Ciappetta Camaggio
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Territorio

Prese le decisioni per il futuro del Ciappetta Camaggio

I comuni di Barletta e Andria presenteranno un progetto comune. Svoltosi ieri l'incontro con l'assessore regionale alle Opere Pubbliche

Prima la schiuma bianca nelle acque, poi l'esondazione, ora i detriti e la sporcizia che si cumulano nel tempo sul letto del canale "Ciappetta Camaggio". Quattordici chilometri di acque reflue trasportate da Andria a Barletta, fino a sfociare nel levante della nostra spiaggia, al confine con la città di Trani. Nell'ottobre del 2009, l'intervento di pulizia e risanamento dell'alveo ma tutt'oggi la situazione è sempre la stessa. Nel gennaio del 2010 il Ciappetta Camaggio portava con se dell'abbondante schiuma bianca, ciò attivò subito l'Arpa e la Guardia Costiera di Barletta per prelevare nell'immediato dei campioni di acqua dal canale. Poi, ad agosto, si cominciò a parlare di campi ortofrutticoli irrigati con le acque reflue (e inquinate) del Camaggio. Furono scoperte infatti, da alcuni volontari della Folgore di Trani, bocchette per irrigazione dei campi installate apposta per permettere un facile collegamento alle motopompe presenti nei campi agricoli, il tutto nascosto da pietre e cianfrusaglie. Basti pensare che si trattava di campi agricoli: prodotti come frutta e verdura che milioni di cittadini di Barletta e città limitrofe hanno mangiato per mesi.

Questa solo una breve sintesi di quella che è la storia del Ciappetta Camaggio, un canale da sempre ricordato come "bomba ecologica"; anche i cittadini andriesi si sono lamentati negli ultimi anni per il cattivo odore e la presenza di animali come ratti, rane e rospi soprattutto nella zona camaggio di Andria.

Ed è per questo che ieri si è tenuto un incontro, convocato dall'Assessore regionale alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati, presso la sua sede regionale, dove egli è intervenuto insieme al Sindaco di barletta, all'Assessore alle Politiche Ambientali, ai Dirigenti dei Settori Manutenzioni e Ambiente, rispettivamente Sebastiano Longano e Salvatore Mastrorillo, a Ruggiero Mennea, ai rappresentanti del Comune di Andria, all'Autorità di Bacino, al Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, all'AQP, all'ARPA e alla Provincia Bat.

Morale della favola, la provincia Bat e i comini di Andria e Barletta, dovranno, entro e non oltre il 23 maggio, rendere nota alla Regione la data di attuazione di un progetto per decidere quello che sarà il fururo del Ciappetta Camaggio, progetto che dovrà prevedere lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria utili al ripristino del naturale deflusso delle acque. Poi i tecnici dell'AdB e della Difesa del suolo esprimeranno il loro parere sul progetto nei successivi trenta giorni dalla presentazione. Insomma una lunga tempistica che porterà avanti questa problematica ancora per mesi. Intanto dal comune fanno sapere che a causa di conflitti tra la vecchia provincia di Bari e la nuova Bat, pare che sia andato perduto un finanziamento di 700 mila euro. Di quest'ultima questione se ne occuperà l'assessore all'ambiente della Bat, Gennaro Cefola.
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