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Patto Nord Barese Ofantino, delibera approvata ma l'opposizione di Barletta dice no

Dino Delvecchio: «Oggi avete presentato una delibera fumosa. Riempitela di contenuti e basta con i ricatti morali»

Si prospettava un consiglio comunale tranquillo e senza colpi di scena ma così non è stato. Tra ritardi e una lunga sospensione, l'assise cittadina si è riunita ieri mattina alle ore 9:00 per la Revisione periodica delle società partecipate. Il dibattito si è acceso in virtù della proposta di mantenimento della partecipazione con l'Agenzia per l'occupazione Nord Barese Ofantino. Uno strumento quest'ultimo, promosso dall'Unione Europea, per creare progetti di sviluppo locale e nuova occupazione. Per i consiglieri di opposizione l'ente non avrebbe svolto il suo dovere e la delibera presentata in consiglio sarebbe al quanto fumosa. "Un ricatto bello e buono": cosi qualcuno lo ha definito. Ma procediamo con ordine.

Le amministrazioni comunali sono chiamate periodicamente, entro il 31 dicembre (ecco il perché della convocazione il 29 dicembre) ad effettuare un'analisi complessiva delle società in cui detengono una partecipazione, avendo facoltà di un piano di riassetto. A settembre del 2017, il consiglio comunale si riunisce per approvare il piano di razionalizzazione delle società partecipate. Si è disposta ad esempio la cancellazione della partecipazione con il Porto dei Normanni, il mantenimento della società Bar.S.A. e del Gal Dauno Ofantino. Infine l'alienazione della società partecipata Agenzia per l'occupazione Nord Barese Ofantino. In quella stessa convocazione si richiedeva all'agenzia un piano di riassetto industriale. Ma ancora una volta l'operato della società non convince. Per questa ragione, con determina dirigenziale, viene approvato lo schema del contratto di cessione della quota di partecipazione del Comune di Barletta. Allo scadere dei termini previsti dall'avviso di gara non è pervenuta alcuna offerta. Nel frattempo viene eletto il sindaco Cannito.

Arriviamo alla convocazione di ieri mattina. Il consigliere Ruggiero Mennea, attraverso il suo intervento, ha sottolineato l'impegno non solo politico ma anche finanziario della stessa Regione Puglia nei confronti dell'Agenzia. «Le agenzie di sviluppo locale sono il presidio più significativo che meglio riesce a comprendere le esigenze del territorio. Grazie al supporto di tale ente sono nate numerose imprese, per tanto non possiamo trascurare i risultati da essa ottenuti». A quanto pare, non è tutto oro ciò che luccica, e anche il consigliere Mennea fa le dovute precisazioni: «Qualcuno ha lamentato un certo immobilismo e scarso rendimento dell'ente, che nel tempo ha assunto la fisionomia di un carrozzone pubblico, un luogo dove si assumono persone che non producono. Questa fase è stata superata, per questo sosterrò il mantenimento di questa agenzia. Noi abbiamo il compito di dare il buon esempio agli altri sindaci».

Nonostante il consigliere Dino Delvecchio sia il portavoce del PD, gruppo politico dello stesso Mennea, sono distanti le proprie visioni. «Io sono in estremo imbarazzo, in quanto ciò che oggi la giunta sottopone al consiglio comunale è un ricatto morale. A livello politico noi non possiamo decidere se un ente possa continuare a vivere o meno. Se qualcuno dovesse pensare che oggi in aula ci si divide tra quelli favorevoli al mantenimento dei 22 posti di lavoro e quelli contrari, ebbene che allontani da sé questo pensiero. Io non ci casco! Il suddetto ente non ha fatto nulla per accrescere il suo piano. La verità che tutti conosciamo è che quell'agenzia è nata per soddisfare le esigenze dei politici che dovevano nominare qualcuno al suo interno. Il mio giudizio negativo non è nei confronti dei dipendenti ma nei confronti di chi ha permesso questa situazione». L'intervento del consigliere Delvecchio si conclude sottolineando che il Comune di Barletta partecipa al mantenimento dell'ente con i soldi di tutti i cittadini, anche di coloro che non riescono ad arrivare a fine mese. Per questa ragione, chiede che la delibera venga modificata partendo dalla definizione di una scadenza, entro la quale l'agenzia deve apportare un riassetto. Stessa richiesta viene rivolta dal Movimento 5 Stelle i cui membri presenti: Carone e Basile affermano a gran voce l'inutilità del patto.

Anche la consigliera del PD Rosanna Maffione esprime il suo giudizio contrario, chiarendo un passaggio importante, e al quanto spinoso: «Non limitiamo la votazione al salvaguardare il lavoro di 22 persone. Siamo qui per decidere se questa società vale o meno». Sullo stesso banco d'opposizione, il consigliere Carmine Doronzo di Coalizione Civica interviene chiedendo di fare le giuste valutazioni: «Eviterei oggi di fare i moralisti, perché a seguito della votazione dovremmo dare ascolto a tutti i cittadini che fuori dalla porta verranno a presentarci i problemi legati alla sfera lavorativa». La preoccupazione è al quanto legittima in quanto i cittadini si domanderebbero: Perché i 22 dipendenti sono stati preservati mentre noi no? Doronzo dunque prega di restare sull'oggetto della discussione e accusa la maggioranza di non aver tenuto conto del giudizio dell'opposizione.

Il consigliere Flavio Basile della Lega Salvini riporta tutti in dietro nel tempo, ricordando ai presenti l'opinione di molti consiglieri della maggioranza, compreso quella dell'attuale sindaco Cannito che in passato sedeva tra le fila dell'opposizione. «Odio l'ipocrisia politica! I primi a non vedere di buon occhio la società erano proprio Losappio e il primo cittadino, quest'ultimo addirittura cassava e boicottava il patto, difendendo solo le 22 famiglie. Qui siamo chiamati a difendere la collettività, non il singolo».

Prima della votazione, il sindaco Cosimo Cannito prende parola affermando quanto segue: «Io non ritratto nulla di quanto detto perché politicamente mi sono sempre assunto le mie responsabilità. Oggi non si è presentato nessun ricatto morale. Sono stati effettuati i dovuti accertamenti e proseguiremo il lavoro di controllo sull'agenzia. Il patto nasceva nel 1998 per unire piccoli comuni e per la stessa ragione dobbiamo mantenere la nostra quota di partecipazione. Il Comune di Barletta, paradossalmente non ha alcuna responsabilità se è divenuto un "postificio", in quanto è forse l'unico che non ha usufruito dei servizi dell'ente, quindi ha concorso a renderlo meno efficiente. Si tratta di una sfida che vogliamo intraprendere e tra un anno torneremo in questa sera per compiere le dovute valutazioni. Qualora avessimo deciso di scindere il contratto, avremmo dovuto pagare due annualità, a questo punto utilizziamo il denaro per restare all'interno del Patto».

Al momento della votazione alcuni consiglieri lasciano l'aula.
Presenti 22
Assenti 11: Basile Giuseppe, Bufo, Carone, Coriolano, Damato, Di Paola, Doronzo, Filannino, Mazzarisi, Quarto
Voti favorevoli: 17
Astenuti 5: Basile Flavio, Cascella, Delvecchio, Divincenzo, Mafffione Rosanna.
2 fotoConsiglio comunale di Barletta, accese le polemiche tra i banchi
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