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Chiusura Piazza Caduti, Tarantino (ANPI): «Nessun complotto con l'Amministrazione di Barletta»

«La memoria di quelle persone, la tutela dei luoghi a esse legati sono un dovere non solo di noi dell’ANPI»

«Cresce sui media e si fa sempre più infuocata la polemica sulla chiusura al traffico di Piazza Caduti in guerra di Barletta e qualcuno – addirittura - arriva a ipotizzare, a sospettare oscure, torbide trame tra l'ANPI e l'Amministrazione comunale. Queste avventate dichiarazioni mi costringono a prendere posizione e a dire la mia - scrive in una nota stampa Roberto Tarantino, Presidente dell'ANPI BAT».

«L'ANPI ha, tra le proprie finalità istitutive, la tutela e la valorizzazione degli eventi, delle persone, dei luoghi e degli eventi legati alla Guerra di Liberazione. Nell'ambito di detti obiettivi, le Sezioni comunali della nostra provincia hanno instaurato con le locali Amministrazioni comunali un proficuo e soprattutto trasparente rapporto di collaborazione finalizzato a dare attuazione e concretezza a tali scopi. Nello specifico, a Barletta, l'ANPI ha avanzato una serie di proposte utili a far conoscere ai nostri concittadini (e non solo) quale sia stato il contributo della nostra Città alla Resistenza e alla Lotta di Liberazione. Quanti barlettani conoscono il numero e i nomi dei militari morti in difesa della città, quelli delle vittime civili della spietata aggressione nazista del settembre 1943; chi conosce il nome e la vicenda di Tonino Lorusso di 13 anni, di Concetta Cafagna di 74 anni, di Anna D'Amato di 73 anni, di Maria Felice Ricchizzi di 74 anni, di Emanuele Delvecchio di 11 anni, di Rosaria Cannito di 13 anni, di Michele Doronzo di 15 anni? Quanti sanno che sono centinaia i partigiani nati a Barletta che hanno combattuto e che sono morti in Italia e all'estero per sconfiggere il mostro nazifascista? Quanti sanno dei nostri concittadini internati nei lager nazisti, dei tanti morti in quei luoghi e sepolti in lontani cimiteri? Quanti sanno degli antifascisti barlettani deportati, confinati, reclusi dal regime fascista?

La memoria di quelle persone, la tutela dei luoghi a esse legati sono un dovere non solo di noi dell'ANPI, ma di tutte le Amministrazioni e di tutte le donne e gli uomini che si riconoscono nei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della Guerra di Liberazione e, poi, della nostra Costituzione. Barletta ha tanti luoghi che meritano di essere riscoperti, recuperati, rispettati, valorizzati: Caposaldo Cittiglio, Caposaldo Crocifisso, il Palazzo della Posta e Piazza Caduti in guerra, le strade e le piazze ove furono ammazzati uomini, donne, anziani, bambini. Forse c'è chi non ha a cuore, chi non è interessato o che – addirittura – vorrebbe dimenticare quelle persone, quei luoghi e quelle memorie; chi vorrebbe cancellare la memoria. C'è, però, anche chi vuole restituire verità alla Storia e parlare di come si è costruita, dalle ceneri del Ventennio, la nuova Italia: noi dell'ANPI siamo e saremo sempre, convintamente tra costoro.

E sentiamo di avere il diritto e anche il dovere di coltivare la memoria, di stimolare, di sollecitare, di avanzare proposte; lo abbiamo legittimamente fatto e le faremo ancora con costruttivo spirito di collaborazione. Le migliori soluzioni tecniche, l'auspicabile adozione dei più idonei strumenti di consultazione e per il necessario coinvolgimento e per garantire la partecipazione di tutti i cittadini in scelte così importanti, lo lasciamo a chi ne ha responsabilità e competenza. Non ho motivi concreti di dubitare che l'Amministrazione comunale, esaurita la fase di sperimentazione, lo farà. È giusto che sia così; al di là di ogni inutile polemica, di ogni ingiustificato sospetto, di ogni infondata, immotivata illazione».
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