Monica Paparusso - Storie da giovani
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Monica: tra le prime maturande vaccinate a Barletta

A due giorni dalla promessa di vaccinare anche i giovani, ecco i primi vaccinati che affronteranno la maturità

«Durante quest'anno scolastico tramite la Dad c'è stata una mancanza dei rapporti umani data dal fatto che i computer, a parer mio, hanno preso il sopravvento sulle relazioni. Anche per quanto riguarda il sistema scolastico ho riscontrato vari problemi, ma nonostante tutto i professori ci sono stati. Io personalmente quest'anno l'ho vissuto davvero male, anche perché il mio ultimo anno di scuola l'ho sempre immaginato in modo diverso e non di certo così, siamo stati privati di momenti che non vedevamo l'ora di vivere e che ci mancheranno per sempre»


Monica Paparusso, diciottenne, è una tra quelle giovani che si è ritrovata a dover vivere a tu per tu con le conseguenze della pandemia. Lezioni solo in DAD per tutto l'anno scolastico, contatto umano ridotto al minimo, socialità ridotta a qualche messaggio su Whatsapp per non perdere mai i legami, leggerezza come parola d'ordine, ma sicuramente depotenziata a causa del Covid.

Le parole di Monica aprono un varco sulla difficoltà che nasce anche da parte dei docenti di gestire al meglio questa situazione, divisi tra la necessità di mandare avanti il programma e il disagio di farlo davanti ad un computer, in cui lo schermo è l'unica cosa da poter guardare.

Monica frequenta l'ultimo anno del Liceo Classico ed è l'esempio di come i giovani abbiano davvero «pagato il prezzo più alto» come disse il presidente della Repubblica francese Macron con l'avvento del primo lockdown in Francia. «È dura avere vent'anni nel 2020» disse in un'intervista.

Era il 28 maggio quando il generale dell'Esercito italiano Francesco Paolo Figliuolo ha ribadito l'importanza di vaccinare i giovani, già inseriti nel piano di vaccinazione a marzo. In pochi si sarebbero aspettati una tempestività ed efficienza di risposta a pochi giorni dalle dichiarazioni. Proprio nella giornata di ieri, domenica 30 maggio, arrivano le prime vaccinazioni dei maturandi che tra poche settimane inizieranno a cimentarsi con gli esami di maturità.

Manca il dialogo tra i banchi di scuola, i corridoi pieni di ragazzi durante l'ora di pausa, le gite, il viaggio all'esterno dell'ultimo anno. Tutti momenti che scandiscono gli anni liceali, destinati ad essere ricordati. Quello di cui sono stati privati i ragazzi è proprio questo: il tempo, scandito dalla frenesia, dai turbamenti. A diciotto anni c'è l'impellenza di vivere ogni momento come se fosse l'ultimo, cogli ogni attimo senza farci troppo caso. Le emozioni esplodono per quanto siano vive e invece quest'anno, come la prosecuzione di quello precedente, ogni cosa era ferma in una grande pausa, con la promessa di riprendere tutto al più presto. I giovani si sono ritrovati a fissare uno schermo per 5 ore al giorno, istaurando così una nuova normalità nelle mura della propria stanza, in cui l'unico modo per affacciarsi alla socialità è stato l'interfaccia virtuale. Ripartire dai giovani anche nelle vaccinazioni, sembrava il minimo.

Nella giornata di ieri, di domenica, quando tutto si è svincolato dal tempo contratto e oberato della settimana, Monica ha ricevuto la prima dose del vaccino:

«Mi sento davvero privilegiata perché sono stata tra le prime nella mia fascia d'età a potermi vaccinare e credo valga la stessa cosa per i miei amici. E inoltre sono contenta di poter affrontare gli esami di maturità in maniera serena dal punto di vista sanitario».


La ripartenza dei giovani è iniziata ieri. Oltre ad essere un modo per poter vivere il più serenamente possibile almeno il momento degli esami di maturità, il vaccino potrebbe restituire ai ragazzi quella tranquillità strappata che ha lasciato conseguenze tangibili in ognuno.

Ripartire dai giovani, dalle loro necessità, dalla loro istruzione e dai loro bisogni, tra cui anche quello di ritornare ad avere vent'anni. Anche Monica riparte, programma il suo futuro che seppur affaticato sembra finalmente passare al capitolo successivo: si prepara ai test di logopedia a Bari.
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Un modo per i ragazzi di raccontare la loro storia

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