Barletta Manfredonia
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Ferrandina-Barletta 0-2, ovvero l'elogio della normalità

Un Barletta forte e autorevole completa un filotto vincente di cinque partite. Il bello (e il difficile) però viene adesso

Filotto doveva essere e filotto è stato. Dopo il pareggio nel derby del Degli Ulivi con la Fidelis Andria, e dopo quel famoso martedì 13 gennaio da "sliding doors", nel quale la SSD Barletta 1922 ha dovuto in sostanza scegliere tra Massimo Pizzulli e Matheus Castro Da Silva, per provare a raddrizzare una stagione fin lì deludente, ai biancorossi del nuovo tecnico Massimo Paci erano state chieste cinque vittorie su cinque nel ciclo tra Barletta-Sarnese del 18 gennaio e Ferrandina-Barletta di ieri.

Missione compiuta signori, e con prestazioni che onestamente sono andate anche al di là di quello che persino il più ottimista tra i tifosi del Barletta avrebbe potuto immaginarsi.

Quanta differenza tra il Barletta eliminato in coppa in agosto dallo stesso Ferrandina, e la squadra che ieri ha vinto con l'autorità della grande squadra al Santa Maria.

È vero, il Barletta rispetto ad agosto-settembre ha, tra gli altri, un Malcore in più, mentre il Ferrandina ieri aveva in sostanza un Kisseih in meno. Però è anche vero che l'uomo partita di Ferrandina-Barletta è stato in tutto e per tutto quel Matheus Da Silva lontanissimo parente rispetto a quello spaesato e inconcludente di inizio stagione.

Merito a Da Silva, indubbiamente, così come grande merito va a una società che al momento ha azzeccato in pieno il mercato di riparazione. Ma grande, grandissimo merito di tutto questo va dato a Massimo e Vincenzo i normalizzatori.

Perchè il duo Paci-Lanotte, intendiamoci, non ha portato nessuna formula magica, niente che possa ispirare le "chansons de geste" dei moderni cantori calcistici da social, ma solo esperienza di calcio vero (quello scevro da esasperazioni tecnologico-statistiche e ingarbugliate elucubrazioni sociologico-calcistiche) da trasmettere a un gruppo di calciatori da categoria superiore, tramite l'autorevolezza di chi (Massimo Paci) da calciatore ha frequentato spogliatoi di ben altro livello, e il senso di appartenenza di chi (Vincenzo Lanotte), del Barletta è stato giovane speranza, ispiratore, goleador, leader e capitano.

Certo, mai come in questo momento il mantra dell'ambiente biancorosso dev'essere più che mai quel "non abbiamo ancora fatto niente" che tante soddisfazioni ci ha dato, anche perchè adesso per il Barletta arriva un trittico di partite potenzialmente decisive contro Afragolese, Paganese e Martina.

Ma soprattutto occorre più che mai stare coi piedi ben saldi per terra perchè la Paganese, dopo la vittoria per 1-0 sul Pompei, è ancora a +4, anche se domenica è attesa dal delicatissimo derby di Sarno, e il folle Martina di ieri (4-3 al Manfredonia) è ancora a braccetto con il Barletta, con entrambi che hanno scavalcato al secondo posto il Fasano, caduto rovinosamente al "Curlo" nel derby con la Virtus Francavilla, con un pesantissimo 0-3.

Per quel che riguarda la lotta per un posto playoff, il ventiquattresimo turno del girone H di Serie D, oltre all'impresa della Virtus Francavilla, ha visto il pareggio a reti inviolate tra Afragolese e Nardò, e il successo in rimonta del Nola su di una Fidelis Andria letteralmente buttatasi via negli ultimi minuti, in una partita passata alle cronache per un probabile gol del Nola non visto dalla terna arbitrale, sul cui ribaltamento di fronte la Fidelis aveva di fatto trovato la rete del provvisorio vantaggio.

In zona playout, da segnalare l'importantissimo successo all'ultimo respiro del Gravina sul Francavilla in Sinni (2-1), con le reti dei gialloblu murgiani firmate dagli ex Barletta Basanisi e Scaringella, e il ritorno al successo interno dopo quattro mesi dell'Heraclea Candela, vittoriosa per 1-0 sull'Acerrana ultima in classifica al termine di un match caratterizzato da grande tensione in campo.

Pareggio, infine, tra Real Normanna e Sarnese, coi padroni di casa che recuperano da 0-2 a 2-2 e che restano quartultimi in classifica.
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