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Barletta Club "I Biancorossi"
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Si presentano "I Biancorossi": «Vogliamo dare una mano, attendiamo incontro con Tatò»

Parla Mimmo Zingrillo, componente del Direttivo del neonato club

In un momento in chiaroscuro per l'intero calcio italiano, incluso quello barlettano, ricco di interrogativi societari da luglio in poi, all'ombra di Eraclio un gruppo di appassionati dei colori biancorossi ha dato vita al Barletta Club "I Biancorossi", nato simbolicamente da una costola del forum "Biangoross". Per capire finalità e obiettivi del neonato club, che attende un incontro richiesto al presidente dimissionario (dal 30 giugno 2014) Roberto Tatò, abbiamo ascoltato Mimmo Zingrillo, componente del consiglio direttivo:

Come nasce il vostro progetto? E quali sono le vostre intenzioni?
«Come tanti sanno, nasciamo dal forum "Biangoross", poi l'anno scorso prima del derby di ritorno di Andria, uno dei componenti del forum ci ha chiamato a raccolta: inizialmente c'è stato un atteggiamento guardingo nei nostri incontri, poi ci siamo sciolti ed è venuta fuori questa iniziativa. E' la prima volta che un club chiede voce alla società. Abbiamo preso spunto dall'iniziativa nata dai Taras, che a Taranto possiedono il 18% del Taranto FC 1927 dall'estate 2012, un'idea che mi piace molto. Il macro-obiettivo è quello di creare una piccolissima cordata di piccoli imprenditori e professionisti accanto al presidente Tatò e altri personaggi importanti al fine di ridestare l'amore verso il Barletta in Lega Pro».

Una composizione eterogenea quella de "I Biancorossi": da quanti anni tu tifi Barletta?
«Io seguo il Barletta dal 1975 e sono abbonato da 30 anni: la prima partita che ricordo è un Barletta-Cyinthia Genzano. Da allora non mi sono più staccato da questa splendida malattia. Un'altra cosa bella di questi incontri è il fatto di vivere un concetto trasversale di tifo: c'è il professionista, l'operaio, l'imprenditore, tutte persone che vivono la passione per il Barletta come uno status sociale».

Quest'anno l'amore per il Barletta è calato anche per il rendimento della rosa in un torneo privo di ambizioni e competitività...
«Dal punto di vista sportivo, bisogna sempre puntare a vincere. Anche se sei ultimo in classifica e affronti la prima, devi puntare al massimo. Personalmente penso che i calciatori abbiano una responsabilità relativa: non posso chiedere a giovanissimi come Guglielmi e Cicerelli di fare la differenza. E' compito e dovere di chi li schiera quello di mettere in campo la formazione: se Tatò sia d'accordo con queste strategie o meno, non lo so, ma è chiaro che Martino e Orlandi non stanno gestendo al meglio la società e le questioni del rettangolo di gioco».

Fuori dal campo la società sta però aprendo le porte con qualche iniziativa: come le valutate?
«Questi sono fattori positivi. L'iniziativa di recarsi presso le scuole permette di recuperare una generazione di tifosi che manca. La madre di tutte le possibilità però è una: che il presidente Tatò spieghi a quali condizioni lascia il Barletta e quali sono i parametri affinchè possa verificarsi una eventuale cessione. Noi vogliamo sollecitare gli imprenditori medio-piccoli ad avvicinarsi alla società e attendendo la chiamata del presidente capire come possiamo essere utili al Barletta Calcio».

Appunto, la vostra richiesta di incontro con il presidente: avete avuto una risposta ad ora?
Io sono convinto che il presidente ci incontrerà: ho molta stima umana di Roberto Tatò e per questo sono certo che accoglierà il nostro invito a stretto giro di posta. Ha dichiarato anche a voi che lo farà, quindi ci credo: l'incontro non sarà fatto di domande e risposte, ma di cordialità e costruzione. Noi amiamo il Barletta Calcio, non vogliamo "aggredire" nessuno. Abbiamo anche un tesoriere, i capitali raccolti con i tesseramenti saranno utilizzati per iniziative pro-Barletta. Ora attendiamo solo di registrare il nostro statuto per rendere ufficiale la nostra esistenza e approcciarci agli enti comunali.

Qual è in definitiva l'invito de "I Biancorossi"?
«Il mio invito è rivolto ai giovani: non devono tesserarsi solo come atto simbolico, ma devono aiutarci a farci sentire non solo con il presidente Tatò, ma anche con i nostri amministratori. Se ci contiamo e diventiamo un gruppo importante, magari accogliendo anche gli altri ragazzi dei gruppi organizzati, possiamo dire di essere una componente importante della piazza e avere più voce in capitolo, magari incentivando gli imprenditori che ad ora non si avvicinano a interessarsi al Barletta Calcio, che oggi è un giocattolo sano, merito del presidente Tatò».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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