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«Il sud che guarda avanti punta all'innovazione»

OrizzonteSud: il viaggio del Corriere della Sera riparte da Barletta

È un sud che guarda avanti, quello presentato nel corso della terza edizione di OrizzonteSud, che parte proprio dalla città della Disfida. Un sud che non ti aspetti, un Meridione che ha voglia di crescere e aprirsi al mercato internazionale contrariamente a tutte le tendenze - l'America Trumpiana ad esempio, che sembra negli ultimi tempi volersi chiudere - che ne descrivono solo le lacune il più delle volte. Un sud che ha voglia di crescere, di imporsi su larga scala per divenire motore trainante di uno sviluppo nazionale e internazionale al contempo.

Nella Bat come nel resto della nostra regione, vi sono aziende poco conosciute per la maggiore ma che rappresentano un grande volano per l'economia territoriale e internazionale poiché in grado di competere in tutto il mondo. A loro va dato ampio respiro e spazio, a loro grande riconoscimento. «Ma la sensazione è che in Italia siamo stati conquistati da un ottimismo di facciata - interviene Pasquale Casillo, Presidente Casillo Group - e viviamo in un paese il cui governo ha una prospettiva oscura. Proprio per questo però dovremmo lavorare per concorrere alla creazione di nuove imprese e all'accrescimento di quelle presenti».

Con questa riflessione, si è aperto l'incontro - moderato da Antonio Polito, Vice Direttore del Corriere della Sera - alla presenza di numerosi esempi virtuosi di aziende che nel sud credono ancora, che vi lavorano per migliorarsi e puntano all'innovazione. Sì, perché «solo grazie all'innovazione è possibile raggiungere un successo che possa dirsi significativo». A prendere la parola durante l'incontro Marina Lalli, Direttore generale delle Terme di Margherita di Savoia, la quale ha lamentato però la burocrazia dei nostri territori che acuisce la lacuna nel settore sviluppo. «Viviamo tempi velocissimi in cui i soli capaci di fronteggiare tale velocità ed essere al passo con i tempi sono purtroppo le grandi imprese».

Esempi quali quella presentata da Christian Mucci, direttore marketing Mucci Giovanni Srl, dovrebbero inorgoglirci. «In linea con il tempo storico culturale presente - ha spiegato - la quarta generazione della mia famiglia da me rappresentata quest'oggi, mira a varcare i confini nazionali puntando ad un prodotto che abbia e che ha le certificazioni adatte per poter essere consumato anche da ebrei e islamici senza che ciò contravveda l'osservanza religiosa. Puntiamo anche al mercato russo e siamo la prima azienda italiana a produrre tenerelli vegani». Ha poi spiegato che il segreto per il successo sta nel produrre un prodotto al passo con i tempi e l'ambizione, dopo la recente collaborazione con il brand di Roberto Cavalli, è quella di puntare al settore moda high fashion con un tenerello maculato. Innovazione, lungimiranza, conoscenza, approfondimento: queste le cifre per migliorare e migliorarsi.

Per far funzionare un'impresa nel nostro paese occorre che il prodotto abbia la propria unicità, che utilizzi materie prime di qualità, che rispetti le norme di sicurezza,che faccia ricerca e ciò può avvenire solo se vige una proficua collaborazione con il mondo universitario e dell'istruzione. «Occorre però - interviene Margherita Mastromauro, direttore generale pastificio Riscossa - che vi sia una più pratica collaborazione con le istituzioni. Con esse infatti gli imprenditori condividono responsabilità sociali. Non solo fondi che spesso non vengono nemmeno utilizzati ma precise analisi di mercato, come quelle fatte in azienda prima del lancio di un prodotto».

A conclusione dell'incontro ciò che ne emerge è che per combattere una piaga sociale, quale è la mancanza di lavoro nel nostro paese, occorre conoscere appieno le tendenze. Se è il terziario e il bisogno di servizi, occorre puntare su questo. Serve costruire politiche che possano funzionare nel medio e lungo periodo comprendendo le lacune del nostro paese e il perché a differenza di altri paesi il nostro non ha raggiunto tali risultati. Un sud dalle molte contraddizioni se si pensa ai limiti spesso delle reti ferroviarie e dei disastri ultimi e fin troppo noti alle cronache, ma un sud che può e deve crescere e rappresentare il volano dell'economia. L'orizzonte della ripresa parte dalle nostre latitudini ma come ribadito dal sindaco Pasquale Cascella «occorre fare rete».
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