Nichi Vendola
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Politica

Vendola: «Cento cantieri in cento giorni»

Presentata la nuova sfida alla guida della Regione. Tre anni di Pil superiore alla media nazionale

«Siamo chiamati a compiti straordinariamente impegnativi, in una fase della storia così ricca di cesure e di accelerazioni, in un cambio di passo così vorticoso che è difficile definire cosa sia contemporaneo e cosa già usurato ed anacronistico». Così esordisce il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nella lettura in aula consiliare delle dichiarazioni programmatiche. Traniweb offre una sintesi delle dichiarazioni del presidente:

SVILUPPO ECONOMICO - «La crisi, a settembre del 2008, ha colto la Puglia in un momento di espansione della sua economia. Tre anni di Pil superiore alla media nazionale. L'aumento dell'occupazione più significativo di tutto il Mezzogiorno. Finalmente, il risveglio dell'export. Per questo l'impatto della recessione in Puglia ha assunto toni gravi e preoccupati. Ma il ragionamento consente di combattere la disillusione. La Puglia negli anni 2006-2008 non è solo cresciuta, ha definito con una chiarezza fino ad allora ignota le linee del proprio sviluppo economico. Ha preso le sue antiche debolezze, una fra tutte, la frammentazione del proprio sistema di impresa, e senza negare le proprie inclinazioni (la piccola manifattura, l'artigianato, il commercio) ha spinto gli attori dell'economia a pensarsi come un insieme. Il superamento della disputa stucchevole tra piccolo e grande si è definito nel disegno di nuove aggregazioni».

DISTRETTI PRODUTTIVI - «Una nuova stagione di democrazia economica, che, però, richiede a tutti di ripensare il rapporto tra sistema d'impresa e pubblici poteri. Esso deve abbandonare ogni logica di scambio e deve invece fondarsi sulla costruzione del futuro. Il luogo comune del superamento degli incentivi a pioggia per essere un punto di programma richiede di assumere scelte. Ma le scelte, per essere nell'interesse pubblico, devono fondarsi su processi trasparenti e su una strategia condivisa. Abbiamo posto le basi di questi processi selettivi. Ci aspettiamo che il sistema d'impresa sia pronto a discutere di prospettive strategiche con lo sguardo lungo verso la Puglia che uscirà dalla crisi. La Regione non si limiterà a approvare burocraticamente i programmi di sviluppo dei distretti, ma verificherà che quei programmi siano in grado di orientare la direzione dello sviluppo. Il ruolo del sindacato, come attento interprete dei processi economici a difesa dei lavoratori, sarà centrale e non potrà essere marginalizzato. Continueremo ad accompagnare i processi di aggregazione delle imprese in settori e filiere, secondo la feconda intuizione dei distretti produttivi. Si tratta di confermare il sostegno alle imprese che investono in innovazione, energie rinnovabili e qualità ambientale e garantiscono buona e stabile occupazione. Si tratta di sostenere lo start up di nuove imprese, nell'ambito anche dell'economia dei beni creativi e immateriali. Più prosaicamente, perché questa è l'urgenza di oggi, pensiamo alla realizzazionedi un piano per sostenere l'economia territoriale».

CENTO CANTIERI - «Provo a usare uno slogan, ma penso ad un progetto concreto: 100 cantieri in 100 giorni. E cioè 100 opere pubbliche cantierizzate prima della fine dell'anno. 100 opere di piccola dimensione in 100 comuni, ossigeno immediato per la nostra economia. Abbiamo ovviamente la partenza anche di grandi cantieri che possono farci respirare. Entro settembre 2010 sarà avviata una nuova programmazione degli interventi sulla viabilità regionale. Uno snodo decisivo è la definizione del piano regionale della portualità turistica quale quadro di coordinamento per la programmazione degli interventi di realizzazione, ristrutturazione e riqualificazione dei porti e degli approdi marittimi. L'obiettivo è quello di migliorare e potenziare il sistema regionale della portualità turistica, rafforzare la rete delle infrastrutture a servizio del diportismo nautico».

AGRICOLTURA - «L'agricoltura può, deve, tornare ad essere l'architrave del nostro sistema economico e sociale, deve continuare ad essere quella chiave di volta su cui sono stati costruiti millenni di rapporti economici, sociali e culturali; deve riappropriarsi della sua naturale capacità di disegnare il paesaggio rurale e di tutelare un intero eco-sistema, che mai come oggi necessita di sentinelle vigili ed attente. Questo Governo regionale, a conclusione del percorso di condivisione già avviato con organizzazioni agricole ed associazioni del settore, presenterà un disegno di legge a sostegno del comparto zootecnico che guardi alla valorizzazione del patrimonio genetico del bestiame, al rispetto della salute umana e al miglioramento delle condizioni economiche aziendali. Diviene prioritario portare a compimento il disegno di legge in materia di bonifica integrale e di riordino dei consorzi di bonifica, quali strumenti strategici per l'agricoltura e per la difesa del territorio».

