Storia del Gubbio
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Calcio

L’angolo dell’avversario: la storia del Gubbio

La serie B conquistata due volte, in mezzo tante delusioni

Dopo la bella prestazione offerta contro il Perugia che ha lasciato l'amaro in bocca per 3 punti che potevano arricchire il bottino biancorosso, il Barletta Calcio riparte dalla trasferta di Gubbio. Contro i rossoblu umbri, che finora hanno collezionato 11 punti (7 dei quali nelle ultime 3 partite), gli uomini di mister Nevio Orlandi devono confermare quanto di buono mostrato contro il Grifone, sfoderando un'altra prova d'orgoglio che non getti ulteriormente nello sconforto tutto l'ambiente. A due giorni da Gubbio-Barletta, scopriamo insieme tutta la storia del club eugubino.

Gli esordi
Il calcio a Gubbio vede la luce nel 1910, ma il primo campionato vero e proprio a cui partecipa un club eugubino è la Terza Divisione Umbra, disputata nel 1930. Dopo due anni, il club ottiene la promozione in Seconda Divisione, mentre nel 1936 la FGC Gubbio disputò un ottimo campionato in Prima Divisione, mentre nel 1938 giunge il secondo posto nella Coppa Italia Centrale. È nel 1939 che il Gubbio raggiunse la serie C per la prima volta, ma gli eventi bellici impedirono il regolare svolgimento dell'attività sportiva. Terminato il conflitto, l'Unione Sportiva Gubbio ripartiva dal girone B Lega Centro della serie C nel 1946, e dopo una sola stagione, al termine dello storico spareggio di Pesaro contro il Baracca Lugo, conquistava la serie B dove militavano club del calibro di Palermo, Pisa, Lecce e Taranto. La serie cadetta, però, durò soltanto una stagione, e gli sforzi economici profusi per la scalata alla vetta del calcio italiano causarono una doppia retrocessione con annessa bancarotta. Il calcio eugubino restò relegato nel calcio regionale fino al 1957-58, ma la gioia per il nuovo approdo in serie C durò davvero poco, perché nel 1961 arrivò un nuovo "scivolone" verso la neonata serie D. Dopo aver sfiorato il ritorno tra i professionisti per due stagioni, nel 1965 il Gubbio attraversò un'annata da record, dominando il campionato di Promozione regionale, trascinata dai gol di bomber Cagnazzo. Il ritorno sul palcoscenico nazionale è datato 1969, quando gli eugubini dominarono il campionato nonostante 12 turni di squalifica del campo. Gli anni '70 sono avari di emozioni per il sodalizio rossonero, che cambierà 2 volte casa senza mai riuscire ad ottenere picchi e slanci verso il calcio nazionale – ad eccezione dell'annata 1978-79.

