Claudia Cascella
Claudia Cascella
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La passione del padel porta in Nazionale la barlettana Claudia Cascella

«La mia avventura con il padel è iniziata per caso, adesso è una totale dipendenza»

Tutti pazzi per il... padel. L'interesse per questa disciplina sportiva sta rapidamente aumentando, per una serie di ragioni che abbiamo approfondito insieme a Claudia Cascella, atleta barlettana, prima maestra di tennis e oggi di padel, nonché componente della giovanissima nazionale femminile italiana di padel.

Come è iniziativa la tua avventura con il padel?
«La mia avventura con il padel è iniziata per caso. Quattro anni fa insegnavo tennis proprio presso il Tennis Village di Barletta dove già c'era un campo da padel. All'inizio ero molto scettica ma, anche grazie ai continui tentativi dei vari soci, ho provato a giocare e, anche se l'impatto è stato totalmente negativo, dopo la terza volta ha iniziato a piacermi fino a diventare una totale dipendenza! Infatti da 2 anni ormai vivo di padel... insegno padel, mi alleno a padel e se si potesse giocherei anche 25h su 24. Per questo ringrazio fortemente tutta la famiglia Village, il presidente Andrea Caló per avermi accolto per una seconda volta senza ripensamenti».
Claudia CascellaNazionale italiana femminile di padel
Quali saranno i prossimi impegni di questa nuova giovane nazionale italiana femminile?
«La nazionale è stata una cosa inaspettata. La federazione organizza ogni anno delle tappe per dei raduni in cui i tecnici selezionano le migliori giocatrici da portare agli europei e mondiali. Il primo raduno è stato svolto a Bologna in 30 aprile. Successivamente ce ne saranno altre fino alle selezioni definitive».

In tanti ancora non conoscono il padel come disciplina sportiva, eppure molti lo consigliano proprio a chi vuole cimentarsi per la prima volta con uno sport agonistico. Quali sono i vantaggi in termine di benessere fisico? Lo consiglieresti?
«Sì è vero. Ci sono ancora persone che non sanno cosa sia il padel, ma d'altronde in Puglia e in Italia è esploso negli ultimi anni. Io dico sempre che è lo sport dei bambini e anche degli adulti perché è uno sport che possono iniziare tutti a qualsiasi età. Sicuramente ad un certo livello bisogna essere preparati sia fisicamente che tecnicamente ma è uno sport che si può iniziare senza alcuna base: è divertente e dinamico e ti coinvolge così tento che diventa davvero una droga... io ho lasciato 20 anni di tennis per colpa di questo sport! Lo consiglierei proprio perché permette di stare in forma e di fare attività fisica divertendosi».

Sport, donne, Covid. Come valuti l'attuale panorama sportivo in Italia, dal punto di vista di una atleta e maestra donna, e le conseguenze legate alle restrizioni che probabilmente dureranno ancora nei prossimi mesi?
«Credo che queste restrizioni stiano mettendo in difficoltà tutte le strutture di qualsiasi sport. Io mi sento fortunata perché, operando in uno spazio aperto, ho subìto meno danni rispetto a palestre, piscine e strutture che purtroppo possono solo operare in spazi coperti. Ma nonostante questo io credo che con le dovute accortezze tutte le strutture possano operare nella
massima sicurezza. Alla fine si tratta sempre di una consapevolezza personale e di comportarsi intelligentemente».
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