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Bandi e concorsi

Regione, il caso: «Vincitrici del bando, ma non possiamo usufruire della borsa di studio»

Formalmente vincitori del bando, chi frequenta ancora l’università non ha potuto accedere ai corsi per cui ha ottenuto la borsa di studio

Una borsa di studio fino ad 800 euro per accedere a corsi di formazione universitaria per l'acquisizione della qualifica di educatore socio-pedagogico. È l'oggetto del bando regionale, diffuso a tutti i Comuni pugliesi e rivolto al personale già in servizio negli asili e nelle scuole per l'infanzia. Sarebbero stati in pochi ad aver inoltrato la domanda e ad essere stati ammessi alla fruizione del contributo economico per il perfezionamento professionale. Il problema è che in molti, tra questi, non avrebbero potuto iscriversi ai corsi selezionati, nonostante fossero risultati vincitori del bando.

«A fine agosto abbiamo inoltrato la domanda di ammissione al bando – ci raccontano due laureande di Barletta, già educatrici in una scuola per l'infanzia – A dicembre è stata pubblicata la graduatoria dei vincitori, che ci è stata comunicata a gennaio con la raccomandazione che entro dieci giorni avremmo dovuto iscriverci ad un corso da 60 crediti formativi. Nonostante il corso da noi individuato, presso l'Ateneo di Bari, fosse già iniziato a novembre, l'Università avrebbe comunque accettato la nostra iscrizione. Se non fosse che – spiegano le due studentesse universitarie – la segreteria ci ha comunicato che non avremmo potuto immatricolarci perché già iscritte ad un corso di laurea».

Il tutto sembra essere dovuto ad un errore nella redazione del bando stesso, nel quale non è stato indicato come motivo di esclusione o incompatibilità, l'eventualità che il potenziale beneficiario fosse iscritto ad un corso di laurea. Non è possibile, infatti, essere iscritti contemporaneamente a due corsi universitari distinti e, per l'appunto, i corsi di formazione ai quali la borsa di studio offerta dal bando permetteva di iscriversi, sono corsi universitari.
Requisiti di ammissibilità alla borsa di studio
Trattasi di un'informazione sempre specificata in simili bandi, ma non riportata in quello in oggetto. Il risultato è che parte dei soldi stanziati dalla Regione Puglia, circa 14 mila euro in totale, derivanti dal "Fondo nazionale per il Sistema Integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita sino a sei anni", non saranno spesi, tornando nelle casse pubbliche. Così, il paradosso: «Abbiamo subito comunicato il disguido al Comune di Barletta, il quale a questo punto ha dovuto chiederci di rinunciare alla borsa di studio, nonostante ne fossimo risultate regolari vincitrici».

Insomma, un bel pasticcio, ma soprattutto un'occasione persa, prima per i candidati al bando regionale e poi per la Regione Puglia. Che questa possa trovare una soluzione alternativa? «Non abbiamo rinunciato alla borsa di studio, ma abbiamo inviato una mail al Comune spiegando la questione dell'incompatibilità rilevata e chiedendo, inoltre, di mantenere comunque la borsa di studio, perché nel bando non era specificato nulla in tal senso, tanto che ne siamo risultate vincitrici. Fino ad oggi – concludono – non abbiamo ricevuto nessun tipo di risposta».
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