L'ascesa
Gli anni ottanta si rivelarono fruttuosi per la formazione eugubina. Nell'estate 1981, la FIGC ripesca il Gubbio in Interregionale, gettando le fondamenta per una rapida ascesa verso le serie professionistiche. Dopo 3 salvezze consecutive, nel 1985 il Gubbio chiuse la stagione al terzo posto, ma nella stagione successiva il ritorno in C2 sfumò addirittura durante gli spareggi contro Riccione e Vis Pesaro, che diedero ragione ai marchigiani. Il salto tra i "pro" è soltanto rimandato. Dopo 30 gare stagionali, in vetta nel 1987 c'erano Poggibonsi e Gubbio, ma negli spareggi prevalse il team guidato da Landi e trascinato dall'attaccante Rosario Zoppis. Il ritorno tra i "pro" segnò il ritorno dei derby contro Perugia e Ternana, e si chiuse con un ottimo terzo posto alle spalle proprio del Perugia e del Casarano e con l'arrivo di Candido Di Felice, votato in seguito come il "calciatore del secolo" del calcio eugubino. Nel 1989, con Giorgini in panchina, il Gubbio sognò a lungo la promozione, salvo poi rallentare nella seconda parte della stagione e chiudere al quinto posto. La quinta piazza fu confermata anche nel 1990, ma l'annata fu scossa dalla scomparsa del ds Mario Mancini. Nel 1991 il giocattolo Gubbio andò in frantumi, e dopo un ennesimo piazzamento onorevole, nel 1992 il Gubbio tornò tra i Dilettanti. In Interregionale, i rossoblu non riuscirono a rinverdire i fasti degli anni '80, ottenendo solo risultati deludenti, se si fa eccezione per la stagione 1993-94, che vide una squadra piena di giovani – tra cui Davide Baiocco – terminare al quarto posto in classifica. Nel 1996 la squadra retrocesse in Eccellenza, e sul limite della bancarotta, il sodalizio eugubino ripartì da un nuovo corso che si dimostrò subito competitivo e vincente. Con 3 giornate d'anticipo, il Gubbio conquistò il ritorno in Interregionale, facendo strada anche in Coppa Italia. Nel 1998 il club umbro riuscì a fare ancora meglio: con mister Acori in panchina, l'11 rossoblu volò in campionato, conquistando il 22 marzo il nuovo ritorno nel calcio professionistico. Nel 1999 il Gubbio non riuscì a rientrare nella lotta per la promozione, ma l'inizio del nuovo millennio portò poche soddisfazioni agli umbri, che ottennero due salvezze consecutive soffrendo anche più del dovuto.

La nuova era
La stagione 2001-2002, con tanti volti nuovi in rosa, si chiuse al settimo posto, ma il buon lavoro svolto diede i suoi frutti nella stagione successiva. Il Gubbio, pur lottando contro la Florentia Viola, chiuse la stagione al terzo posto, ma il salto in C1 svanì in finale contro il Rimini di Ricchiuti e dell'ex tecnico Acori. La maledizione continuò anche nella stagione successiva, con il Gubbio che in finale si arrese alla Sangiovannese. Nel 2005, nonostante l'approdo in rossoblu del bomber De Angelis, il Gubbio non riuscì a raggiungere i playoff, cogliendo "solo" un sesto posto. I tre anni successivi portarono tante tensioni e continui colpi di scena, con il Gubbio che colse tre salvezze stentate. Nel 2009 a Gubbio arrivò il dt Gigi Simoni, affiancato sul campo da mister Tumiatti. La coppia portò aria nuova in casa eugubina, ma sul campo arrivò solo un ottavo posto. Nella stagione successiva, Simoni portò in rossoblu mister Torrente, che diede un'impronta diversa alla squadra. Nonostante il bel gioco, la squadra non partì al meglio in campionato, ma trascinata da Marotta riuscì a risalire in classifica. A gennaio dal Verona giunse Juan Ignacio Gomez Taleb, e dopo una serie di alti e bassi, i rossoblu colsero la qualificazione ai playoff. Il Gubbio conquista la C1 superando Fano e San Marino, raggiungendo la terza serie nazionale grazie alle grandi prestazioni di Gomez. Nel 2011 il gruppo guidato da Torrente entrò di diritto nella storia del club umbro. Guidata in campo da uomini come Bazzoffia, Raggio Garibaldi, Galano, Borghese e Lamanna, la formazione rossoblu ammazzò il campionato, riuscendo a festeggiare la promozione in B dopo più di 60 anni di assenza già l'8 maggio. La stagione in serie B si apre con l'addio a Torrente, che viene rimpiazzato da Fabio Pecchia. In cadetteria, la squadra non rende al meglio, raccogliendo solo 7 punti in 10 partite. Nonostante i vari cambi di guida tecnica, il Gubbio non riesce a risollevarsi, e ad un solo anno dalla conquista della B arriva la retrocessione in Prima Divisione. L'ultima stagione ha visto il Gubbio lottare per non retrocedere, ottenendo la matematica salvezza con una giornata d'anticipo. Al termine della stagione, ha annunciato il ritiro dal calcio giocato il centrocampista Sandreani, protagonista di ben 11 stagioni in rossoblu.
Fonte foto: www.umbria24.it
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