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Nasce a Bari il Cineporto, faro per il cinema e le arti visive

Nuovi uffici e nuovi posti di lavoro, la Puglia si lancia sul mercato del cinema

Con il patrocinio dell'Apulia Film Commision, apre nelle stanze del padiglione 180 della Fiera del Levante a Bari il Cineporto. La conferenza stampa inaugurale del 16 gennaio scorso, tenutasi nella neonata saletta proiezioni da 94 posti, inizia con una domanda piuttosto interessante, e le quanto mai 'efficaci' risposte: che cos'è il Cineporto? Intervistati e interrogati i distratti shopaholics di via Sparano e i docili vecchietti di Bari vecchia. Cineporto, cineporco, cineporno, insomma un cinema nel porto o una rassegna di film di ambientazione marittima.

Niente di tutto ciò.

Il Cineporto di Bari è una struttura interamente dedicata al cinema e alle arti visive che si estende su una superficie di ben 1200mq: sala cinema digitale full HD, uffici, sala casting, sala trucco, deposito scenografie, galleria per mostre e installazioni. In poche parole, un piccolo paradiso per chi del cinema ha fatto il suo mestiere. Già scenario di casting e laboratori nel suo primo mese di vita, quello di Bari è il primo cineporto del sud e a breve sarà raggiunto da un gemello a Lecce. «I due cineporti di Puglia diventeranno centri pulsanti per la cultura visiva, emblemi di un sud che vuole riscattarsi e di una città come Bari che non vuol essere né Sodoma né Gomorra» spiega Oscar Iarussi, presidente di Apulia Film Commision. Obiettivo è quello di trasformare il cineporto in una «cittadella del dialogo» aperta 365 giorni l'anno. Interviene Cosimo Lacirignola, presidente della Fiera del Levante: «Si tratta di un profondo messaggio al territorio, al Mediterraneo intero. La nostra volontà è di trasformare la Fiera in un evento continuo, promuovendo il cineporto come enzima, catalizzatore che deve subito entrare nel DNA pugliese». Si sente nell'aria, questa trasformazione: i padiglioni vuoti e silenziosi come un set alla DeChirico cominciano a riempirsi di vita e di sogni.

A benedire la struttura il veste civica il presidente della regione Puglia Nichi Vendola: «Il rischio degli ultimi anni è che la Puglia diventi una Cinecittà naturale [vedi l'ultimo film di Bollywood girato fra i trulli di Alberobello], uno studios all'aperto che viva il cinema in maniera passiva. Col cineporto vogliamo portare il cinema a casa nostra per costruire un'industria: non una macchina pirotecnica fine a sé stessa, ma sedimentazione di laboratori di futuro». La promessa è quella di nuovi e numerosi posti di lavoro per i tanti giovani che vogliono far cinema, costretti oggigiorno ad emigrare altrove.

Camminare nel padiglione 180 è sentire il profumo di nuovo, di pavimenti mai calpestati: fra le installazioni alcune cassette di mele, 'Il tempo delle mele a chilometri zero'. Viene voglia di addentarle, quelle mele, e come per incanto assaporare il gusto multiforme della Puglia.

Camminare nel padiglione 180 è camminare verso un futuro roseo, è quasi come sognare tra promesse che ci riempiono il cuore, con l'aspettativa che le idee, i progetti, le speranze, tutto quanto si realizzi. E che quella scritta che capeggia nella hall «Il cinema è un'invenzione senza futuro» dei fratelli Lumière sia solo un monito di ironica scaramanzia per chi invece il cinema lo vuole fare, per chi nel cinema continua a crederci.
8 fotoCineporto di Bari
Sala proiezioniCineporto, ingressoCineporto, sala riunioniSala truccoIl tempo delle mele a chilometri zeroBari Città ApertaCucina made in PugliaMiracolo a Bari
Social Video2 minutiChe cos'è il Cineporto?NichiVendola
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