Giuseppe Lagrasta
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La città

Ettore Fieramosca. Lettere familiari. Ginevra di Monreale, “Diario Segreto” (seconda parte)

di Giuseppe Lagrasta, scrittore e saggista

Il "Diario Segreto" di Ginevra di Monreale, qui presentiamo la seconda parte, è stato ricavato dal ritrovamento di alcuni fogli dispersi, facenti parte delle "Lettere Familiari" che lo scrittore Giuseppe Lagrasta ha immaginato di ritrovare, per pura coincidenza, in un incunabolo del Cinquecento catalogato in una biblioteca di Napoli. Tra questi fogli l'autore ha scoperto, inoltre, un gruppo di fogli di diario firmati da Ginevra di Monreale e che Giuseppe Lagrasta, ha denominato, "Diario Segreto". Alcuni appunti sono scritti con calligrafia chiara e trasparente, altri con una calligrafia poco leggibile e con cancellature che rendono il testo poco comprensibile. Spesso gli appunti sono senza data, oppure con date cancellate e illeggibili. Così le "Lettere familiari" di Ettore Fieramosca si arricchiscono di un ulteriore tassello, qual' è il "Diario Segreto", costituito da narrazioni che tra loro intrecciate, definiscono la grammatica interiore dei protagonisti e l'alfabeto della disfida (impegno, volizione, resistenza, volontà, resilienza, partecipazione, libertà) che i protagonisti lottano, per imporre a sé stessi e agli altri, contrastando il destino scelto dagli altri per loro.

La scoperta di queste pagine, non deturpate dal tempo, ma con leggere fioriture, ha consentito di riunire i testi diaristici ed offrire ai lettori una continuità di materiali di scorrevole descrizione in modo da far scoprire le emozioni dei giovani capuani. Nel "Diario Segreto", Ginevra di Monreale descrive la relazione vissuta con Ettore Fieramosca, e il rapporto stabilito con la madre e il padre, il Conte Bosio, responsabile, tra l'altro, del presidio della città di Capua. Inoltre, Ginevra racconta le sue avventure di crescita e maturazione intellettuale connesse alla storia d'amore vissuta con Ettore Fieramosca.

Isola di Sant'Orsola, 11 Febbraio, 1503
Si disperdono le forze e senza forze combatto e lotto, anche se a tratti, mi stanco di respirare e vorrei fermarmi nel respiro, che riparte, salvandomi dal tempo eterno. La stanchezza, oggi, assume sembianze molto tristi e la fatica di resistere mi è venuta meno. Sono una forza senza forza che si dischiude alla forza del cielo, del vento e della terra, del fuoco e dell'acqua. E dei miei sogni.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio,1503
Quando si immagina il futuro, in età adolescente, si spalancano finestre di luci, abissi di soli, di tanti soli, ognuno con un volto e una felicità. Non più quella terrestre ma la felicità dell'anima, aerea, sognante, leggera, simile alla nobiltà del petalo, alla carezza della luna, al fiato di una stella. Ma lo stesso, mi sento smarrita, quando al tramonto, Ettore, non ti vedo giungere con la barchetta, tutto per me. E allora la solitudine mi immerge in un labirinto, senza finestre e senza più vie d'uscita.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio,1503
Avrò labbra per svelarti il segreto, il nostro; avrò voce per il nostro infinito canto; avrò luce per condurti tra le coltri del cuore della luna e farti felice.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio,1503
La passione di vivere facilmente si consuma e occorre alimentarla, nutrirla di tempo, di coraggio e di speranza. La passione di vivere abita nodi scorsoi, celle di isolamento che dovranno essere abitate per apprendere l'arte della vita mentre la gola è sempre serrata dalle insidie del giorno, dalle strane coincidenze della sorte, dai destini che si sovrappongono, dai pensieri che si consumano. Ed io non aspetto nessuno, se non il mio amore. Io non aspetto nessuno, se non la celestiale luce della calma quotidiana e della vita familiare. Almeno così spero. E credo.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio,1503
La gioia di vivere, la gioia di aspettare, di aspettarti. Ecco un sentimento costruttivo, una conferma della nostra esistenza, difficile sì, ma una esistenza impegnata a combattere il male che cammina nella società odierna. Ma passo dopo passo, con le idee che disseminano un senso della vita e una volontà di resistere alle offese subite ingiustamente, sarà possibile creare un terreno fertile per sopravvivere. L'alba e la gioia, invisibili agli altri della mia contenta felicità. Passo passo, passo passo, una musica allieta le mie giornate forse oscure? Ma domani ci sarà il sole. E' inutile scomporsi.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio, 1503
Dove volgo lo sguardo, dove volgo la mia tenerezza per la vita, incontro volti e nomi e persone, e storie che mi intridono sia di tristezze che di allegria. I viandanti, quando attraversano il bosco sono allegri e si fanno compagnia, per non aver paura delle sorprese che si nascondono tra i rami vetusti degli alberi. Così, la mia giornata è fatta di attraversamenti continui, di salite e discese sui ponti delle incertezze e delle gioie sconosciute ai più. C'è un momento di attesa e di sospensione. Chi abita, invisibile il bosco? Quale agguato occorre aspettarsi, come fare per non essere selvaggiamente colpiti? Non so, non so, scrivo e prendo appunti. Ho bisogno di capire, capire.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio,1503
La luce sugli ulivi, le ombre sul cammino, il bosco, il Monastero, la povertà, l'assenza, la presenza della preghiera. La mia curiosità verso l'avventura della vita, verso il futuro, verso la giovinezza ma anche verso la maturità. E poi. La tua voce, Ettore, i ricordi. E l'avventura dei nostri occhi di fronte ad una realtà invadente, complessa, avvelenata.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio,1503
Completamente esausta. Perché? Perché la necessità immediata di combattere il dolore, se pur invisibile agli occhi degli altri, chiede di interrompere le attività quotidiane e soffermarsi per capire, interrogarsi, scoprire nuove dimensioni sociali, che creano difficoltà. In linea di principio, attraversare la linea d'ombra, è necessario e richiede di frantumare alcuni fantasmi mostruosi che chiedono sempre di fare la resa dei conti.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio, 1503
Capua Barletta. Barletta Capua e ritorno. Fuga e tradimento. Fuga e ritorno. Salvazione? Improbabile soluzione. Tutto è vago e il vagheggiare fa perdere le tracce, quelle migliori, donateci dai nostri genitori. Punto e a capo. Con la meraviglia della scoperta, sempre viva, di andare incontro alla soluzione dei problemi.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio, 1503
Razionale, irrazionale, poesia e autobiografia, dolore e ragione, distruzione e creazione. Sosta dopo sosta chiedersi dove andare, qual è il percorso meno invaso da violenza e soprusi. Interrogare l'oracolo, ma quale oracolo mi hanno destinato gli avi?

