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IPASVI Bari e Bat difendono la categoria: «Attacchi strumentali, si faccia chiarezza»

Il caso è scoppiato dopo alcune denunce su presunte richieste di denaro ai pazienti

Gli infermieri del servizio 118 di Bari e Barletta - Andria - Trani vanno al contrattacco. E lo fanno, attraverso i loro ordini professionali IPASVI, con la sottoscrizione di un documento nel quale chiedono, alle Procure della Repubblica di Bari Trani, di aprire un'inchiesta per accertare quanto è stato riportato attraverso alcuni servizi giornalisti, in merito ad alcuni disservizi del 118. La vicenda risale a poche settimane fa, quando è esplosa una vera e propria bomba mediatica, a seguito di un documento inviato dal coordinatore del servizio territoriale 118, Antonio Di Bello, ai referenti d'area del servizio di emergenza/urgenza, con il quale si chiedeva di verificare se si fossero effettivamente registrati gravi episodi, addebitati ad alcuni equipaggi del 118. Tra questi comportamenti, tutt'altro che leciti, venivano riportati anche presunte richieste di denaro da parte degli infermieri ai pazienti o, caso ancor più grave, situazioni nei quali i sanitari si sarebbero rifiutati di effettuare interventi in emergenza.

Gli infermieri del 118 di Bari e Bat e i loro ordini professionali, rappresentati dai presidenti Saverio Andreula e Giuseppe Papagni, hanno deciso di passare al contrattacco e chiedere alle Procure della Repubblica di Bari e Trani di verificare se è stata aperta un'inchiesta su presunti abusi e omissioni di medici e infermieri del servizio 118, di accertare la verità dei fatti per consentire di isolare le cosiddette "mele marce", ma anche di essere pronti a presentare una denuncia per diffamazione e calunnia nei confronti di chi ha voluto generalizzare la questione, accusando gli infermieri di prendere soldi dai pazienti.
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