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Attualità
Il ricordo di "Cecco", il benzinaio col sorriso: «Contava i giorni che lo separavano dalla pensione»
La solidarietà di Giuseppe Filannino, presidente nazionale "Mai più Vittime sul Lavoro"
Barletta - giovedì 6 agosto 2026
10.54 Comunicato Stampa
«Barletta piange un uomo morto per il lavoro, perché Cecco è morto mentre andava al lavoro a pochi mesi dal raggiungimento dei suoi 43 anni di contributi e poi avrebbe gridato "BASTA", avrebbe festeggiato e cominciato a godersi una vita diversa, senza le solite levatacce, da Trani a Barletta, da casa a lavoro.» Così Giuseppe Filannino, Presidente Nazionale "Mai più Vittime sul Lavoro".
Il ricordo dell'Associazione "Mai più Vittime sul Lavoro": «Il benzinaio col sorriso, con la battuta sempre pronta, di pochi giorni fa la sua ultima battuta su whatsapp sul voler la certezza della data per far domanda di pensione, la certezza sulla data del suo ultimo giorno di lavoro, il giorno delle sue dimissioni, li contava i giorni oserei dire le ore che lo separavano da tale traguardo ma quel giorno Cecco non lo vivrà, vittima sul lavoro e non vittima del destino crudele.»
«Crudele è la vita quando toglie un marito, un padre ai suoi cari, quando resta il dolore insanabile per una morte talmente tragica, talmente assurda, crudele il dover ricordare non solo una morte sul lavoro ma la perdita di un amico - ha dichiarato -. Cecco possiamo solo sperare che la tua morte possa servire in qualche modo a far capire che la sicurezza sul lavoro è anche poter andar prima in pensione, poter molto prima godersi una vita fatta di sacrifici e non desiderarla quando bisogna lottare con gli inesorabili acciacchi di una vita di lavoro.»
«Non solo uno dei tanti mortali infortuni in itenere che riempiono le statistiche che ci dicono che tale infortunio in questi anni è terribilmente aumentato sino a diventare il 27% dei casi di infortuni mortali sul lavoro. A tutti noi che ti abbiamo conosciuto mancherà il tuo sorriso, la tua vitalità, ci mancherà non poter più fare un "pieno" di allegria!» ha concluso Filannino.
Il ricordo dell'Associazione "Mai più Vittime sul Lavoro": «Il benzinaio col sorriso, con la battuta sempre pronta, di pochi giorni fa la sua ultima battuta su whatsapp sul voler la certezza della data per far domanda di pensione, la certezza sulla data del suo ultimo giorno di lavoro, il giorno delle sue dimissioni, li contava i giorni oserei dire le ore che lo separavano da tale traguardo ma quel giorno Cecco non lo vivrà, vittima sul lavoro e non vittima del destino crudele.»
«Crudele è la vita quando toglie un marito, un padre ai suoi cari, quando resta il dolore insanabile per una morte talmente tragica, talmente assurda, crudele il dover ricordare non solo una morte sul lavoro ma la perdita di un amico - ha dichiarato -. Cecco possiamo solo sperare che la tua morte possa servire in qualche modo a far capire che la sicurezza sul lavoro è anche poter andar prima in pensione, poter molto prima godersi una vita fatta di sacrifici e non desiderarla quando bisogna lottare con gli inesorabili acciacchi di una vita di lavoro.»
«Non solo uno dei tanti mortali infortuni in itenere che riempiono le statistiche che ci dicono che tale infortunio in questi anni è terribilmente aumentato sino a diventare il 27% dei casi di infortuni mortali sul lavoro. A tutti noi che ti abbiamo conosciuto mancherà il tuo sorriso, la tua vitalità, ci mancherà non poter più fare un "pieno" di allegria!» ha concluso Filannino.
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