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Casa di riposo a Barletta, ecco le nomine. Le opposizioni messe all’angolo

Delvecchio: «Mettere le pedine nei diversi luoghi, a qualcuno può essere utile, non si sa mai»

Elezioni Regionali 2020
Ieri pomeriggio, a partire dalle ore 17, si è riunita la massima assise cittadina. Un consiglio comunale atteso da molto tempo, durante il quale si è provveduto alla nomina dei quattro componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP) Regina Margherita. I membri sono: Gentile Ruggiero, Lionetti Cosimo Damiano, Piccolo Domenico e Rizzi Maria.

Domande di attualità


I lavori consiliari si sono aperti con la prima domanda di attualità esplicata dal consigliere Michelangelo Filannino di Coalizione Civica e ha riguardato l'ex Palazzo delle Poste. Le finestre, collocate nella parte destra del palazzo, dove sono visibili i segni dell'evento che ha causato la morte dei militari e civili di Barletta nel 1943, sono rimaste aperte favorendo l'entrata dei volatili. Si può solo immaginare il degrado interno. Il vice sindaco Marcello Lanotte ha riassunto il quadro: «Il palazzo non è di proprietà del Comune di Barletta ma qualora i proprietari decidano di venderlo la città potrebbe esercitare il proprio diritto di prelazione». Fatta questa premessa, il vice sindaco ha affermato che nei prossimi giorni, a seguito di una verifica dello stato del palazzo storico, si avrà premura di notificare un'ordinanza per ragioni igienico sanitario.


Altro argomento affrontato, tramite domanda d'attualità della consigliera Maria Angela Carone del Movimento cinque stelle, la consegna dei 24 alloggi in via Velasquez, realizzati in edilizia residenziale pubblica. Secondo quanto affermato dalla consigliera, i legittimi assegnatari non avendo ricevuto ancora copia del contratto non hanno potuto far richiesta di attivazione delle utenze: gas e luce. Inoltre, pare che alcuni dei proprietari per il timore di occupazione abusiva restino di notte a vegliare la propria abitazione. L'assessore Rosa Tupputi sbroglia il nodo: «Fino a questa mattina non era stato dato incarico formale per l'amministratore condominiale, purtroppo sono tempi tecnici, non sono dettati dall'amministrazione». Pochi giorni e tutto sarà eseguito.

Due punti a firma del sindaco Cannito


I due punti all'ordine del giorno sono stati richiesti dallo stesso sindaco Cosimo Cannito. Attraverso il primo ha invitato l'assise a esprimere solidarietà nei riguardi della popolazione del Rojava e dell'intera Federazione Democratica della Siria del Nord. La bandiera kurda sventolerà nei prossimi giorni presso il Palazzo di città. Il secondo, riprende, in vero, una campagna nazionale il cui scopo è sensibilizzare l'opinione pubblica, attraverso le istituzioni, sui conflitti e muri che ancora oggi dividono intere popolazioni. Dopo alcune polemiche di carattere ideologico, entrambi i punti sono stati votati favorevolmente.

Nomina componenti del consiglio Amministrazione dell'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP) in via Regina Margherita

Superati senza difficoltà i punti riguardanti i riconoscimenti e prese d'atto dei debiti fuori bilancio e ratificate in fretta le delibere di Giunta inerenti l'ultima edizione della Disfida, si è proceduto alle nomine tanto attese dalla politica, ma soprattutto dalla città. Si tratta di quelle per i componenti del consiglio di amministrazione dell'ASP Regina Margherita, la struttura socio-sanitaria che, dopo 4 anni dalla chiusura, tornerà a svolgere a pieno la sua attività. A comporre il c.d.a. saranno: la commercialista e consulente del lavoro, Maria Rizzi (classe '89); l'impiegato contabile Ruggiero Gentile (classe '78), già impiegato nella gestione di un centro di assistenza domiciliare, rivolta ad anziani e disabili; il commercialista Domenico Piccolo (classe '67); il consulente finanziario Cosimo Damiano Lionetti (classe '88).

Un'elezione che ha messo alla prova la maggioranza del Buon Governo, testandone la compattezza, ma che si è consumata con non poche polemiche, suscitate dalle modalità praticate dalla stessa maggioranza. Nessuna condivisione con le opposizioni, tavoli politici a 24 ore dall'appuntamento in Consiglio comunale e un mistero che ha avvolto nominativi e rispettivi curricula sino al momento dello scrutinio. Queste, a gran voce, le pecche di un modus agendi, denunciato dai banchi di opposizione, che si sperava appartenesse al passato e che si discosta sempre di più da quello spirito di coinvolgimento delle minoranze alle quali il sindaco Cannito fa continuo rinvio. «Ci sarebbe piaciuto convergere su nominativi che avremmo potuto condividere – spiega Maria Angela Carone (M5S) – L'ASP "Regina Margherita" è la casa di cura della città, non è la casa di cura di questa maggioranza». Avvilenti i metodi adottati, spiega il consigliere Dino Delvecchio (PD): «Ancora una volta, seguendo delle vecchie logiche, è stato seguito il rito della spartizione».

«Non si pensi che questa votazione rappresenti un cessate il fuoco nell'amministrazione Cannito – attacca il consigliere Carmine Doronzo (Coalizione Civica) – Una parte della maggioranza è stata leale con il sindaco, come non lo è stata in occasione delle elezioni provinciali, ma messo da parte questo scoglio, ci sarà il prossimo, ossia la Giunta». Eppure, una crepa ha già iniziato a farsi più evidente con l'astensione dalla votazione della consigliera Stella Mele che, critica nei confronti dell'operato della sua stessa maggioranza, ha rivendicato la negata rappresentanza politica in Giunta della sua lista di appartenenza, "Forza Barletta", nonostante il documento sottoscritto congiuntamente al consigliere Giuseppe Losappio: «Non sono mai stata una sua cospiratrice – ha esordito la Mele rivolgendosi al primo cittadino – ma non parteciperò a questa votazione. Non ho condiviso i metodi e le decisioni – dichiara Stella Mele – sia relativamente alla rappresentanza politica, che al coinvolgimento della maggioranza. È diventata prassi quella di convocare un tavolo di maggioranza a poche ore dal Consiglio comunale, dietro il quale spesso si nascondono decisioni già prese. Metodi e decisioni sbagliate – evidenzia la consigliera di Forza Barletta – anche relativamente alla meritocrazia nelle nomine di questi componenti».

«Qualsiasi metodo sarebbe stato oggetto di polemiche – osserva il consigliere di maggioranza Rocco Dileo – In politica ci sta, quando una parte decide e si prende la responsabilità di guidare persone, è normale che lascia indietro polemiche. Saranno i fatti a contraddire queste polemiche». Incarichi pro bono, quelli del consiglio di amministrazione dell'ASP, ma pur sempre espressione di interessi politici: «Oggi non è previsto nulla, domani non si sa – osserva Delvecchio (PD) – Mettere le pedine nei diversi luoghi, a qualcuno può essere utile, non si sa mai».
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