
Cronaca
L'ultimo composto e sentito saluto a Vincenzo Dibenedetto
Don Mauro Dibenedetto: "morire sul lavoro è una sconfitta per ciascuno di noi"
Barletta - martedì 15 settembre 2026
16.51
Grande commozione e raccoglimento nel pomeriggio di oggi, presso la Basilica del Santo Sepolcro, in occasione dei funerali di Vincenzo Dibenedetto, l'operaio trentaquattrenne tragicamente scomparso lo scorso 10 settembre a causa di un incidente sul lavoro.
Numerose le persone presenti, che con compostezza, rispetto e raccoglimento hanno partecipato alle esequie dello sfortunato Vincenzo Dibenedetto, esequie celebrate da Don Mauro Dibenedetto, in una Basilica del Santo Sepolcro gremita, dove tra l'altro in questi giorni è esposta la reliquia del Sacro Legno della Croce.
"Il silenzio e le lacrime di chi ha conosciuto e amato Enzo, sia la risposta più degna per un dolore così grande [...].
"Possibile che in un istante svaniscano progetti, sogni, desideri di un giovane come Enzo? Perchè?"
"Questa domanda resta per noi sospesa [...]".
Queste le prime parole dell'omelia di Don Mauro Di Benedetto. E ancora:
"Lui ha vissuto per i suoi cari e per il suo lavoro, con passione e inventiva".
"Morire di lavoro è una sconfitta per ciascuno di noi. Egli ora vive in ciascuno di noi, e la sua vita, interrotta troppo presto, ci insegna a vivere per le cose che contano".
"Enzo è ora immerso in un amore fatto di eternità".
Terminata la funzione liturgica, il feretro è stato accompagnato tra due ali di folla fuori della basilica dove è stata accolta dal composto e sentito saluto dei numerosissimi cittadini convenuti per l'ultimo saluto allo sfortunato Vincenzo Debenedetto.
Numerose le persone presenti, che con compostezza, rispetto e raccoglimento hanno partecipato alle esequie dello sfortunato Vincenzo Dibenedetto, esequie celebrate da Don Mauro Dibenedetto, in una Basilica del Santo Sepolcro gremita, dove tra l'altro in questi giorni è esposta la reliquia del Sacro Legno della Croce.
"Il silenzio e le lacrime di chi ha conosciuto e amato Enzo, sia la risposta più degna per un dolore così grande [...].
"Possibile che in un istante svaniscano progetti, sogni, desideri di un giovane come Enzo? Perchè?"
"Questa domanda resta per noi sospesa [...]".
Queste le prime parole dell'omelia di Don Mauro Di Benedetto. E ancora:
"Lui ha vissuto per i suoi cari e per il suo lavoro, con passione e inventiva".
"Morire di lavoro è una sconfitta per ciascuno di noi. Egli ora vive in ciascuno di noi, e la sua vita, interrotta troppo presto, ci insegna a vivere per le cose che contano".
"Enzo è ora immerso in un amore fatto di eternità".
Terminata la funzione liturgica, il feretro è stato accompagnato tra due ali di folla fuori della basilica dove è stata accolta dal composto e sentito saluto dei numerosissimi cittadini convenuti per l'ultimo saluto allo sfortunato Vincenzo Debenedetto.
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