Il ricordo della maestra Lucrezia Germinario
Il ricordo della maestra Lucrezia Germinario
Scuola e Lavoro

Il ricordo della maestra Germinario: una vita dedicata all’insegnamento tra Barletta e Giovinazzo

A più di un anno dalla sua scomparsa, la sua memoria vive nei numerosi allievi da lei seguiti tra i banchi della "Musti"

È trascorso poco più di un anno dalla scomparsa della maestra Lucrezia Germinario, venuta a mancare il 18 agosto 2024 all'età di 83 anni. Una figura che ha segnato la memoria collettiva di tanti allievi, lasciando dietro di sé il ricordo di una scuola di altri tempi, magari dall'aria più austera e discreta rispetto ad oggi, ma certamente ricordata con affetto e riconoscenza.

Nata a Molfetta il 14 gennaio 1941, dopo gli studi al convitto e all'Istituto Magistrale "Vito Fornari", dove si diplomò nel 1959, intraprese presto la carriera di insegnante. Dopo un breve periodo in pre-ruolo, ottenne la cattedra di ruolo e fu assegnata alla scuola elementare Musti di Barletta, dove insegnò dai primi anni Sessanta fino al 1971.

In quell'anno, dopo il matrimonio con Arcangelo Devenuto, si trasferì a Giovinazzo, iniziando un lungo percorso al Circolo didattico San Giovanni Bosco, che la vide in servizio fino al pensionamento nel 1998.

Quasi quattro decenni di insegnamento che hanno accompagnato generazioni di studenti, tra Barletta e Giovinazzo.
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Chi l'ha conosciuta come insegnante ricorda una docente rigorosa e rispettosa delle regole, ma al tempo stesso capace di ascolto, comprensione e attenzione verso i suoi alunni, affettuosamente "materna". "Un'insegnante vecchio stampo, seria e riservata", la descrivono gli ex studenti, che ancora oggi ne sottolineano la professionalità e la dolcezza.

A partire dal quinquennio 1991-1996, quando l'organizzazione scolastica a insegnante unico lasciò spazio ai primi team, la maestra Germinario si dedicò all'insegnamento della Lingua Italiana, trasmettendo passione per lo studio e amore per le parole. Valori civili e cristiani come solidarietà, attenzione agli altri e senso del dovere hanno accompagnato la sua missione educativa, in cui insegnare significava prima di tutto formare persone.

Negli ultimi anni, dopo il pensionamento, ha vissuto in solitudine, accudita dal figlio Antonio Devenuto, fino alla scomparsa nell'agosto 2024, a seguito di complicazioni legate a una frattura del femore.
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