netto e incontrovertibile su quanto la squadra guidata da Massimo Pizzulli abbia sottoperformato, visto l'organico di primissimo ordine a disposizione.

Barletta-Virtus Francavilla, a tal proposito, ci è parsa lo specchio perfetto di quello che è oggi l'undici biancorosso, una squadra che, soprattutto in casa, fa una maledetta fatica anche solo ad avvicinarsi alla porta avversaria per evidentissimi limiti di una manovra offensiva divenuta fin troppo prevedibile, contro la quale all'avversario di turno è sufficiente raddoppiare sugli esterni offensivi biancorossi per devitalizzare del tutto l'attacco biancorosso.

Le prove sono ormai troppe ed evidenti, perché noi poveri scribacchini di provincia saremmo anche dei gran rompi, ma una squadra con un potenziale come quello del Barletta che, nonostante l'uomo in più da inizio ripresa, ci mette 81 minuti per fare il primo - e peraltro non irresistibile - tiro nello specchio della porta, non può che ricevere giustificatissimi fischi e contestazioni a fine gara.

Un altro chiaro sintomo del mal di gol che affligge il Barletta al Puttilli è stato, soprattutto nel primo tempo, il nervosismo di Giancarlo Malcore, più volte costretto al pressing in solitaria e all'isolamento al centro dell'attacco, con il risultato inevitabile di rivedere in lui il film già visto con Matheus da Silva a inizio stagione.

Ma forse la chiave di tutto sta proprio nel ripetuto scazzo dell'attaccante ex Casarano - uno che la Serie D l'ha già vinta due volte - nei confronti dei compagni di reparto, anche perché essendo iniziato il girone di ritorno con un Barletta preceduto in classifica da avversari decisamente alla sua portata, per i biancorossi c'è si da prendere il prima possibile coscienza della propria superiorità tecnica, ma essendo ormai scaduto il tempo per seguire "percorsi", per il Barletta edizione 2025/2026 sarebbe anche ora di riporre lo smoking e indossare la tuta da lavoro, se davvero si quale tornare in C.

Nel frattempo, oltre ai passi falsi di Paganese, Martina e Barletta, la diciottesima giornata del girone H di Serie D ha consegnato alle cronache un Fasano tornato con i tre punti da Afragola (3-2) e che da due mesi non assaporava la gioia della vittoria.

Il tutto mentre in zona playoff, oltre al Nola (vittorioso per 2-0 a Gravina) è piombato anche il Nardò dei dieci risultati utili consecutivi. Zona playoff alla quale punta ora anche il Manfredonia, vittorioso per 1-0 sul Francavilla in Sinni.

Oltre a Fasano e Nola, torna al successo anche l'Heraclea, vittoriosa per 2-0 ad Aversa, mentre finiscono infine senza reti Ferrandina-Fidelis Andria e Pompei-Sarnese.

E a proposito di Pompei-Sarnese, fortunatamente non ha comportato gravi conseguenze l'incidente occorso all'attaccante della Sarnese Fusco, finito contro il muro esterno al campo di gioco. Un muro collocato si e no a tre metri dalla linea di fondo, a testimonianza di un modo di fare calcio quantomeno distratto e approssimativo.

Usiamo i termini "distratto e approssimativo" evitando volutamente di ricorrere ad aggettivi ben più pesanti, ma che descriverebbero in modo assolutamente più fedele alla realtà la gestione del calcio dilettantistico made in Italy.
10 fotoBarletta-Virtus Francavilla 0-0 4 gennaio 2026
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