AMBIENTE - «Consentire la piena attuazione del piano regionale della qualità dell'aria al fine di migliorare la vivibilità delle zone individuate come a maggior pressione ambientale. Dare piena attuazione alla legge regionale sul rischio di incidenti rilevanti con finalità strategiche di prevenzione. Si apre oggi una fase diversa, nella quale obiettivo prioritario deve essere quello di passare dalla salvaguardia alla pianificazione di forme di tutela e valorizzazione che consentano alle aree protette della regione di divenire laboratori nei quali sperimentare un nuovo modello di sviluppo basato sull'uso sostenibile delle risorse locali, che coniughi in modo virtuoso occupazione, dotazione di infrastrutture e servizi e tutela del territorio e dell'ambiente. Il completamento, ormai in fase di conclusione, della rete impiantistica di trattamento dei rifiuti sul territorio pugliese e l'impulso alla crescita dei livelli delle raccolte differenziate in Puglia negli ultimi 5 anni, costituisce la risposta del territorio alle numerose iniziative che sono state condotte per avviare il programma di profonda trasformazione del sistema complessivo di gestione dei rifiuti. Nei prossimi 5 anni nuovi e più ambiziosi obiettivi dovranno essere raggiunti per migliorare la qualità dell'ambiente e della vita dei cittadini, promuovendo al contempo la crescita di un tessuto di imprese che sapranno fare dell'economia verde un elemento centrale dello sviluppo economico pugliese».

NO AL NUCLEARE - «Nell'ultimo quinquennio la Regione Puglia è diventata la prima regione in Italia per produzione di energia elettrica da fonti eoliche e solari. È stata la prima regione in Italia a dotarsi di un piano energetico ambientale regionale e di un sistema di regole che ha favorito lo sviluppo delle fonti alternative. Abbiamo attratto investimenti che ci aiutavano a immaginare nel rinnovabile una scelta industriale organica e matura, anche per poter inibire altre scelte che consideriamo indesiderate e sbagliate. La Regione ribadisce il proprio no allo sviluppo di impianti di produzione di energia da fonte nucleare e lo sfruttamento degli idrocarburi al largo delle coste pugliesi che impattano in modo significativo con le attività presenti (turismo e pesca)».

SANITA' - «La sanità pugliese attraversa un periodo criticità legata al disequilibrio fra fabbisogno sanitario e risorse attribuite. Com'è noto, nel recente passato è stata realizzata una prudente espansione dei servizi il cui costo è stato contenuto all'interno del deficit tollerabile dalle finanze regionali e dal gettito fiscale aggiuntivo. Allo stato attuale, l'inasprimento delle regole di equilibrio economico-finanziario dettate dal nuovo patto per la salute insieme con il ribaltamento sui conti sanitari della violazione del patto di stabilità, costringono la Regione ad elaborare un piano di rientro che sostanzi forti interventi correttivi della dinamica evolutiva dell'offerta sanitaria. Entrando nel merito del piano di rientro regionale che si profila e che è allo studio in una interlocuzione continua con i ministeri competenti, è necessario ricordare che la Regione Puglia ha elaborato e trasmesso a Roma le linee guida per il piano di rientro pugliese. È noto, infatti, che il tasso di ospedalizzazione in Puglia permane alto, è bene che tutti ricordino che l'offerta in termini di posti letto in Puglia non è eccedente rispetto agli standard previsti prima dell'approvazione del patto per la salute. Anche il privato accreditato deve offrire il suo contributo al processo di riorganizzazione della rete ospedaliera attraverso il rispetto dei tetti di spesa e la disponibilità ad una revisione della programmazione della propria dotazione di posti letto. La seconda criticità introdotta nella riflessione delle linee guida del piano di rientro, è quella relativa alla spesa farmaceutica. Com'è noto tutte le Regioni italiane hanno sfondato il tetto della farmaceutica ospedaliera. I dati della Puglia sono allineati alla media nazionale. Al contrario la Regione non è in linea con i dati della farmaceutica territoriale che vede un eccesso di spesa dalla quale è necessario uscire con rapidità. La nostra Regione non intende rinunciare alla lotta alla precarietà sia nel settore della dipendenza sia in quello delle aziende che producono servizi per le Asl. Il tema rimane quello della sostenibilità economica del sistema sanitario che va affrontato nei termini di una seria razionalizzazione e qualificazione nell'utilizzo delle risorse e non di un loro razionamento, peraltro a tutto svantaggio delle regioni meridionali, preoccupazione oggi sempre più diffusa in relazione al violento attacco delle attuali classi dirigenti nazionali alle politiche di welfare e all'intero sistema delle tutele sociali. Oggi dobbiamo fare di necessità virtù, immaginando non tagli ma riqualificazione di servizi. Si può intensificare la lotta ai fenomeni criminali in sanità, con l'obiettivo di garantire il miglior utilizzo delle risorse pubbliche e una qualità sempre maggiore delle prestazioni rese, attraverso, il potenziamento del sistema delle verifiche».
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