Mario Corso
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Calcio

Addio al grande Mariolino Corso: fu l’ultima salvezza in serie B del Barletta

È scomparso all'età di 78 anni. Allenò il Barletta negli anni 1989-1990 nel campionato di Serie B

Neanche il tempo di metabolizzare la tragica notizia del grave incidente occorso ad Alex Zanardi, che il mondo dello sport italiano (e del calcio in particolare) piomba nel lutto a causa della scomparsa di uno dei suoi protagonisti più illustri: il grande Mario Corso.

Veronese, classe 1941, Mario Corso (per tutti semplicemente Mariolino) iniziò la sua carriera nell'Audace San Michele, compagine dilettantistica della sua città, dove viene notato dagli osservatori dell'Inter di Angelo Moratti. Con l'arrivo sulla panchina nerazzurra del "mago" Helenio Herrera (una sorta di Mourinho ante-litteram) , insieme ai vari Mazzola, Suarez, Jair, Burnich e Facchetti, Mariolino Corso è grande protagonista delle grandi vittorie nerazzurre degli anni Sessanta: in particolare delle due Coppe dei Campioni (1964, 1965) e delle due Coppe Intercontinentali, oltre alla conquista di ben quattro scudetti (1963, 1965, 1966, 1971). Meno fortunato fu invece in Nazionale dove – penalizzato dalla concomitante presenza di Gianni Rivera e del suo compagno nell'Inter Sandro Mazzola - pur collezionando 23 presenze (con quattro reti) tra il 1961 e il 1971 non riuscì mai a partecipare né ai mondiali 1962, 1966 e 1970, né al vittorioso Europeo del 1968.

Dalle nostre parti Mariolino Corso è ricordato soprattutto come il principale artefice dell'ultima salvezza ottenuta in Serie B dal Barletta nel campionato 1989/90, dove riuscì a risollevare una squadra ed un ambiente completamente allo sbando dopo lo 0-2 interno contro l'Avellino condito da una pesantissima contestazione poi culminata nella squalifica di due turni del Comunale. L'effetto Corso a Barletta si fece sentire sin dalla prima partita, quando i biancorossi riuscirono ad uscire imbattuti dal campo del fortissimo Pisa. Ma soprattutto, sin dal temporaneo esilio di Brindisi, Corso restituisce al Barletta quella solidità e quella determinazione nelle partite casalinghe che il rovinoso doppio ko con Reggiana e Avellino aveva seriamente messo in discussione. Tant'è che al Comunale di Barletta iniziano a rotolare (sempre per 1-0) una dopo l'altra, teste illustri come quella del Pescara, come quella del Parma e soprattutto come quella del Torino ammazza-campionato di Eugenio Fascetti, letteralmente infilzato da una poderosa capocciata del difensore Lancini.

Ma il Barletta di mister Corso – come già da noi documentato nella rubrica "amarcord biancorosso" – viene ricordato soprattutto per l'eroico pareggio di Foggia ottenuto in 9 contro 11 grazie ad uno strepitoso Nicola Dibitonto. Oltre a Dibitonto, Mariolino Corso lancerà in prima squadra un altro ragazzo barlettano di belle speranze: quel Vincenzo Lanotte che nei difficili anni del post Di Cosola, insieme ai vari Bolognesi, De Florio, Arcadio ecc. riuscirà a tenere a galla i biancorossi prima dell'avvento della disastrosa gestione Perina. Il Barletta di Mariolino Corso, pur con qualche patema di troppo, riuscirà grazie alla classifica avulsa ad ottenere la salvezza in quel di Catanzaro: nell'ultima partita della carriera di Massimo Palanca.

Sarà l'ultima (per ora) salvezza in Serie B ottenuta dal Barletta prima di una trentennale traversata nel deserto fatta di campionati anonimi, continui cambi societari, due fallimenti ed uno stadio ridotto per troppi anni praticamente a sito di archeologia industriale.

Riposi in pace Mister Corso, e soprattutto grazie di aver allungato di un altro anno quel sogno chiamato Serie B.
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