Eraclio Colosso
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Il popolo della Provincia vuole Barletta come sede legale

Il Consiglio decida secondo giustizia

Riceviamo e volentieri pubbichiamo, questa nota di Francesco Paolo Vischi, ins eguito all'annoso problema dell'attribuzione della sedel legale della Provincia, sperando possa essere illuminante verso quanti si sono accostati a queste problematiche.

«I lavori per l'allestimento degli uffici amministrativi della neonata provincia di Barletta–Andria–Trani starebbero per essere ultimati, al primo piano del plesso scolastico denominato I.T.A.P. (Istituto Tecnico Agrario Provinciale), ubicato in Andria presso la Basilica della "Madonna dei Miracoli". La situazione si sarebbe normalizzata per i quasi sessanta dipendenti e i sette dirigenti trasferiti in pianta stabile, che potranno ora lavorare a pieno regime. Proprio in ragione del fatto che è stato già erogato del denaro pubblico, impiegando fondi della provincia per i lavori di adeguamento strutturale e funzionale del suddetto plesso, qualche esponente politico andriese auspicherebbe che l'I.T.A.P. diventasse, a tutti gli effetti, sede del polo amministrativo del nuovo ente provinciale.»

«A tal proposito, nell'ipotesi che le determinazioni statutarie definitive e permanenti, assunte dall'assise provinciale, confermassero, in barba alla volontà popolare, di accorpare l'intero polo istituzionale (Presidenza, Giunta e Consiglio Provinciale) nella sede dell'I.T.A.P., alludendo strumentalmente a criteri di efficienza ed economicità, non si comprenderebbe, allora, il perché non siano stati adottati criteri analoghi, per quanto concerne la dislocazione della sede della Questura e anche della sede dell'Azienda Sanitaria Provinciale (ASL/BT).»

«Detto per inciso: da quando in qua ci si preoccupa di risparmiare denaro pubblico, visto che da cinque anni ormai la sede dell'ASL/BT è ospitata in una struttura della città di Andria, a titolo oneroso per la finanza pubblica, anziché essere allocata in maniera più idonea e a costo zero in una delle diverse strutture pubbliche inutilizzate, di proprietà dell'Azienda Sanitaria medesima, ubicate nella Città di Barletta? La Regione Puglia ha stabilito per legge che la direzione provinciale dell'ASL/BT sarà attribuita definitivamente alla città designata dall'Assemblea dei Sindaci. Pertanto, l'unico effettivo potere conferito ai Sindaci della sesta provincia pugliese, in quanto delegato dalla Regione, è quello di deliberare a maggioranza la sede definitiva dell'ASL/BT. Stranamente, però, i Primi Cittadini delle dieci città non lo hanno mai fatto, lasciandola "provvisoriamente" ad Andria, con grande sperpero di denaro pubblico.»

«Si smetta, dunque, di usare due pesi e due misure. Versare un canone di locazione, in alternativa all'utilizzazione di propri immobili, o è sempre sbagliato o non lo è mai! Inoltre, per la Questura, cui sarà annessa anche la Polizia Stradale (peraltro sottratta alla Città di Barletta, ancor oggi sede di tale importante Ufficio), è previsto uno stanziamento complessivo di 12 milioni di euro, per lavori di ampliamento ed adeguamento strutturale e funzionale di un immobile, di proprietà del comune di Andria, che non è altro che la struttura portante di un plesso scolastico mai completato. Alla luce degli elevati costi di ristrutturazione di detto plesso, che andrebbe pressoché ricostruito ex novo, l'opzione più conveniente che avrebbe potuto concretamente essere presa in considerazione, sarebbe stata quella di collocare la Questura nell'immobile denominato "ex Caserma Lamarmora", attualmente inutilizzato e in fase di restauro, di proprietà del comune di Barletta, ubicato in via Cialdini, nelle immediate adiacenze della Prefettura-UTG.»

«Tale immobile (trattasi di un prestigioso palazzo storico, che in passato, per la sua versatilità d'uso, è stato adibito a varie funzioni) avrebbe comportato costi di adeguamento strutturale e funzionale decisamente inferiori rispetto a quello andriese, in quanto, a differenza di quest'ultimo, non necessita di molti interventi per renderlo fruibile, consentendo, così, un notevole risparmio di risorse economiche. Tenendo anche conto che vi è una stretta dipendenza e collaborazione fra Questura e Prefettura in materia di pubblica sicurezza, il fatto che l'ex Caserma Lamarmora sia situata a pochi metri di distanza dal complesso architettonico del Real Monte di Pietà (sede della Prefettura) avrebbe costituito un indubbio vantaggio, in termini di operatività e coordinamento, per i due uffici periferici dello Stato. Solo in questo modo, quindi, si sarebbero fatti salvi quei criteri di efficienza ed economicità della Pubblica Amministrazione. Ad ogni modo, avendo il Governo Nazionale deciso di dislocare la Questura nella città di Andria (con l'adozione del DPCM, emanato il 16 novembre 2007), il Sindaco di Barletta, ing. Nicola Maffei, ha messo a disposizione proprio il cinquecentesco immobile, di notevole valore artistico, dell'ex Caserma Lamarmora, per ospitare degnamente la sede della Provincia, qualora il Consiglio Provinciale decidesse di assegnare la Sede Legale dell'Ente alla Città della Disfida.»

«Nell'eventualità, però, che la massima assise provinciale, non conformandosi al parere del Consiglio di Stato n° 716, reso il 18 marzo 1992 dalla I Sezione (che identifica il capoluogo inteso come sede legale con la città in cui ha sede la Prefettura), optasse per destinare l'istituto tecnico agrario provinciale Umberto I di Andria a sede legale "definitiva" della sesta provincia pugliese; così facendo, celandosi dietro un presunto quanto fittizio risparmio economico (peraltro, l'assessore provinciale all'agricoltura e all'edilizia scolastica, Domenico Campana, ha paventato l'ipotesi di realizzare un nuovo plesso scolastico in sostituzione dell'I.T.A.P., che comporterebbe comunque un ulteriore dispendio di denaro pubblico a carico dei cittadini della provincia BT), allora diverrebbe quanto mai doveroso, per non dare adito a sospetti di favoritismi, rimettere in discussione le precedenti attribuzioni di altri importanti uffici, quali le summenzionate sedi dell'ASL/BT e della Questura, coerentemente e in ossequio agli stessi criteri di efficienza ed economicità.»

«Del resto, sarebbe alquanto ingiusto se, nella ripartizione di uffici ed Enti provinciali, fosse penalizzata proprio la città di Barletta, la quale è stata la promotrice indiscussa dell'iniziativa sull'istituzione della sesta provincia pugliese (come è attestato anche dagli atti parlamentari depositati), e a cui va dato atto di aver sempre creduto nella realizzazione di questa provincia, anche quando non vi era la volontà politica di istituirla; ed il "Comitato di Lotta Barletta Provincia", coi suoi rappresentanti, ha svolto un ruolo fondamentale mantenendo sempre viva l'attenzione del territorio su questa problematica.»

«È auspicabile, dunque, addivenire ad una soluzione che sia la più condivisa possibile sulla dislocazione di tutti gli uffici provinciali, in modo da non scontentare alcuna comunità. Diversamente, è facile ipotizzare che vi saranno malumori nell'opinione pubblica e manifestazioni di protesta, nonché, dal punto di vista istituzionale, contenziosi dinanzi alla giustizia amministrativa, contabile e, perfino, in via incidentale, ricorsi dinanzi alla Corte Costituzionale.»
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