Barletta pronta a ospitare un nuovo gruppo di bimbi ucraini
Barletta pronta a ospitare un nuovo gruppo di bimbi ucraini
La città

Barletta pronta a ospitare un nuovo gruppo di bimbi ucraini

Si tratta del 7^ progetto per l’associazione G.A.B.B.: parla il presidente Francesco Bia

L'associazione G.A.B.B. (Gruppo Assistenza Bambini Bisognosi Onlus) di Modugno continua a realizzare e a rendere concreti progetti che donano – seppur per breve periodo – 'nuova vita' ai più piccoli che vivono in territori devastati dalla guerra.

Dopo l'accoglienza dei 16 bambini ucraini avvenuta prima di Natale, ritorna una nuova ventata d'aria fatta di amore e leggerezza per altri piccoli dell'Ucraina, sconvolta ancora dalla guerra. Questa volta si tratta di un periodo compreso tra il 25 giugno e il 25 agosto prossimi, nel quale i bambini potranno finalmente godere a pieno del loro diritto di essere liberi e felici.

Barletta è uno delle città in cui alcune famiglie hanno dato all'associazione la loro disponibilità per accogliere i piccoli ucraini: attendono con gioia il loro arrivo.

Nell'occasione abbiamo intervistato Francesco Bia, presidente dell'associazione G.A.B.B.

In questo nuovo progetto quanti bambini verranno accolti, da dove provengono e soprattutto in quali paesi verranno accolti?
«Questo progetto è il settimo da quando abbiamo iniziato questo percorso di accoglienza per minori provenienti dall'Ucraina. Arriveranno 42 bambini dal 25 giugno al 25 agosto (date indicative). Stiamo avendo un ottimo riscontro, abbiamo sempre più richieste da parte delle famiglie, in modo particolare a Barletta. Ma soprattutto sono tante le richieste da parte delle autorità ucraine di volerci mandare sempre più bambini da ospitare».

Una situazione ancora drammatica quella che l'Ucraina sta vivendo, in modo particolare Nikopol e Berezan', dove questi bambini, insieme alle loro famiglie rimangono spesso isolati, bombardati: «A Nikopol prendiamo circa il settanta per cento di questi 42 bambini, i bombardamenti hanno distrutto completamente la stazione ferroviaria che poi era anche il polo dal quale partivano quasi tutti i bambini e in più molti uffici comunali e abitazioni civili sono stati rasi al suolo. Questo implica che i bambini non possano uscire per via terrestre e debbano – ogni cinque - essere scortati da militari in questa zona rossa. A questo proposito il trasferimento sarà ancora più oneroso».

A questo si aggiunge un ulteriore ostacolo: «Non riusciamo a trovare un legale che ci possa dare la documentazione secondo la quale le mamme ufficialmente depongono per fare in modo che i bambini vengano mandati in Italia sotto la nostra responsabilità».

I bambini arriveranno non solo nella Bat, ma anche in diverse famiglie del barese e anche un gruppo molto nutrito nelle zona del leccese sia Adriatico che Ionio».

A volte questi bambini, nel caso in cui siano orfani, potrebbero anche essere adottati dalle famiglie?
«Attualmente la norma vigente del presidente Zelens'kyj congede l'uscita solo ai bambini che hanno genitori biologici. In questo caso i nostri bimbi hanno quasi tutti solo la mamma, perché hanno perso il papà in conflitto oppure non si hanno più notizie da quando i propri papà sono al fronte. Quindi al momento possiamo accogliere solo i bambini che hanno la tutela biologica».

Vana la possibilità di ospitare i bambini orfani, tantomeno di adottare li stessi che vivono in Polonia: «Anche se vivono in Europa l'autorizzazione e le normative sono tutte a carico dell'autorità ucraina»

Quali sono i prossimi progetti in cantiere?
«Abbiamo iniziato un percorso con l'associazione 'Uniti per l'Ucraina' attraverso la quale stiamo cercando di mandare sempre più aiuti umanitari, principalmente per bambini in età pediatrica. Abbiamo anche avuto una richiesta d'aiuto immediata dai villaggi di Berezan' di omogeneizzati e pannolini per bambini dagli 0 ai 3 anni.

Inoltre negli ultimi tempi abbiamo acquistato anche quattro generatori di corrente perché sempre in questi villaggi – diversamente da Nikopol in cui ci sono i bunker – non ci sono bunker e dopo i bombardamenti anche le strutture elettriche sono saltate.

C'è stato anche un incontro tra le autorità ucraine, il sindaco di Bari e il presidente della regione della città di Odessa, dove abbiamo fatto un accordo bilaterale che porterà al termine – si spera – della guerra a una serie di realizzazioni di orfanotrofi con un percorso di formazione scolastica e scambi culturali»: stesso accordo fatto con Černobyl.
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