
La città
Scomparsa dell’avvocato Pasquale Nasca, il ricordo di Franco Corcella
Il pensiero dell’ex coordinatore della Camera del Lavoro Cgil
Barletta - mercoledì 13 maggio 2026
2.13 Comunicato Stampa
Riceviamo e pubblichiamo il ricordo dell'avvocato Pasquale Nasca scritto da Franco Corcella, ex coordinatore della Camera del Lavoro Cgil di Barletta.
Posso asserire con assoluta certezza di aver conosciuto un galantuomo prima ancora che un bravo professionista del mondo della Giustizia.
Ora che l'avvocato Pasquale Nasca non è più tra noi, avverto una inquietudine interiore che non provavo da tempo.
L' "intruso oncologico" lo ha progressivamente distrutto e con lui un pezzo di onestà intellettuale, di capacità professionale, di coraggioso senso della mediazione e della moderazione, come pure di un "compagno" d'altri tempi.
L'ho conosciuto agli inizi degli anni '90 sul nascere della cosiddetta "tangentopoli barlettana" che portò al ripetuto arresto del sindaco di quel tempo unitamente al suo autista.
Ci siamo incontrati, io sindacalista della CGIL e lui responsabile dell'Avvocatura del nostro comune, scambiandoci con schiettezza opinioni e valutazioni sui politici amministratori di quel tempo; abbiamo continuato a farlo con quelli di oggi rilevando un vuoto di credibilità e di cultura da far paura.
Mi stava assistendo in alcune mie controversie giudiziarie con la stessa CGIL, avendo lui avuto modo di conoscere gli uomini e le dinamiche organizzative e relazionali interne all'organizzazione.
Il suo stato di salute di questi ultimi tempi però ci aveva trasformati in una coppia di amici che si faceva forza per resistere alle avversità della vita in ogni ambito, a partire dalla salute.
Ci sentivamo spesso e mi riferiva dei lenti e dubbiosi miglioramenti della sua condizione fisica acquisiti nel peregrinare da una struttura sanitaria all'altra.
Si può non credere... proprio ieri mattina ho avvertito un forte bisogno di sentirlo... ma al telefono non mi ha risposto più.
Ho saputo nella tarda serara di ieri della sua scomparsa, che - per me - non potrà mai essere tale, immaginando di sentire ancora il suo sfottente saluto:
"Come va compagno segretario!? Cosa hai scritto questa volta!?".
Questa volta ho scritto solo di lui poiché gli altri non contano.
Posso asserire con assoluta certezza di aver conosciuto un galantuomo prima ancora che un bravo professionista del mondo della Giustizia.
Ora che l'avvocato Pasquale Nasca non è più tra noi, avverto una inquietudine interiore che non provavo da tempo.
L' "intruso oncologico" lo ha progressivamente distrutto e con lui un pezzo di onestà intellettuale, di capacità professionale, di coraggioso senso della mediazione e della moderazione, come pure di un "compagno" d'altri tempi.
L'ho conosciuto agli inizi degli anni '90 sul nascere della cosiddetta "tangentopoli barlettana" che portò al ripetuto arresto del sindaco di quel tempo unitamente al suo autista.
Ci siamo incontrati, io sindacalista della CGIL e lui responsabile dell'Avvocatura del nostro comune, scambiandoci con schiettezza opinioni e valutazioni sui politici amministratori di quel tempo; abbiamo continuato a farlo con quelli di oggi rilevando un vuoto di credibilità e di cultura da far paura.
Mi stava assistendo in alcune mie controversie giudiziarie con la stessa CGIL, avendo lui avuto modo di conoscere gli uomini e le dinamiche organizzative e relazionali interne all'organizzazione.
Il suo stato di salute di questi ultimi tempi però ci aveva trasformati in una coppia di amici che si faceva forza per resistere alle avversità della vita in ogni ambito, a partire dalla salute.
Ci sentivamo spesso e mi riferiva dei lenti e dubbiosi miglioramenti della sua condizione fisica acquisiti nel peregrinare da una struttura sanitaria all'altra.
Si può non credere... proprio ieri mattina ho avvertito un forte bisogno di sentirlo... ma al telefono non mi ha risposto più.
Ho saputo nella tarda serara di ieri della sua scomparsa, che - per me - non potrà mai essere tale, immaginando di sentire ancora il suo sfottente saluto:
"Come va compagno segretario!? Cosa hai scritto questa volta!?".
Questa volta ho scritto solo di lui poiché gli altri non contano.
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