Paziente
Paziente

«Mia madre ricoverata da tre giorni: dolore, ostacoli e dignità negata»

La segnalazione giunta a BarlettaViva: «Chiediamo che ogni paziente fragile venga seguito con la cura e l'attenzione che merita»

«Mia madre è ricoverata da tre giorni. È una paziente affetta da leucemia cronica, una malattia che già da sola porta paura, fragilità, dolore e incertezza. In questi tre giorni, però, oltre alla sofferenza della malattia, abbiamo dovuto affrontare una serie di ostacoli che nessuna famiglia dovrebbe incontrare in un momento simile». Parole di rabbia e sgomento nella segnalazione giunta alla redazione di BarlettaViva, in cui emerge la necessità che ogni paziente fragile, che vive una malattia, venga seguito con la cura e l'attenzione che merita.

«Siamo entrati in ospedale con la speranza di trovare cure, attenzione e umanità. Invece, troppo spesso, ci siamo trovati davanti a muri, freddezza e risposte inaccettabili. Davanti alle nostre difficoltà, alle nostre richieste e al nostro bisogno di essere ascoltati, ci siamo sentiti dire: "Se non ti piace il reparto, cambia ospedale." Una frase che fa male. Una frase che pesa ancora di più quando riguarda una persona malata, fragile, ricoverata, bisognosa non solo di terapie, ma anche di rispetto. Non si può rispondere così a chi sta soffrendo. Non si può trattare il dolore di una famiglia come un fastidio da allontanare».

«E quando ho raccontato agli infermieri di essere stata cacciata, la risposta ricevuta è stata ancora più dolorosa: "Vorrei dirle che per me è una sorpresa, ma purtroppo non lo è." Parole che lasciano sgomenti. Perché se anche chi lavora ogni giorno in reparto non si stupisce più di certi comportamenti, allora il problema non riguarda solo una singola frase, ma un clima, un modo di trattare le persone, una mancanza di umanità che non può essere ignorata».

«In questi giorni abbiamo dovuto persino comprare noi gli omogeneizzati, perché mia madre potesse alimentarsi in modo adeguato alle sue condizioni. Oggi la paziente sta mangiando anche grazie a ciò che la famiglia ha dovuto procurare autonomamente. È inaccettabile che, durante un ricovero, una famiglia già provata dalla paura debba preoccuparsi anche di supplire a mancanze che non dovrebbero esistere».

«Noi non chiediamo favoritismi. Non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto ciò che dovrebbe essere garantito a ogni paziente: cure adeguate, ascolto, attenzione, rispetto e umanità. Il nostro dolore è più forte di qualsiasi denuncia. Quando una madre sta male, la priorità è starle accanto, proteggerla, darle forza. Ma arriva un momento in cui il silenzio diventa impossibile. Perché tacere significherebbe accettare. Tacere significherebbe permettere che altre persone, altri malati, altre famiglie possano vivere la stessa umiliazione».

«Un reparto ospedaliero non dovrebbe mai diventare un luogo in cui il malato si sente solo, di troppo o abbandonato. La sanità non è fatta solo di diagnosi, cartelle cliniche e terapie. È fatta anche di gesti concreti, di parole, di presenza, di attenzione quotidiana. È fatta della capacità di ricordare che dietro ogni letto c'è una persona, una storia, una famiglia che soffre. Mia madre non è un numero. Non è un problema da spostare altrove. È una donna malata, una madre, una persona che merita dignità».

«Per questo oggi parliamo. Non per rabbia sterile, ma per dolore. Non per attaccare, ma per chiedere che quanto accaduto venga ascoltato, verificato e preso sul serio. Chi vive la malattia ha già un peso enorme da portare. Non dovrebbe dover sopportare anche indifferenza, mancanza di rispetto e ostacoli continui. Chiediamo che le famiglie non siano lasciate sole. Chiediamo che ogni paziente fragile venga seguito con la cura e l'attenzione che merita. Chiediamo che la parola "cura" torni ad avere il suo significato più vero: non solo curare il corpo, ma rispettare la persona. Perché la salute è un diritto. Ma anche la dignità lo è».

---

Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, per la perdita della cara mamma, che purtroppo non è riuscita a superare la sua malattia.
© 2001-2026 BarlettaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BarlettaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.