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Cara Barletta ti scrivo

«Cosa dirò ai miei studenti quando chiederanno chiarimenti su quanto sta accadendo in via Cafiero?»

La riflessione Giuseppe Francavilla, docente di Progettazione e Costruzioni

«Sono un docente di Progettazione dell'Istituto Tecnico per Geometri "Nervi", facente parte del Polivalente "Cassandro-Fermi-Nervi" di Barletta e desidero contribuire al dibattito riguardante la realizzazione di un supermercato in prossimità del Castello di Barletta. Nonostante sia un ingegnere, vorrei per un attimo tralasciare gli aspetti tecnici e burocratici, concentrandomi sull'aspetto culturale ed educativo della questione». Inizia così la riflessione che il professor Giuseppe Francavilla ha voluto condividere con la nostra redazione e con la città.

«Nei contenuti che propongo ogni anno ai miei studenti, fra calcoli strutturali e progetti architettonici, c'è una parte importante del programma scolastico relativa alla "Storia delle Città e dell'Architettura", a partire dall'antica Grecia fino ai giorni nostri. Tra i vari argomenti che espongo ai miei studenti è mia consuetudine citare vari esempi presenti nella nostra città: in particolare, prestiamo attenzione su vari casi di speculazione edilizia che hanno caratterizzato l'urbanistica di Barletta tra gli anni '60 e gli anni '80. Esempi conclamati sono i palazzi in cemento armato edificati di fronte e adiacente Palazzo della Marra, il cui balcone è un classico esempio di stile Barocco, ma anche il palazzo sito in via Cavour, inserito in un contesto di palazzi nobiliari costruiti tra il 1600 e il 1700.

Durante le mie lezioni, spiego come situazioni del genere avvenissero in un contesto nel quale mancava la valorizzazione e la conservazione dei centri storici, preferendo abbattere e ricostruire. Oggi una cosa del genere non sarebbe più consentita e tollerata dall'opinione pubblica.

Cosa dirò ai miei studenti quando mi chiederanno chiarimenti su quanto sta accadendo in via Cafiero con la costruzione del supermercato? Cosa dirò quando sul libro di testo è scritto che la maggior parte delle città italiane adegua il P.U.G. (ex P.R.G.) in media ogni cinque anni e a Barletta sono decenni che non viene adeguato, per responsabilità di tutte le amministrazioni che si sono susseguite?

Lo scopo di noi docenti è quello di far maturare nelle menti delle future generazioni il rispetto del passato, dell'ambiente, della sicurezza nei cantieri, ossia tutto ciò che rende le nostre città più belle, vivibili, attrattive ed economicamente produttive, con l'auspicio che le future classi dirigenti possano essere migliori di quelle attuali».
  • Castello di Barletta
  • Urbanistica
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