Il Ruolo del Gioco
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Il Ruolo del Gioco, gli appassionati contro la disinformazione

È diventato virale l'hashtag lanciato dal gruppo andriese "Il Covo della Fenice"

Immaginare di sconfiggere un drago è da sfigati? Giocare è una cosa da bambini? Nulla di più sbagliato. Non basterà lo spazio di questo articolo per raccontare le incredibili virtù e i correlati benefici sociali e psicologici del gioco, come atto di convivialità, condivisione ed esercizio di creatività. Nelle sue infinite sfaccettature, dal gioco di ruolo al cosplay passando per i videogame o per i classici giochi da tavolo, il gioco nella sua più vasta definizione fa bene. È invece la disinformazione a fare male, molto male. A scaldare il dibattito è stato un articolo pubblicato il 20 marzo 2019 dalla testata giornalistica Il Quotidiano Nazionale dal titolo "Giochi di ruolo, una galassia pericolosa".

Proponendo un confuso guazzabuglio di concetti interpretati in una chiave oscura e deviata, confondendo con troppa superficialità fenomeni estremamente curiosi e interessanti come la diffusione delle escape room e degli esports con il cyberbullismo e il betting (scommesse e ludopatia), l'articolo de Il Quotidiano Nazionale ha stimolato una coloratissima discussione a difesa dei valori sani del gioco. Un ruolo da protagonista in questi dibattito lo sta svolgendo Il Covo della Fenice, un gruppo di ragazzi di Andria, Barletta e provincia, dai 18 anni ai 30 anni, appassionati di GDR, acronimo di gioco di ruolo.

Ricordate Dungeons & Dragons? Ecco, dalla loro passione è nato un vero e proprio gruppo di amici, e da questa amicizia sono nate attività anche a contatto con il pubblico per la divulgazione del gioco come sano strumento di svago e intrattenimento. Per stimolare un approfondimento sulle tematiche del gioco hanno avviato una foto-petizione con la quale, attraverso l'hashtag #IlRuoloDelGioco, hanno spiegato tramite foto, video e post sui social network cosa veramente sia il gioco e il GDR tanto nell'ambito personale quanto in quello sociale, coinvolgendo in poche ore tanti giocatori, appassionati e realtà attive sul territorio pugliese e non solo. «Il nostro intento non è attaccare il giornalista, ma sradicare quel preconcetto secondo il quale il mondo del gioco sia alienante, deviante e conduca a comportamenti asociali - dice Salvatore Caracciolo, presidente di questo gruppo - Il problema alla base è la disinformazione che dilaga sia sul nostro territorio che a livello nazionale, a riguardo del gioco di ruolo». «L'intento alla base di questa iniziativa - spiegano i ragazzi del gruppo - è stato quello di provare a chiarire alcuni aspetti, sconosciuti ai più, dell'esperienza di gioco e delle applicazioni del GDR anche nella vita di tutti i giorni, basti pensare alle aziende che usano il GDR come tecnica di Team Building o alle organizzazioni che operano dell'ambito sociale che usano le stesse tecniche per allenarsi e insegnare ai volontari ad intervenire e reagire correttamente in determinate circostanze».

«Ma soprattutto - continuano - vogliamo far capire che il mondo del gioco, a qualsiasi età venga vissuto, è qualcosa di positivo che aiuta il soggetto giocante sia nello sviluppo di determinate skills (prima fra tutte il problem solving) sia nella crescita personale ed interiore, oltre che a rappresentare un'alternativa sana di svago e intrattenimento».

L'hashtag in poco tempo è stato condiviso non solo da tantissimi appassionati, che hanno raccontato tramite i social network le loro esperienze positive nate proprio attraverso il gioco, ma anche da tanti "addetti ai lavori" che operano professionalmente nel mondo del gaming come autori, illustratori, game designer, sviluppatori... Insomma, l'iniziativa è stata anche l'occasione per dimostrare che il gioco non è solo evasione, ma anche opportunità di lavoro. «Se usato come un mezzo per raggiungere l'impossibile, immaginandolo, e non per rifuggire il reale ma per espanderlo, il gioco ha sconfinate potenzialità - concludono i ragazzi del Covo della Fenice - Il ruolo del gioco che tutte queste voci hanno raccontato è proprio questo».


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