Savino Montaruli
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Scuola e Lavoro

Racket e usura: Unimpresa invita a non abbassare la guardia

Montaruli: «Le micro-estorsioni sono un nuovo, preoccupante, fenomeno». Bisognerebbe fare un approfondimento sociologico, storico e culturale

«Racket, usura ed estorsioni rappresentano fenomeni criminosi spesso sottovalutati ma sempre presenti e fortemente radicati, anche nel nostro territorio. Al contrario degli atti criminali che "fanno clamore", come rapine, scippi, omicidi, spaccio di sostanze stupefacenti, micro e macro-criminalità, i reati legati al racket, all'usura ed alle estorsioni sono spesso difficilmente smascherabili e a volte anche difficilmente punibili in quanto nascondono, il più delle volte, una sorta di complicità tra l'estorsore e l'estorto. Spesso, infatti, questo legame nasce all'interno di conoscenze o addirittura rapporti familiari e quello che diventerà il futuro estorsore o "cravattaro", dapprima viene visto quasi come un benefattore che si rende disponibile ad "aiutare" il soggetto in difficoltà economica».

Ne ha discusso il direttore di Unimpresa Bat, Savino Montaruli, in una serie in incontri istituzionali. Il primo, che ha visto anche la partecipazione di una delegazione di commercianti, si è svolto a Bari, con il Prefetto dott. Carlo Schilardi. Montaruli ha discusso dell'argomento anche con il Questore e con il Sottosegretario all'Interno, On. Alfredo Mantovano, e, ancora più recentemente, a Molfetta, lo scorso 21 ottobre, durante l'incontro privato con il Console generale di Germania a Napoli, Christian Much, in visita presso la sede dell'Associazione Provinciale Antiracket Antimafia, della quale lo stesso Direttore Montaruli è componente effettivo del Consiglio Direttivo, alla presenza anche di rappresentanti delle Forze dell'Ordine e dell'Amministrazione comunale. Il Console ha voluto conoscere approfonditamente la nostra realtà territoriale e l'analisi della Provincia Barletta-Andria-Trani è stata oggetto della relazione del Direttore di Unimpresa Bat, unico rappresentante di questo territorio, presente all'incontro

«Bisognerebbe - spiega Montaruli - fare veramente un approfondimento sociologico, storico e culturale sui vari fenomeni legati a questi tipi di reati, proprio perché molto differenti e differenziati tra di loro. Se il ricorso al prestito ad usura ha delle proprie caratteristiche peculiari, diverso discorso andrebbe fatto per quanto riguarda il racket e le estorsioni. Seppur il nostro territorio appare essere "disomogeneo" dal punto di vista delle organizzazioni strutturate e dedite al racket e alle estorsioni, ne abbiamo esempi nell'interland barese ed in alcuni comuni di quell'area, bisogna dire che, seppur in assenza di tali forme di organizzazione, anche il nostro territorio del Nord-Barese ha dimostrato, nel tempo ma anche recentemente, di essere appetibile e fortemente interessato anche da questa forma di criminalità. Le denunce di alcuni imprenditori taglieggiati, le eccellenti operazioni di intelligence investigativa e l'impegno continuo e costante delle Forze dell'Ordine, unitamente alla collaborazione di alcune Associazioni, stanno facendo emergere questi casi, anche nel nostro territorio. Esistono, poi, tante situazioni "collaterali" che non aiutano a contrastare l'ascesa dei reati legati all'usura, in primis la crescente e sempre più evidente crisi economica che colpisce non solo il mondo delle Imprese ma anche le famiglie e la sempre crescente richiesta di disponibilità economica anche per futili utilizzi come quello legato al gioco, lecito e clandestino.

Altro elemento di fortissima preoccupazione è rappresentato da un ulteriore fenomeno che si sta sempre più diffondendo, con il forte rischio che assuma carattere di "normalità" e di "accettazione passiva": ci riferiamo a quello delle piccole estorsioni, volutamente piccole tanto da indurre il taglieggiato a non sporgere denuncia proprio a causa dell'entità esigua della richiesta. Questo, però, è un fenomeno pericolosissimo e la richiesta di piccole ma costanti somme di denaro da parte di chi si avvicina all'imprenditore dichiarandosi ex carcerato piuttosto che disoccupato con precedenti penali o, più genericamente, come persona in difficoltà economica, se sottovalutato, può veramente sfociare in quella "rete organizzata" che porta a ben più gravi conseguenze. Si tratta, quindi, di fenomeni che vanno profondamente analizzati e contrastati».
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