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Dietro quello strano civismo che governa Barletta

La coalizione del buon governo tra poltrone e poltroncine, ma senza coraggio

Elezioni Regionali 2020
Solitamente la "coalizione civica" è un'aggregazione di uomini e donne distanti da appartenenze politiche che, proprio per questo, si propongono ai loro potenziali elettori, prospettando un impegno per la collettività che, in caso contrario, sarebbe compromesso da altri interessi di partito.

Eppure, a Barletta l'aggregazione civica che un anno e mezzo fa ha sostenuto il candidato Cosimo Cannito sembra molto più impegnata, specie in queste settimane, a fare i conti e spartirsi poltrone o assicurarsi poltroncine, come quelle del c.d.a. della casa di cura "Regina Margherita". Tutto, si badi bene, nel rispetto di una turnazione democratica che si colloca al di sopra di ogni continuità amministrativa e che per questo deve essere rispettata.

Sarà perché la furbissima operazione di nascondere non solo i propri simboli, ma anche le proprie storie politiche, ha avuto il solo merito di mettere su una maggioranza legata da accordi e vincoli? Strette di mano a tempo, allo scadere del quale, puntualmente, si inviano avvisaglie di avvertimento in Consiglio comunale. E tutto ciò, per giunta, accade con un certo grigiore, relegando puntualmente al di fuori della pubblica assise ogni discorso politico che possa evidenziare le vulnerabilità della coalizione buon governo, a tratti frenata, a tratti disinteressata dall'aprire bocca. Il solo fatto che, dopo un anno e mezzo, qualche bocca non è mai stata aperta in Consiglio (se non per sbadigliare), rivela il livello di interesse che molti in quella maggioranza, purtroppo, riservano per la città.

Forse, nel prossimo Consiglio comunale, in calendario per il 30 ottobre, si potrà finalmente giocare a carte scoperte, smettendo di nascondersi dietro un dito. Intanto, i rimpasti nella Giunta Cannito sembrano aver aizzato contro il sindaco i suoi stessi (presunti) fedelissimi sostenitori che siedono tra i banchi di una maggioranza liquida, che si dice pronta a disimpegnarsi «dal vincolo di maggioranza, richiamando ognuno a rispondere dei propri errori», ma solo «di fronte a nuovi episodi simili a quanto accaduto in questi giorni». Le parole dei consiglieri Ruggiero Marzocca, Giuseppe Losappio, Stella Mele, Salvatore Lionetti, Michele Maffione, Pierpaolo Grimaldi e Giuseppe Dipaola non sono propriamente "coraggiose", sembrando intendere, al contrario, che sia stata concessa una grazia per il torto fatto, che potrà essere perdonato solo accontentando altre rivendicazioni.

Pretese che non tarderanno ad arrivare. Soprattutto ora che la lista Forza Barletta, di cui fanno già parte Stella Mele e Giuseppe Losappio, si rafforza con l'ingresso di Pier Paolo Grimaldi e Michele Maffione (Scelta Popolare) che sarà ufficializzato questo pomeriggio, in una conferenza stampa presso l'hotel Nicotel. Una lista così scompare e un'altra cresce. Il coraggio, ad ogni modo, è ben altro e se le intenzioni fossero state reali, le reazioni sarebbero state immediate.
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