Luigi Lanotte. <span>Foto Ida Vinella</span>
Luigi Lanotte. Foto Ida Vinella
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Una bottega d’arte senza tempo nel cuore di Barletta

Gli scorci nascosti e i ritratti nati dal pennello di Luigi Lanotte

Aveva suscitato ammirazione, e numerosi sguardi di stupore, durante le domeniche di questo inverno quando era sceso in strada, con una tela e una tavolozza ricolma di colori, per dipingere scorci del centro di Barletta. Circondato da curiosi, turisti a famiglie a passeggio, Luigi Lanotte aveva dato vita ad un'attrazione artistica senza chiedere nulla in cambio, mentre cercava di immortalare coi pennelli i colori e le atmosfere di Piazza Caduti e Corso Garibaldi, in piccoli capolavori dallo stile impressionista. Lo avevamo già incontrato qualche anno fa, ma entrare nella bottega artistica del giovane pittore barlettano, nascosta nel centro cittadino, è sempre un'esperienza, come immergersi nell'atmosfera bohèmienne dei sobborghi parigini di inizio novecento.

Qual è stato il tuo percorso di formazione?
«Mi sono laureato all'accademia di Belle Arti di Foggia (indirizzo pittura) ma non ricevendo quella formazione che in realtà cercavo, mi sono iscritto ad una scuola privata americana, "Florence Academy", dove ho appreso le vere tecniche del disegno e della pittura».

Secondo te Barletta è una città che apprezza l'arte?
«Barletta culturalmente deve ancora crescere perché siamo poco abituati all'arte pur avendo una città ricca di elementi artistici e un pittore prestigioso come Giuseppe de Nittis, conosciuto in tutto il mondo; tuttavia - in tutta sincerità - il popolo barlettano mi sta dando tanto, infatti molti sono sensibili e riconoscono la mia formazione e il mio mestiere».

Ti rispecchi nella definizione "artista di strada"?
«Per me non esiste la definizione "artista di strada" perché l'artista nasce e vive in strada, se vuole ispirarsi e buttare giù idee che siano tele o che siano muri. Io amo tanto il mio studio, ma dipingo tanto in strada perché la gente e tutto ciò che è realtà alimenta la mia creatività».

A dicembre Luigi Lanotte aveva contribuito a realizzare, in collaborazione con lo street artist barlettano Octopus, un Babbo Natale anamorfico in Piazza Federico II di Svevia.

Esiste un punto d'incontro tra un'arte antica come la pittura e una forma d'arte meno convenzionale come la street art?
«A me continuerà sempre a stupire l'arte antica; amo la pittura da cavalletto, amo il supporto, amo la carta e ultimamente sto apprezzando anche la street art. Credo che il punto di incontro sia la capacità dell'artista di trasmettere un'emozione, ma la materia pittorica, il gesto pittorico, il segno e un modello dal vero sono fondamentali nella mia espressione artistica e rendono la mia bottega senza tempo».
7 fotoNella bottega d’arte di Luigi Lanotte
Nella bottega d’arte di Luigi LanotteNella bottega d’arte di Luigi LanotteNella bottega d’arte di Luigi LanotteNella bottega d’arte di Luigi LanotteNella bottega d’arte di Luigi LanotteNella bottega d’arte di Luigi LanotteNella bottega d’arte di Luigi Lanotte
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