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Mensa a Barletta, cambia il centro cottura ma i problemi del personale restano

Filcams Cgil Bat: «Ci troviamo di fronte ad un taglio del numero delle ore di lavoro»

"Un servizio pubblico degno di questo nome, effettuato nel pieno rispetto degli standard minimi qualitativi e nel rispetto del lavoro", è questo che deve garantire l'attuale gestore del servizio mensa a Barletta, l'Ati La cascina-Solidarietà e Lavoro che occupa 52 addetti in "precaria condizione lavorativa", denunciano dalla Filcams Cgil Bat auspicando "una rapida soluzione delle criticità".

"Nello specifico – spiegano Tina Prasti e Mimmo Spera, della Filcams Cgil Bat – ci troviamo di fronte ad un taglio del numero delle ore di lavoro di numerose figure professionali come cuochi, autisti e addetti al servizio mensa che contrasta con l'impiego di personale che opera in aggiunta alla platea storica degli addetti che ha da sempre lavorato presso i siti comunali oggetto dell'appalto. La loro presenza sembrerebbe indicare una necessità di impiego che non giustifica il taglio delle ore degli operatori in forza. Per esempio, i due cuochi che da 15 anni sono impiegati presso le mense scolastiche sono passati da 40 a 30 ore settimanali di lavoro, l'aiuto cuoco da 25 a 20. Stessa cosa è accaduta nel settore dei trasporti degli alimenti. Anche in questo caso, è stato inserito, in aggiunta, un autista non facente parte della platea storica dell'appalto. Le dipendenti addette al servizio mensa sono passate da 15 a 12 ore e mezza settimanali. Inoltre, il servizio di distribuzione dei pasti non è puntuale, non rispetta l'orario d'arrivo prestabilito. E la situazione non è cambiata con l'apertura del centro cottura a Barletta, infatti i lavoratori ci raccontano ulteriori problemi, oltre a quelli che già si vivevano partendo dal centro di cottura di Bari, con autisti/magazzinieri che svolgono il lavoro di addetti servizi mensa, ritardi nelle consegne dovute al taglio delle ore, contenitori vuoti che rimangono nelle scuole fermi perché non si ha la possibilità di ritirarli visto il carico di lavoro eccessivo (i soliti giri che in 15 anni si sono svolti con l'ausilio di 5 autisti e 5 furgoni, oggi vengono svolti con 4 autisti e 4 furgoni)".

Tante le questioni sollevate da lavoratori e segreteria sindacale che auspica "una immediata soluzione della vicenda per il bene della collettività. Il problema – concludono Spera e Prasti – ci sembra di poter dire che sia l'eccessivo ribasso dell'offerta fatta ma, a prescindere da questi aspetti tecnici, chiediamo al sindaco Mino Cannito di intervenire affinché si ripristinino gli orari di lavoro per quello che è sempre stato in 15 anni facendo marcia indietro rispetto ai tagli effettuati".
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