Freddo a scuola
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La città

Tutti a scuola con il freddo, studenti di Barletta in rivolta

Accese le polemiche sui social, tanti gli interventi a mezzo stampa

Dopo i numerosi (e violenti) commenti indirizzati all'assessore Marcello Lanotte e al sindaco Pasquale Cascella, viene archiviato il primo giorno di rientro a scuola dopo l'emergenza neve. Nel corso della giornata sono state tante le segnalazioni giunte in redazione, tra comunicati stampa e messaggi sui social.

Il comunicato di Giovani Italiani - «L'ondata di freddo polare che si è abbattuta su tutto il centro Sud e che ha visto la nostra regione protagonista, ha portato disagi all'intera comunità, che oggi si sono rilevati anche nei vari istituti scolastici cittadini. Barletta si è rivelata protagonista in negativo, molte le scuole al gelo nella mattinata, a partire da quelle frequentate dai più piccoli fino a giungere agli istituti superiori. Tra i più "colpiti" dalla morsa del freddo, gli studenti del Liceo Scientifico "Cafiero", dove moltissime sono state le classi senza riscaldamento, tant'è che si è autorizzata l'uscita anticipata per tutti i ragazzi al fine di evitare il prolungamento dell' "agonia". Un altro Liceo, il Classico "Casardi", ha risentito della problematica, da quanto emerso, su 22 classi in 12 era assente un corretto riscaldamento. All'Istituto Tecnico Industriale "E.Fermi" i ragazzi autorizzati dalla presidenza hanno abbandonato le aule sin dalla prima ora, in tutto il complesso infatti, temperature glaciali hanno impedito il corretto svolgimento delle lezioni. Sorte simile, all'Istituto Tecnico per Geometri e quello per Ragionieri, dove nonostante le lezioni giornaliere si siano svolte, le temperature si sono rivelate comunque basse a causa di termosifoni spenti o a malapena tiepidi. Stessi disagi alla scuola Elementare "G. Modugno" e in quella Media "R. Moro", dove addirittura i genitori sono stati costretti a prelevare i propri figli a causa dell'eccesivo freddo negli istituti, onde evitare malanni. "Situazione assurda e inaccettabile quella verificatesi nella mattinata - dichiara Ruggiero Grimaldi (Presidente Giovani Italiani e Parlamentare Regionale Giovanile) - Intollerabile che l' Amministrazione Comunale anche in virtù delle temperature previste in questi giorni, non sia riuscita ad adoperarsi al meglio per evitare che si creassero disagi così enormi. È stata una débâcle, in cui sono venuti al pettine tutti i nodi, o meglio i problemi funzionali delle scuole barlettane segnalati da decenni al Comune di Barletta e alla prefettura della provincia BAT, questa volta però aggravati dall' ondata di gelo." "Il diritto allo studio, - conclude Grimaldi - dovrebbe non solo essere garantito ma ancor di più tutelato; fino ad oggi però sembra che l' intera Amministrazione, Sindaco Cascella e Assessore Lanotte in primis; oltre alle rassicurazioni fine a se stesse, atte a rasserenare i ragazzi che nelle scuole ci fossero le adeguate condizioni climatiche per svolgere le lezioni, cosa poi rivelatesi infondata; abbiano fatto ben poco per tutelare il diritto allo studio e tutti gli studenti."

La nota di Gioventù Nazionale Barletta - «La popolazione studentesca si interroga su quali siano stati i criteri sui quali si siano basate le istituzioni di questa città, nel decretare le condizioni favorevoli ad una riapertura delle scuole. Ci si chiede se le verifiche fatte abbiano constatato l'effettiva inefficienza dei sistemi di riscaldamento presenti all'interno delle strutture scolastiche di ogni genere e grado. Ci si chiede a questo punto chi sia stato ad effettuare queste verifiche. È evidente che qualcosa non funzioni. Nessuno e niente è perfetto. Ma riteniamo che un confronto possa fare emergere delle lacune ad oggi inaccettabili. Come tanti anche noi riteniamo sia vergognoso nel 2017 sapere che nelle scuole molti studenti, sono costretti a dover seguire le lezioni in un ambiente freddo e quindi obbligati a dover avere la premura di utilizzare un abbigliamento pesante se non addirittura fornirsi di coperte da casa. Molti penseranno che questa è un'assurda esagerazione, ma noi in realtà affermiamo che tutto ciò è normale se un servizio come il riscaldamento viene a mancare, per il semplice motivo che il dover star fermi 5 o 6 ore porta automaticamente ad essere sensibili nel sentire le basse temperature. Ci preme anche ricordare che il freddo può rappresentare una minaccia per la salute. Ci chiediamo come sia possibile che nelle scuole, nel 2017, siano installati sistemi di riscaldamento vecchi, obsoleti. Il problema si aggrava anche con la presenza di infissi inadeguati, rovinati, che favoriscono un'esagerata escursione termica. La non continuità del funzionamento dei sistemi di riscaldamento, è un problema che esiste da anni su Barletta e di cui fino ad ora mai nessuno si è seriamente interessato per cercare di trovare una soluzione. Generalmente un sindaco è al vertice dell'ente territoriale locale e quindi deve impegnarsi a difendere e migliorare ciò che si trova sul proprio territorio. Sappiamo perfettamente che le scuole superiori sono di competenza provinciale, ma noi chiediamo che il sindaco si interessi affinché queste strutture un giorno possano diventare migliori e senza troppi problemi come quelli che si stanno affrontando negli ultimi anni. La provincia dovrebbe permettere agli studenti che dovranno sostenere in futuro l'esame di maturità, di poter seguire le lezioni senza nessun tipo di problema. Ma tutti ciò viene a mancare. Perché? Quale ingranaggio di questo sistema, non svolge perfettamente il suo lavoro? Ma soprattutto, a quando delle risposte aperte dirette ad un'intera popolazione? Riteniamo che l'attuale situazione sia insostenibile. Abbiamo strutture fatiscenti, impianti scadenti, infissi inadeguati, banchi e sedie usurate, ma nessuno si muove: come se tutto funzionasse con la precisione di un orologio svizzero. Come se niente avesse bisogno di interventi. Qual è il problema che blocca la difesa dei diritti di tutti gli studenti e giovani cittadini barlettani? Ma poi, cosa è successo in meno di ventiquattro ore agli impianti, quando apparentemente ieri erano perfettamente funzionanti? Tanti, troppi interrogativi, quelli che molti studenti ci porgono e che ovviamente noi condividiamo. La mancata soddisfazione di bisogni primari, essenziali, la riteniamo un'offesa a chi paga quelle tasse che dovrebbero portare a dei servizi funzionanti. La popolazione studentesca e non, aspetta delle risposte».

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