Isola di Sant'Orsola, Senza data, 1503
Mentre assaporo forze nuove ripenso alla vita smarrita e persa e alla felicità perduta. Non c'è verità di fronte ai soprusi e alle falsità che ammanta la società di questi anni, poveri e deserti di emozioni, di sentimenti vivi, di passioni costruttive. Soltanto bocconi amari se non portatori di malattie ancestrali. Nella solitudine vedo fantasmi che impauriscono tutte le mie fibre vitali. Ma è normale preoccuparsi quando, ad un tratto nella notte, si sente che stanno aprendo la porta chiusa.

Isola di Sant'Orsola, Senza data, 1503
Mio padre, mia madre. Capua, i colori del cielo, il canto della luce nei giardini fioriti. E' primavera. E' la festa del sole. E' la festa di tutti, di giovani e donne, di bambini e anziani. E' la festa della luce, almeno così, io denominavo quelle giornate di sole bello, lucente e spiritoso. Ad ogni alba, c'è un pensiero che risorge vivo e in ogni cuore c'è una gioia che si spegne, una ferita che sanguina.

Isola di Sant'Orsola, 11 febbraio 1503
Esulta la luce nei campi. Esultano il sole e le foglie degli alberi. Esulta la forza della natura, che mi comprende e mi avvolge, proteggendomi.

Mattina

Abbandono una storia che mi ha consumato il sangue, esausta chiedo asilo alla mia volontà di essere e di resistere, cerco di dimenticare una vicenda, una vita e un matrimonio violento. Cosa resta, cosa mi resta? Sono lieta a me stessa di scoprire pian piano, la libertà. Mi manca molto la famiglia. I miei genitori. Ascolto il loro respiro, la loro vita, di lontano, come un'eco dolce e musicale. Musica di liuto.
Pomeriggio

Ricordi. È tutto un ricordo. La vita esausta delle ore, del tempo e del silenzio. E il cuore, che d'un solo battito felice, d'un tratto, si perde. Lontano.

Sera
Molto spesso non ho condiviso le ragioni di mio padre, né ho mai capito fino in fondo dove si nascondeva la verità, dove il pregiudizio, dove lo status quo. Non ho mai capito mio padre, sino in fondo. Né mia madre. Ma lo stesso, la mia confusione è aumentata. Si è fatta più insistente. Ora più che mai, avrei bisogno della loro presenza. Nonostante tutto.


