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Perché a Barletta si respira aria di elezioni anticipate

In attesa del prossimo consiglio comunale il centrosinistra lancia appelli

Non c'è un prezzo per rientrare in maggioranza. A sentire qualcuno dei consiglieri di Cantiere Barletta, non sarà l'assegnazione di qualche assessorato a ricucire lo strappo con il sindaco Cannito. Neanche un azzeramento di giunta, inizialmente richiesto dai consiglieri in rotta con l'amministrazione, sarebbe utile. Ormai «non è più una questione di postazioni» ci confida uno dei consiglieri del nuovo gruppo.

La tensione è tanta a Palazzo di città in questi giorni. Complice l'approssimarsi di un Consiglio comunale cruciale. A fine mese arriverà in aula il rendiconto finanziario del 2020. La sua mancata approvazione comporterebbe scioglimento dell'organo assembleare ed elezioni anticipate in primavera 2022.

Fiducia

È una questione di numeri. Ma i numeri al momento non ci sarebbero. E le opposizioni non si rendono disponibili a salvare l'amministrazione. Non lo faranno i 5 stelle. Lo escludono esplicitamente i referenti di Coalizione civica e del Partito democratico. Tutto dipende dai sei consiglieri di Cantiere Barletta.

Il fatto che il rendiconto si riferisca allo scorso anno, quando una maggioranza ancora c'era, non rende scontato il loro voto. «Quello è un atto di fiducia politica – ci dice un consigliere del neo-nato gruppo – Bisogna valutare se la fiducia c'è o oppure no. Ma oggi non c'è ancora una decisione che lascia presagire quale sarà la votazione».

Qualche giorno fa il sindaco Cannito diceva di confidare «nel senso di responsabilità dei consiglieri». Ma la frattura appare profonda. Lo dimostra il fatto che, nell'ultima riunione dei capigruppo, i consiglieri rimasti in maggioranza hanno fatto in modo che il Consiglio venisse fissato dopo il 27 luglio. Se così non fosse stato, invece, l'eventuale mancata approvazione del rendiconto avrebbe comportato le elezioni già ad ottobre 2021 (come sancito dal decreto legge n. 25 del 2021). Troppo presto per organizzare una campagna elettorale. Meglio in primavera.

Appelli

Nell'attesa di capire se tutto questo sia un bluff oppure no, nel centrosinistra si gettano le basi per tessere alleanze. Lo fa Coalizione civica con un invito aperto a «tutte le forze democratiche, moderate e progressiste per costruire un'alternativa stabile». Lo fa anche il Partito democratico che, con le parole del suo segretario cittadino Rosa Cascella, si rivolge a «chi ancora si riconosce nel centrosinistra» perché «serve un programma di rilancio del territorio guidato da persone all'altezza di questo gravoso compito».

Gli uni disponibili a dialogare con gli altri, ma a condizioni diverse. Da un lato, Coalizione civica che pone il veto sull'accogliere in casa chi ha sostenuto Cannito in questi tre anni. Dall'altro il Partito democratico che nel ricostruire il centrosinistra intende replicare lo schema proposto da Emiliano alle scorse regionali coinvolgendo, quindi, anche chi è seduto tra i banchi di maggioranza.

Nel mezzo, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che con le due forze hanno collaborato all'opposizione, ma che certamente non digeriscono il governo Emiliano. Tanto meno l'appoggio all'esecutivo regionale del loro stesso Movimento.
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