Palazzo di città di Barletta. <span>Foto Ida Vinella</span>
Palazzo di città di Barletta. Foto Ida Vinella
Politica

Politica, Sinistra Italiana: «Barletta sotto scacco a causa dell'immobilismo»

«Abbiamo evidenziato tutti i limiti e i fallimenti del modello politico della "grande ammucchiata"»

«Quattro anni fa l'ex sindaco Cannito ha messo su e ha dato forma a un'accozzaglia politica che teneva dentro diverse sigle accomunate da una sola ideologia: gestire il potere a qualsiasi costo. Ne è venuto fuori un immobilismo che ha tenuto sotto scacco Barletta, costringendola in un torpore del quale i cittadini e le cittadine pagheranno le conseguenze per anni». Entra nel vivo il dibattito politico nel percorso verso le prossime elezioni comunali: così Sinistra Italiana Barletta esprime il proprio punto di vista attraverso la nota a firma del segretario Giuseppe Defazio.

«Grazie alla nostra mozione di sfiducia abbiamo sbarrato la strada a quell'esperienza, evidenziando tutti i limiti e i fallimenti del modello politico della "grande ammucchiata". Allo stesso tempo alle forze che sin dal primo momento hanno fatto coerentemente e con spirito propositivo opposizione in Consiglio Comunale e a tutti quelli che pur non essendo in Consiglio hanno contribuito ad un sano dibattito attraverso le proprie posizioni critiche, abbiamo proposto di gettare le basi per un'alternativa di governo locale forte e credibile. Nonostante questo, negli ultimi giorni, in vista delle prossime elezioni amministrative, il PD, che pure era all'opposizione con noi e con il M5S, sembrerebbe proporsi alla città con un modello identico a quello di Cannito, chiedendo a tutte le forze politiche di superare le proprie appartenenze e i propri valori per mettersi insieme e governare a qualsiasi costo. Infatti stando alle ricostruzioni giornalistiche (ad oggi mai smentite da nessun esponente del partito) il PD starebbe lavorando ad un'alleanza che comprende al proprio interno il centrodestra con esponenti di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, più tutti i transfughi della precedente amministrazione Cannito.

È evidente che questo tipo di operazione escluderebbe la possibilità di costruire un'alleanza progressista con un'idea chiara di città, tirandosi fuori dal centrosinistra e preferendo continuare nel solco dell'ex sindaco e del trasversalismo che ha ingessato ogni possibile azione di sviluppo futuro. Se questi presupposti corrispondono alla realtà, il PD non potrà essere un interlocutore credibile né per noi, né per quanti negli anni, con coerenza, hanno rigettato a tutti i livelli, i modelli politici basati sui trasformismi e gli opportunismi. Crediamo invece che sia necessario dare un'alternativa vera a Barletta, un'alternativa che abbia gli obiettivi che noi abbiamo condiviso in questi anni con le forze politiche, con i movimenti, con le associazioni, un'alternativa connotata da progetti condivisi e realizzabili in tempi consoni, da una sana gestione del denaro pubblico, da un ambientalismo vero e non di facciata, dal contrasto alle disuguaglianze e dalla lotta ai fenomeni criminali di stampo mafioso che stanno caratterizzando la cronaca recente.

La pandemia ha lacerato la nostra comunità cittadina e per questo riteniamo che l'opportunità dei fondi europei del PNRR debba essere utilizzata per colmare le gravi carenze che caratterizzano Barletta, soprattutto a favore delle fasce sociali che hanno veramente bisogno, e non come una grande mangiatoia o una torta da accaparrarsi a tutti i costi. Alla città di Barletta serve una primavera politica e culturale che punti sul rilancio dell'economia, sulla garanzia di nuovi e stabili posti di lavoro, su maggiori investimenti nelle scuole cittadine e sull'innovazione tecnologica, sul potenziamento dei servizi pubblici e sullavalorizzazione del tessuto culturale, per uscire dal pantano a cui ci ha costretto un sistema politico basato su accordi di potere miopi e dannosi.

Sinistra Italiana, proseguendo il percorso cittadino con Coalizione Civica, lavorerà nei prossimi giorni a concretizzare un progetto di alternativa con quanti vorranno porre fine ai modelli predatori di gestione della cosa pubblica, promuovendo un'idea chiara della città futura che sia in netta controtendenza con gli errori e gli orrori del recente passato» conclude Defazio.
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