Isola di Sant'Orsola, senza data, 1503

A chi appartiene la gioia del gioco in età adulta? Può essere condiviso il gioco dei giorni, il gioco della vita, le emozioni appassionate? E il silenzio? Non credo. Il silenzio è in sé, un sentimento, intimo e segreto. E si può soltanto condividere con pochi intimi. Soltanto con una persona. Perché vivere il silenzio vuol dire cercare una zona di partecipazione alla gioia della vita e ai disagi della vita. Con la speranza di vivere un momento di felicità.

Isola di Sant'Orsola, senza data, 1503

Quando arriva mezzogiorno io sono alla finestra. Conto le nuvole, riconto i disegni del cielo, riconto i colori. E non li dimentico, sperando nel viaggio sul sole e nel viaggio sulla luna. Sì, adoro immaginare questi viaggi celesti. Mi avvicinano a Dio.

Isola di Sant'Orsola, senza data, 1503


Oltre gli orizzonti. Oltre le emozioni. Oltre le paure. Oltre il senso del vuoto. Mi chiedo. Ma perché non sei qui? Con me. Oltre il cielo, sì, occorre interrogare l'alfabeto del cielo. Forse, forse, una risposta, arriverà. Ancora la speranza. Ma poi? Sì, certo. La forza e il coraggio da trovare oltre la vita quotidiana.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio, 1503
Pomeriggio
Non spazio. Non tempo. Non immagini. Nulla?
Così il frastuono del Tempo, frantumerà le sicurezze degli orologi. E noi Ettore, saremo uniti. Per sempre.
Sera
Si muovono le foglie, e nell'aria si sente uno strano profumo di primavera dimenticata. E' ancora lontana la primavera dopo questo freddo inverno e un autunno ovattato e tiepido. La luna? Anche la luna prende spazio in questa notte chiara. E il vento che oscilla come un'ombra che viaggia tra lo spazio della finestra scura e la mia mente esausta, è stanca di pensare. Serve umorismo. Un po' di umorismo, per favore. L'ironia, l'ironia. Altrimenti non se ne viene a capo.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio, 1503
La mia giovinezza? Perduta tra i fiori di pesco.

Isola di Sant'Orsola, senza data, 1503
Si ritorna alle origini, alla ricerca delle proprie radici. Ma io non mi sento di tornare a Capua. Per adesso desidero stare sempre più vicino ad Ettore, anche se i giorni sono tutti uguali e il respiro profondo del mare mi tiene compagnia, mentre quando il vento si fa più forte, qualunque frastuono di una porta che sbatte mi taglia il fiato. E' così, quando si vive per troppo tempo da soli.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio, 1503
Vi è mai accaduto di sognare e sognare ad occhi aperti? Soprattutto quando si è bambine? Quando si è perdutamente innamorati del primo amico di giochi? Ma cosa avete provato al risveglio? Un senso di vuoto, un mancamento, una lieve sorpresa per essere ancora vive e vegete, oppure il respiro si è fermato alla gola, provocando un senso di nodo, continuo? Vi parlo, amiche, a cuore aperto, segnando il profilo doloroso della luna innamorata e la misura del sole, ormai preso dall'amore per la primavera.

Isola di Sant'Orsola, data illeggibile
L'indifferenza è una brutta bestia. Deruba il minimo respiro che resiste alla miseria umana e alla fragilità dei mondi. Dov'è il sale della terra?

Isola di Sant'Orsola, data illeggibile
Nel silenzio degli abissi le ombre vivono la doppia vita, tra miserie, gioie e allegrie. E con loro spesso mi incontro, e facciamo il gioco delle maschere, le simulazioni delle trappole e delle tagliole. I giochi dei mondi infiniti. Sapete come si svolgono i giochi dei mondi infiniti ed eterni? Si inscena il ballo della polvere, della cenere, dei calchi vuoti, dei fuochi e dei lapilli. Mi accontento delle tenerezze della sera. Giovane che ha fretta.

Isola di Sant'Orsola, data illeggibile
Non so, se nei prossimi giorni, Ettore mi troverà ancora qui , nel Monastero. Sento un brusìo, un brontolio, un andirivieni delle ombre, che mentre le osservo, credo che non mi siano più amiche. E quando le ombre si trasformano in nemiche occorre prepararsi alla sfida. Altrimenti tutto è vago e la vaghezza innalza siepi che lo sguardo, esclude.

Isola di Sant'Orsola, data illeggibile
Piccole gioie della sera. Il suono delle onde, il brusìo delle ombre, le parole della notte. Ah! Le parole meravigliose della notte, le voci che mi fanno compagnia. Esistere soltanto nella notte. Amo le modificazioni per trovare le parole per dirlo.

Isola di Sant'Orsola, data illeggibile
Quando verrai e scoprirai che hanno sabotato il mio labirinto, poniti alla mia ricerca. Scovare il Valentino, stanare il Valentino. Ti Aspetto!

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