Garrone
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Scuola e Lavoro

«E' bello condividere», l'appello e le ragioni dell'istituto "Garrone"

Scrivono i docenti: «Non passi il messaggio che chi più urla, più ottiene»

«Il lungo corteo organizzato dagli studenti del "Fermi –Nervi-Cassandro" dovrebbe essere considerato il loro slancio di condivisione? Se è così allora noi adulti ed educatori abbiamo perso l'occasione di insegnare ai nostri ragazzi il valore e il significato reale che questa parola comporta». A scrivere questa nota sono i rappresentanti dei docenti dell'I.I.S.S. "N. Garrone" di Barletta, i professori Capurso, Capuano, Dileo, Pondrelli, Monterisi, Leone, Piazzolla, Sguera, Cassatella e Natale, che spiegano le ragioni della loro polemica, pur senza scendere in piazza, dopo il video realizzato dagli stessi ragazzi del "Garrone" e condiviso su YouTube.

«"Condividere è possibilità di accesso a risorse comuni da parte di utenti diversi" era scritto sullo striscione che sfilava per le vie della città quasi come il simbolo di una protesta - continuano a scrivere i docenti - In ogni caso le comunità scolastiche sono delle grandi famiglie in cui le problematiche che oggi ruotano intorno al mondo della scuola si infrangono sempre contro il muro della insicurezza e della precarietà che diventa sempre più disorientante, da parte degli enti preposti. La necessità del Garrone è dettata da una condizione precisa e chiara, la presenza nella sua grande comunità scolastica di un numero consistente di giovani i cui bisogni educativi speciali richiedono una attenzione "professionale" che non può essere sbandierata né strumentalizzata ma in ogni caso va rispettata da tutti. Le difficoltà di organizzazione e gestione delle emergenze quotidiane, in una condivisione che comunque non considera la parte più bisognosa della nostra utenza, si moltiplicherebbero a danno dei meno fortunati cittadini barlettani che non sono solo studenti del Garrone. Non sono solo belle parole queste ma in concreto vogliono dire che se gli studenti del Garrone non vengono collocati in un unico plesso, come previsto dalla delibera della Provincia, si ghettizzerebbero certamente all'interno della scuola stessa, ragazzi con disabilità che per la vocazione del nostro istituto Centro territoriale per l'inclusione vivono attualmente un elevato livello di integrazione grazie a meccanismi di gestione ben precisi. Tutto ciò avrebbe ripercussioni sulla loro salute e sulla serenità delle loro famiglie. Il Garrone chiede l'applicazione della delibera in tempi brevi.
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