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Supermercato ai piedi del castello, ecco perché la Soprintendenza ha autorizzato il progetto

«Le autorizzazioni sono state rilasciate dalla Soprintendenza nel pieno rispetto della tutela diretta e di rispetto del Castello»

«La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Barletta – Andria – Trani e Foggia, a seguito della campagna mediatica sorta in relazione alla realizzazione di un edificio commerciale nell'area in prossimità del Castello svevo di Barletta, comunica quanto segue». Interviene così l'architetto Maria Piccarreta, soprintendente ad interim.
«È necessario - prosegue - ristabilire la realtà degli accadimenti rispetto alla narrazione mediatica errata e fuorviante e a tratti denigratoria. L'area di intervento ricade in adiacenza al fossato del Castello e confina con le mura cinquecentesche della città e con i giardini "Cafiero". L'area è fortemente degradata e vi insistono una serie di edifici industriali abbandonati da molti anni, recintati da una muratura fatiscente. Sull'area vi è la compresenza di vincoli monumentali e paesaggistici ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Il Decreto Ministeriale del 1956, riconosce il valore storico e artistico del Castello svevo di Barletta, prossimo all'area di intervento e prescrive il "divieto di eseguire opere che possano danneggiare la luce o la prospettiva, o comunque possano alterare le condizioni di ambiente e di decoro" del Castello svevo, nonché "qualsiasi progetto di lavoro che comunque possa alterare l'attuale stato delle cose soggette ai predetti divieti dovrà essere sottoposto al preventivo esame della Soprintendenza ai Monumenti competente per territorio, per l'eventuale approvazione".

Il progetto ha previsto un intervento di rigenerazione generale dell'area sia dal punto di vista ambientale che paesaggistico. L' autorizzazione della Soprintendenza è il risultato di una puntuale istruttoria considerato il progetto proposto e il contesto storico e architettonico, nonché paesaggistico.

Il progetto prevede:
  • la demolizione di alcuni manufatti degradati e fatiscenti che ricadono nel cono visuale del complesso monumentale. Si evidenzia che tale demolizione migliora "la luce o la prospettiva" e "le condizioni di ambiente e di decoro" del Castello svevo.
  • la demolizione e ricostruzione di un capannone rispettando tutte le norme relative ai vincoli di tutela nonché di sagoma e visuale come da leggi vigenti.
  • la bonifica del verde e l'eliminazione delle barriere visive, nel rispetto dei coni visuali del complesso castellano.
Inoltre, è stata prescritta l'assistenza archeologica continuativa, considerata la rilevanza dell'area. Tali indagini non hanno rilevato alcuna presenza archeologica. Le autorizzazioni sono state rilasciate dalla Soprintendenza nel pieno rispetto della tutela diretta e di rispetto del Castello e di tutte le norme ed in particolare del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

La Soprintendenza attuerà quanto previsto dalla normativa vigente per censurare quanto affermato sugli organi di stampa e mediatici. Col presente comunicato rigetta tutte le affermazioni diffamatorie rivolte nei propri confronti e fuorvianti per l'opinione pubblica».
  • Urbanistica
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