Giuseppe Dipaola. <span>Foto Cosimo Campanella</span>
Giuseppe Dipaola. Foto Cosimo Campanella
Politica

«Sindaco senza maggioranza, si dimetta», la nota del consigliere Dipaola

«Il sindaco ha voluto formalizzare una giunta politica “di scarsa competenza e livello culturale”»

«La politica richiede diplomazia, mediazione, dialogo e confronto. Ma quando questi principi vengono meno, escludendo le condivisioni, i rapporti si gelano e la maggioranza viene meno. Purtroppo in politica quando si rimane accecati dal potere e non dalla ragione e dall'umiltà, pur di ricoprire ruoli di visibilità non si guarda oltre il proprio naso». Riportiamo la nota del consigliere comunale Giuseppe Dipaola.

«Nonostante la richiesta di ben otto consiglieri della sua maggioranza di azzerare la giunta e nominare assessori tra le figure professionali più idonee al rilancio amministrativo della città, il Sindaco, ignorando la proposta di condividere le scelte del rilancio sui tavoli di maggioranza, in violazione di principi sacrosanti della democrazia con prepotenza e ostinazione ha voluto formalizzare una Giunta politica "di scarsa competenza e livello culturale". La nuova squadra di governo cittadino è ideologicamente riconducibile a forze di centro destra, per questo motivo non rispecchia totalmente la coalizione che l'ha sostenuto in campagna elettorale ed è sostenuta solo da alcuni consiglieri facendo venir meno il numero legale. Non è possibile amministrare senza il sostegno di una maggioranza.

Certi metodi offendono i valori della Democrazia sanciti dalla Carta Costituzionale e hanno un richiamo ben lontano. L'impegno del Sindaco a voler portare a termine con ostinazione i tanti obiettivi che la Città attende, rimane impresa ardua.

E' con rammarico che nonostante i rapporti umani e personali con il Sindaco e Assessori e consiglieri, prendo le distanze da questa amministrazione. Non era questo il fine che ci eravamo posti all'inizio del mandato e per risolvere questa crisi credo sia necessario che il Sindaco prenda atto della realtà e con atto di coraggio si dimetta».
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