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Emergenza diseguaglianze sociali, a Barletta se ne parla con Giacomo Gabbuti
Alla libreria "I Funamboli" presentato il libro “Non è giusta. L’Italia delle diseguaglianze”
Barletta - domenica 8 marzo 2026
La libreria "I Funamboli" di Barletta ha ospitato la presentazione del libro "Non è giusta. L'Italia delle diseguaglianze" (Laterza, 2025), in un'iniziativa promossa e organizzata dal gruppo politico cittadino Coalizione Civica. Un momento di confronto pubblico che ha messo al centro del dibattito una delle questioni più urgenti del nostro tempo, l'allargarsi delle disuguaglianze economiche e sociali che attraversano il nostro Paese e che continuano a colpire chi ha meno voce, moderatore dell'incontro Ruggiero Quarto, attivista di Coalizione Civica.
A introdurre il dialogo - nella serata di venerdì - i saluti istituzionali del consigliere comunale Carmine Doronzo, che ha richiamato la necessità di riportare al centro del dibattito quotidiano temi sociali troppo spesso rimossi dalla politica sia cittadina che nazionale.
«Il libro nasce due anni fa in collaborazione con la "Fondazione per la critica sociale", come un progetto collettivo e con un approccio sia storico che scientifico» ha spiegato Giacomo Gabbuti - curatore del volume e giovane ricercatore in Storia Economica alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa - «non è certamente un testo pensato per il grande pubblico, bensì uno strumento rivolto a chi, nelle organizzazioni politiche, nei movimenti di lotta, ha il compito di trasformare i dati in temi, istanze, rivendicazioni e battaglie». Concetto essenziale che Gabbuti ha ribadito è la pluralità delle diseguaglianze: «Non esiste una sola frattura sociale da affrontare, l'Italia è attraversata da squilibri che si intrecciano e si alimentano a vicenda: la speculazione edilizia che ridisegna le città e decide chi può permettersi di viverci, la scarsa mobilità sociale che blocca intere generazioni, le differenze territoriali che separano Nord e Sud, centri e periferie, le diseguaglianze di genere e quelle intergenerazionali, fino alla crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e alla precarietà del lavoro. Le diseguaglianze sono tutte al plurale. È l'insieme di questi fenomeni» ha chiarito l'autore «a rendere mostruoso ed innegabile lo squilibrio tra classi sociali».
Un messaggio certamente raccolto dal pubblico e dagli organizzatori, che hanno ribadito la necessità di riportare questi temi nello spazio civico delle città, perché per affrontare le problematiche che attraversano l'Italia è necessario anche conoscerle a fondo e interrogarsi sul futuro di una comunità, come quella di Barletta, e quali scelte collettive possano renderla più giusta e più vivibile per tutte e tutti.
A introdurre il dialogo - nella serata di venerdì - i saluti istituzionali del consigliere comunale Carmine Doronzo, che ha richiamato la necessità di riportare al centro del dibattito quotidiano temi sociali troppo spesso rimossi dalla politica sia cittadina che nazionale.
«Il libro nasce due anni fa in collaborazione con la "Fondazione per la critica sociale", come un progetto collettivo e con un approccio sia storico che scientifico» ha spiegato Giacomo Gabbuti - curatore del volume e giovane ricercatore in Storia Economica alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa - «non è certamente un testo pensato per il grande pubblico, bensì uno strumento rivolto a chi, nelle organizzazioni politiche, nei movimenti di lotta, ha il compito di trasformare i dati in temi, istanze, rivendicazioni e battaglie». Concetto essenziale che Gabbuti ha ribadito è la pluralità delle diseguaglianze: «Non esiste una sola frattura sociale da affrontare, l'Italia è attraversata da squilibri che si intrecciano e si alimentano a vicenda: la speculazione edilizia che ridisegna le città e decide chi può permettersi di viverci, la scarsa mobilità sociale che blocca intere generazioni, le differenze territoriali che separano Nord e Sud, centri e periferie, le diseguaglianze di genere e quelle intergenerazionali, fino alla crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e alla precarietà del lavoro. Le diseguaglianze sono tutte al plurale. È l'insieme di questi fenomeni» ha chiarito l'autore «a rendere mostruoso ed innegabile lo squilibrio tra classi sociali».
Un messaggio certamente raccolto dal pubblico e dagli organizzatori, che hanno ribadito la necessità di riportare questi temi nello spazio civico delle città, perché per affrontare le problematiche che attraversano l'Italia è necessario anche conoscerle a fondo e interrogarsi sul futuro di una comunità, come quella di Barletta, e quali scelte collettive possano renderla più giusta e più vivibile per tutte e tutti.
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